etteratura,fotografia" /> MioFEUILLETON | Volevo diventare 'na puttana | Il Cannocchiale blog
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Volevo diventare 'na puttana
POLITICA
20 febbraio 2007
CARI KOMUNISTI...



Anche voi ci avreste intinto volentieri il biscottino eh! eh! Mi è rimasta una curiosità sulle vostre camicie: come faceste a stingerle tanto da farle diventar rosse da nere?!!
..... Adesso, e soltanto adesso, mi congratulo del non avere mai chiesto aiuto ai Potenti. Da giovane.
Nel mio paese una giovane donna appetitosa che vada a chiedere aiuto implicitamente l'aiuto va ad offrirlo. Non so se sia lo stesso altrove, in altri paesi. Suppongo di sì...

Mi vergogno un pochino di averlo chiesto da vecchia, a causa della
maledetta voglia di casa mia: debolezze dell'età, se non perfezionismo maniacale teso a concludere la parabola là dove iniziò!
D'altra parte, se non l'avessi fatto la buona volta! continuerei a colpevolizzarmi di non averlo fatto mai.
Vedi che kasso di verifica m'è uscita fuori !?
Per settant'anni avevo allevato il rimorso dell'amorfa ... e tac! è bastato rivolgermi a tre Potenti, povera vecchietta, per assumere il rimorso di avere avuto rimorso!
Benchè parlandone possa averne dato l'idea, nessun rimorso
invece riguardo lo zio Bruno. Lo zio era uno da dimenticare, in maniera che, se il morto sà del vivo, sia lui a non sentire rimorso per le conseguenze arrecate ai suoi dall'avere compiuto un gesto inteso necessario alla salvezza di migliaia di estranei.
In coscienza rimorsi nei suoi confronti non ne sento neanche adesso.
Ciò che mi muove in suo sostegno non è rimorso, bensì il Dovere di rammentare agli italiani, avanti d'andarmene, che lui è esistito.
Nell'improbabilità che ci si debba incontrare dall'altra parte,
vorrei sentirlo dire
:

Questa puttana è stata una donna onesta

Il rimorso lo avevo allevato nei miei confronti e, soprattutto, nei confronti di mia madre e della nonna, a causa dell'impotenza a trarle dal baratro in cui l'Italia le aveva calate.
Mi dispiace fino ad accorarmene di aver lasciato sedimentare i drammatici trascorsi, distraendomene a causa della necessità di sopravvivervi.
"Dov’ero?".
Quante volte me lo sono chiesta, oziosamente:
"dove sono stata i primi trent’anni della mia vita? Perchè non li ritenni i migliori anni, risolutivi d'ogni problema?"
Eppure nei confronti della dinamica esistenziale non sono mai stata apatica, e neppure eccessivamente sognatrice

In realtà, tornata a Roma, nel 1948, diciassettenne
(con mamma e nonna ovviamente. Dove le mettevo sennò? E, cosa avrei fatto, io, da sola, sennò?) ce l’avevo avuta, la voglia di bussare alle "lotterie" politiche dell'epoca. Mi riferisco alle numerose organizzazioni in favore dei Danneggiati dalla Guerra e dal Fascio, allestite dai vari Partiti con il principale obiettivo di raccogliere elettorato.
Si ventilava che dette volgarmente Lotterie avrebbero dovuto risarcirmi dei danni&patimenti arrecatimi. Se non altro rendendomi la casa.
Ma mia madre m’implorò di non contattarle.
Lei assommava ai fassisti i capetti komunisti di Montrappone.
Quelli che nell’immediato dopoguerra le avevano tolto il posto di lavoro. 
Che bel feuilleton mi faceste, cari komunisti !!!



Una volta a Roma mia madre ricominciò a nascondersi come ai tempi della persecuzione politica. E adesso non soltanto le divise. Anche i borghesi dietro una scrivania dello Stato continuavano a terrorizzarla.
Le dovevano essere rimasti impressi il doppio petto di Rotondano, e le guardie addette ai pedinamenti: sempre rigorosamente vestite in borghese onde non turbare la quiete pubblica.
Diceva, la mamma, che s’erano tolti soltanto la camicia nera.

Lasciali perdere, figlia mia! Sono stati bolliti, tutti,
nel medesimo pentolone d'acquasanta!
 

Può sembrare qualunquismo? Si.
 Se non ci fosse stata l'eloquenza della realtà: Rotondano, il gentiluomo che ci aveva custodite in via Genova avanti che ci spedissero in Emilia, smessa la giacca azzurrina da Alto Funzionario dell'Uffico Politico Fascista, adesso ne indossava un altra identica: da Alto Funzionario del Ministero degli Interni: Capo della Prima Sezione Affari Riservati. Si dice con parecchi uomini dell'ex-O.V.R.A. alle proprie dipendenze. Capitolo tipicamente italiano: basti controllare il numero dei voltagabbana attualmente in Parlamento e Dintorni.
Premesso che i trasformismi di Rotondano, per cui il suo trasferimento da una carica di Alto Funzionario del Regime Fassista alla medesima carica di Alto Funzionario nella Repubblica, li ho appresi di recente spulciando pagine di Storia messe all'Indice, non ce l'ho sù con lui il quale, sia pure di alto livello, era un questurino, come tale sottoposto agli obblighi e agli ordini. Lo cito esclusivamente a mo' di risposta alle domande che ci facevamo.

Siccome una delle prime stanze in affitto l'avevamo presa in via Panisperna, e lì vicino c'era l' ufficiolo di un Partito, Socialdemocratici mi pare, io, senza farlo sapere a mia madre, un giorno vi entrai e, fendendo una folla di straccioni impolverati e puzzolenti, grazie alla mia fisicità riuscìi a farmi ascoltare da un Parlamentare della Repubblica che dichiarava di avere presentato un suo disegno di legge a favore dei Perseguitati dal Fassio... Vestiva dimesso ed aveva una faccia, di quelle che se non le hai frequentate le confondi con mille altre. L'autorevolezza consisteva tutta nel ruolo. Indaffarato, prese per buone le mie parole e non mi chiese di mostrargli dei documenti. Mi sorprese, ma siccome mi si dimostrò disponibile... Beh me ne tornai a casa convinta di avere risolto!
Toccava solo tornarci per tenerlo caldo.
Lui disse proprio così:
 
Torni spesso perchè con i tanti che chiedono se non
mi tiene caldo la dimentico
.
 
Ci tornai. Non sempre ebbi la fortuna di essere ricevuta, però le volte che ci riuscivo riscuotevo ottimismo. E intanto i mesi passavano...
Poi una mattina fu lui a cercarmi!!
Mi telefonò invitandomi a raggiungerlo "subito" in un ristorante fuori porta, dove mi attendeva insieme con un suo amico (?).
Peccato che nel frattempo io avessi cominciato a frequentare Cinecittà dove di quel ristorante, dei suoi separè, ne sentivo parlare molto dettagliatamente... Ovvio che avevo deciso di fare la puttana, ma toccava avere pazienza: per il momento alla passera quel volo non garbava!

Sbagliato.
Non avrei dovuto acconsentire che la diffidenza mi circuisse, povera volpina spaventata. Avrei dovuto recarmi all'appuntamento per rendermi conto della sua sostanza e, dopo, sarebbe eventualmente venuto il tempo di fuggire. Accettare l'invito sarebbe stata un'azione consona al mio temperamento naturale. Averlo evitato evidenzia a posteriori che l'ostaggiare tanto a lungo un giovane sul percorso che lo conduce dall'infanzia alla maturità frana i pilastri della sua personalità.
Avrei dovuto comportarmi come gli ebrei: rivendicare e rivendicare senza sosta nei secoli a venire, senza mai stancarsi di rinfacciare al mondo il male subito. Che a forza di udirli mi colpevolizzo io al posto dei nazifasci. Ma loro sono tanti. Hanno mezzi e potere. 
Io ero una. Non possedevo neppure l'odio necessario all'istanza. Nascondevo quel vissuto come se lo avessi ritenuto una disgrazia di
famiglia.
Mia madre poi .....
Per carità, figlia mia, non chiedere aiuto a nessuno e non dire a nessuno percaritàdiddio! cosa ci hanno fatto i komunisti!
 
Darci per fassiste sembra comico?! Altrove forse lo sembrerebbe.
Da noi si tratta di comuni metodi di sopravvivenza in atto fin dai tempi in cui i cristiani nell'arena si facevano scudo del fratello affinchè il leone li raggiungesse una volta soddisfatto l'appetito. 
Sono più che certa infatti che se avessimo raccontato in giro per Roma le bestialità
subite dai komunisti, inevitabilmente qualcuno, per un qualsiasi minimo tornaconto... e non solo per tornaconto! perfino per esorcizzare con l'essenza del suddito l'essenza, pericolosissina, del cittadino, ci avrebbe facilmente date per fassiste. Come già a Montrappone la mamma, con il comodo di toglierle il lavoro!

Ravviso lo stato mentale di mia madre con quello di una fanciulla più volte sottoposta a violenza carnale, si vergogna di ciò che le hanno fatto, si colpevolizza dell’averlo subito. Senza suicidarsi rinuncia alla vita.
Affinchè nessuno la "trovasse", mi proibì finanche di presentare la
richiesta per un alloggio alle Case Popolari.
Diceva che abitare un appartamento obbligava a declinare le generalità coi rischi che lei sapeva. Si doveva assolutamente vivere in stanze subaffittate presso famiglie che omettevano la denuncia, e restare leggeri nel caso si dovesse fuggire. Ridonda Roberto Vecchioni?

"Bambini Bambini Bambini state attenti al Mago di Oz…"

La sua paura non collimava col rancore, tutt’altro. Si, il rancore c’era senza dubbio, però non aveva parole. Chi parlava era il raziocinio reso esaltato. E dacché sono giunta all’altro capo della vita devo chinare la testa: qui si è tutti fassisti, chi più chi meno anche i komunisti: persone perbene e permale, indistintamente. Lungo la scala sociale tutti
proni al potente, soverchiatori di chi conta niente.
Qui non si esercita l'indignazione, e la parte dei buoni la sostengono gli indifferenti.
Le stesse Istituzioni, come sono state impostate, e mai corrette, ci rappresentano un Paese che staziona in attesa della prossima dittatura…. Che peccato!

Mussolini aveva 'forgiato' un bel niente.
Ci aveva ereditato da un malinteso cattolicesimo di taglio borghese fassisti bell’e fatti. Si limitò a prenderci per il verso giusto.
Fosse rimasto Socialista non sarebbe andato più in là della galera.
Salì sull'onda che gli si offriva, l'unica disponibile.
Di suo prese a marchiarci con una divisa e ad approvarci. Dopo che noi l'avemmo approvato.
Di quanto fatto di buono (e ne ha fatto, giuro che ne ha fatto!) ci torna poco merito, ma delle cazzate, da lui commesse in seguito,
siamo tutti responsabili.
Poi che l'onda s'infranse contro le circostanze risapute, ci lasciò accasciati, e noi, risollevandoci credemmo di risorgere diversi da prima saltando a pie'pari il laicismo? Ma.. Com’era possibile crederlo?
Solo un cartoon potrebbe togliersi di dosso, dall'oggi al domani,
dei condizionamenti mentali vecchi di secoli, riconfermati, omologati,
nel corso di un ventennio.
Ci saremmo meglio edificati se fossimo rimasti apertamente fassisti. Fassisti, ma onesti. Meglio ancora se, spostandoci leggermente sulla sinistra, avessimo formato uno Stato Socialista di italica tradizione. Onesto, perciò Laico. Invece di assecondare un elettorato da stadio che ha dato luogo alla fortuna delle varie Caste e alla nostra rovina.

Lasciamole intonse, le opposte ideologie, non depauperiamole delle rispettive sacralità, rammentiamo sempre che in loro nome qualcuno è morto, molti hanno sofferto. Atteniamoci esclusivamente ai comportamenti nel quotidiano, dettati dalla mentalità comune, più o meno elastica, dove chi non è più clericofascista sempre e comunque fassista resta!
I Giovani soprattutto. Consciamente o inconsciamente sono fassisti.
Traditi dalla Scuola, trascurati dalle Istituzioni, esclusi dalla Meritocrazia a favore di un'ambiguo livellamento democratico, fondano la ribellione nel fassismo ingenito, nella cultura della sopraffazione, resa indispensabile alla sopravvivenza dal Sistema, nonostante si affannino in parte a dire ancora Qualcosa di Sinistra.
Io stessa contengo una komunista e una fassista, in linea di massima abbastanza simili: ci si scambia sberle soltanto se ci si rinfacciano reciproci errori. Scorgo però la mia identità principale proprio nelle contraddizioni. Difatti il mio non è un conflitto altrove condiviso!
Chi di Destra e chi di Sinistra, in genere prevale la certezza di trovarsi ideologicamente da una sola parte: intesa la parte giusta. 
E le certezze sono gl’ideogramma del Fassio!

Non posso escludere che sia stata la condivisione della consapevolezza materna ad immobilizzarmi. A far sì che non ci fossi. Ripercorrendo con la memoria l’esplorazione del territorio esistenziale non trovo altra giustificazione alla mia inerzia.
Avrei potuto rivolgermi a chi era al corrente della vicenda dello zio. Monsignor Montini, per esempio.
Se avessi provato a contattarlo, solo provato eh! indipendentemente dal riuscire ad ottenere un colloquio, mi assolverei.
Rotondano! Aver saputo in tempo che la poltrona gli era rimasta attaccata al sedere, lo avrei cercato. Oltrettutto era un testimone ... Da sbatterlo ora, dopo settant'anni trascorsi a rassegnarmi, sul grugno dei tre governanti a cui mi sono rivolta di recente, ricevendone soltanto il rispettoso silenzio che le persone perbene dedicano agli psicolabili!
Ma, noi ingenue, chi poteva aspettarsi, in quell'epoca rivoluzionaria, che Rotondano si trovasse di nuovo a cavallo del potere!?

Avrei potuto chiedere aiuto anche a chi fu il più caro amico dello zio nel periodo gaudioso, il prof. Arnaldo Pozzi già assistente di Frugoni e poi medico di Mussolini. Non ci sono soltanto i politici e politicanti a questo mondo!
Con Pozzi eravamo rimaste in contatto epistolare da Montrappone: ad ogni mio minimo malanno la mamma gli chiedeva una diagnosi "postale". A Roma, mi recai nel suo studio, per una visita di controllo:


come andavano le cose?

Parlava, mi auscultava, tratteneva le mie tette incontaminate nel cavo delle sue mani.

Ah tutto bene, dottore! Siamo qui perché intendo fare l’attrice!

Nessun problema. Dei problema avevo pudore. Bon!
Quando lo racconterò ai miei nipotini semplificherò dicendomi ostaggio della Strega Allegra: avevo dato un morso alla mela avvelenata e non mi svegliai finchè non mi accorsi di essere in grado di produrre a mia volta il veleno!


        Come dicevo: a Roma per parecchi anni si dormì tutt'e tre in camera ammobiliata, le padrone di casa, avvoltoi. Il telefono col lucchetto, la luce accesa il tempo d'entrare nel letto, e, se tardavi a pagare, le valige messe fuori dal portone.
Non è che si nasca affittacamere. Ci si diventa per ripiego. Uno tra i maggiormente amari. Ma diobbono! dopo che l'hai scelto adeguati! Laidamente cortesi se mi vedevano frequentare un bel signore, vendicative quando ci trasferivamo altrove: negavano il nostro nuovo numero di telefono a chi ci cercava. Perfide quelle che affittavano non tanto per riscuotere il prezzo dell'allogio quanto per mettersi in casa qualcuno da tormentare. Noi che privilegiavamo i Quartieri Alti oppure il Centro, sempre in pasto a quest'ultime finivamo! Indubbiamente delle Signore, anziane, vedove di Qualcuno, sole e mal apparentate, riversavano sull'inquilino il rancore per i consanguinei. Uffaaa! Ma io: dov’ero?
Io, cittadina di uno Stato ove vige il sangennaresimo, la Classe Dominante composta prevalentemente da raccomandati e da frutti di dinastie. Il restante da oranti astuti.
Può darsi che Montrappone mi avesse bene incartata in un pacchetto dal quale ritenevo inutile uscire poichè tutto accadeva senza che lo si potesse evitare. E Roma, rispetto a Montrappone, altro non poteva essere che lo sprofondo del mare, ove giacere frammezzo due scogli, con la bocca spalancata ad attendere di catturare la Fortuna.
Avevo diciassette anni, e, di far parte di uno Stato neanche lo sapevo!
E resta a vedere come avrei potuto, saperlo, quando lo Stato non si era palesato col rimediare.
Salvo rare eccezioni, avere diciassette anni nel 1948 non dovrebbe essere stato lo stesso dell’averli oggi: Anno 2009.
 
 Eravamo così tanto consapevolmente ignoranti nel 1948 ...
Una giovane d'oggi altrettanto ignorante ha almeno la chance di non saperlo...



La FAME fotografata dal famoso Luxardo: Roma 1950

Montrappone di Valpedana mi aveva plasmata a propria somiglianza e mi rendeva a Roma trasformata in provinciale retrograda, presuntuosa e saccente, bloccata dai conflitti e dai principi, conformista e sessuofoba.
Tuttavia la sorte, ponendomi su una strada impervia, l'eccezione l'aveva creata.

La puttana avrei dovuto cominciare a farla da subito neanche il tempo di scendere dal treno! 

Proprio in risposta alle difficoltà, passa un decennio avrei dovuto farmi largo a
gomitate nella Capitale.
Ma lo capisco adesso, alla fine della storia!

Dice che i vincenti trovano sempre una strada e i perdenti trovano sempre una scusa

Qui sta la magagna: io non sono stata brava a cercare la prima, e non trovavo la seconda, anzi. Inutile cercarla! Sapevo di non averla,
una scusa.
Presumevo che i fassisti prima e i komunisti dopo, violentando la mia mente bambina, mi avessero confinata in uno stato di difesa e di attesa che ha cauterizzato a lungo la mia essenza.
Oggi perciò possiedo soltanto ciò che mi venne dato ad un certo punto,  quando fui presa di peso a rimorchio dalla Fortuna.
Come la chiamava mia madre:
la 
Divina Provvidenza
Ed è sorprendente che una  come me, che teme sia la ricchezza sia la miseria, abbia ottenuto, a mezzo della sola testardaggine passiva, una condizione sociale calzante
.

 

Cito Jim Morrison:
A volte il vincitore è un sognatore che non ha mai mollato

Tenendo conto che partivo dallo sprofondo, volati via una trentina d'anni, alternatesi varie metamorfosi, posso dire di averla sfangata.
Ma l'ipotesi più grossolana circa il non aver partecipato con determinazione alla mia esistenza e avere lasciato sfiorire la gioventù come un crisantemo davanti una tomba, per ciò che vale rimane la stessa: non c’ero.
E, anche questo non esserci avrebbero dovuto spiegarmelo, dato che di mio non afferravo se non c’ero perché non c’ero, oppure non c’ero perché non esserci era la via di salvezza. Fisica, s’intende. A difesa di una integrità fisica che avrei voluto mettere all'asta.
Se non c'ero non doveva esserci più neanche la memoria del precedente vissuto. Chi se li ricordava più: lo zio Bruno che ci aveva rovinate?
i fassisti che ci avevano sradicato? i paesani komunisti che ci avevano rigettate?

Tutto cancellato
Tranne i sogni suggeritimi dalla Marlene Dietrich. Da tenere caldi, rimandandone la realizzazione.

I derelitti si rigenerano dentro un loro nirvana quotidiano, ed ogni sera si addormentano con univoco dilemma:
Domani, verrà domani? Cosa mi darà da mangiare, dove mi porterà a dormire, Domani?
Osservando il clochard, ci domandiamo se esso sia un avanzo di galera, un alcolizzato, uno spezzato dal dolore. Bene, per averne rasentato l'immedesimazione mi ritengo in grado di affermare che il clochard, indipendentemente da chi egli fu, è uno che sceglie di proteggersi con l'oblio ancorando la memoria ad un giono non vissuto, quello in cui festeggiarono la sua venuta al mondo. 
Perciò è tanto difficile toglierlo dal lenitivo letargo della mente per ricondurlo al formicaio. Potrebbe destarlo soltanto il realizzarsi di un'occasione intimamente attesa e rimossa.
Personalmente il progetto di diventare una puttana penso che mi abbia aiutata, più di quanto si possa credere, ad andare avanti. Fu una risorsa di cui tener conto, al pari di un gruzzolo in Banca, caso mai ....

Ma dicevamo: il clochard! ... il clochard osservando il borghese pasciuto ed esigente, cosa si domanderà il clochard?
Più o meno ciò che avrei voluto domandare io alla Clelia Cecioni!


Sì, quella matrona là, davanti al banco der "macellaro".
 
Cancellato tutto. Ricominciavo da lei

E' una bella estate del 1948, e la Cecioni sta acquistando un capretto e due chili di culatello, intanto che si lamenta.
Eh sì, si lamenta perché lei, con l’aiuto di sortando du’ serve, dovrà cucinare questo e questo e questo:

Mannaggia mi marido, ‘na sera sì e l’artra puro me porda l’ospidi a casa
.

Lei, così tanto moglie, così tanto protetta, col marito lo fa da vent’anni. E, secondo contratto, le tocca farlo anche quando non ne ha voglia. Doverlo fare senza voglia: il principale inconveniente del 
mestiere di puttana…
Pardon! Colei che lo fa senza voglia, però lo fa con il marito, va inserita tra quelle cui il titolo non spetta!
Mi sembra di udirla pronunciare i proclami della sana borgesia.
La sento darmi consigli, cosa che in realtà pensava di fare, ma non avrebbe mai fatto, la signora Cecioni:

Eh quande storie
. Ma lascia perde’no sta fissa de fa’la bottana! Mica te penzerai de stacce’bbene! Le malattie, l' abordi, le botte..."
(A lei, moglie, nel 1948 no?)
Le porcade contronnatura, l'abordi... l'abordi... l'abordi...."
(A lei, moglie,nel 1948 no?)
Fijetta bella, nun te lo potevio truva’n bel posto d’impiegada, magaro puro potevio fa’ la governande. Che de quelle n’abbiamo sempre tando bissogno…!

"Signora Cecioni, devo mantenere mamma e nonna, pagare la stanza in subafitto, vestirmi... Come me lo faccio basta’sto stipendio da primo impiego?"

Basda!... basda!! provace e vedrai che basta...E’ che siete troppo esigendi, voi giovveni... Pè campa’ basda ‘n innezzia.
E’ che ve piasce daffà la bella vida
!
.
Appunto, come non detto.
Dai suoi consigli ero già reduce avanti di immaginare che me li desse.
E allora la domanda del clochard:

Cecio' che kasso disci e chi te credi d'esse' ?

Gli impiegucci li avevo sperimentati nel mentre che approdavo a Cinecittà. Avevo spulciato gli annunci economici:
 
AAA ragioniera, AAA dattilografa, AAA commessa. Bella presenza

Con la mamma partivamo la mattina presto da Velletri, dove ci eravamo momentaneamente confinate. Viaggiavamo con l'AutoStop , e per tutta la giornata via! coi tacchi a bucar l’asfalto di Roma che, vai e vai, mi arroventava i piedi.
Sarà perché non potevo contare altro che sulla presenza e le civili maniere, la mia gratitudine va a chi offrendomi il lavoro metteva 
onestamente in chiaro che dovevo considerare anche il
dopo lavoro.
D’altronde le Aziende serie e i Ministeri si rifornivano di personale attraverso canali inaccessibili alla forestiera che arrivava dal nord.
Li imbucavano generalmente i nativi del sud che contassero su un parente, o un compare, diggià imbucati dentro un esercizio
dello Stato o Parastato. Facile facile: spuntavano sulla schedina elettorale il simbolo del Partito Protettore del paese d'origine.

A noi del nord, orbi di maestri, non  restava che ripiegare
sugli inserzionisti de Il Messaggero!

Gli inserzionisti, dentro i bugigattoli che chiamavano ufficio, erano tutti parimenti assatanati: sarà stato per colpa della miseria del dopoguerra.
Quelli che spendevano innocenza (sembrava che come femmina non mi valutassero e poi, subito dopo l’assunzione in prova, zac! una manata nel sedere) erano più vomitevoli degli altri che mi avrebbero assunta soltanto previo patteggiamento.

E un bel vaffanculo, cara Cecioni, dove lo mettiamo?
 

Mi pareva d'essere stata chiara: avevo detto puttana, non troietta, vero?
Non occorreva del genio per conteggiare che con i postofisso accessoriati di tastate di culo e di tette offerti dal mercato non avrei risolto.
Sinceramente, anche senza la pomiciata, chi lo voleva ‘sto postofisso da due lire che mi avrebbe occupato le giornate impedendomi di avviarmi verso il meglio? 



Avevo un’animo da cocotte, mica da cococo.
C'erano anche allora i cococo, cosa credete!?.
Si chiamavano apprendisti, fattorini, ragazzi di bottega, aiuto commesse, dattilografe. Sopravvivevano le sartine e le modiste, romantico residuo dell'Ottocento, che cominciavano da addette alla consegna degli abiti e dei cappelli alle signore.
I cococo del '50 erano il più delle volte stipendiati di quanto occorreva per recarsi al lavoro col tramv.
Quel lavoro però equivaleva ad una scuola che educava ad un mestiere da utilizzarsi per tutta la vita. A differenza dei cococo in orbita, che, assunti a turnover in base ad una strategia politica ricevono uno stipendio e nulla più. Nessuna formazione accurata perchè vanno a perdere e le aziende non hanno tempo da dargli per quel che durano. Essi poi, te li raccomando! Tanti lamentano l'incongruo stipendio. Pochi che si dolgano di non venire addestrato! 
Ai miei tempi c'era inoltre un'altra forma di cococonato. Contratti a termine, una settimana, un mese, tre mesi al massimo. Strapagati.
Più breve il periodo di lavoro e più alta la retribuzione giornaliera.
Li accettavo volentieri, le volte che capitava una manifestazione ove abbisognassero standiste venditrici, hostess addette all'accoglienza.
Si trattava di cococonati tuttora accessibili però nei contenuti assolutamente difformi dagli attuali.
Più tardi, dopo che avevo iniziato a muovermi da esperta nelle retrovie
dello spettacolo, riuscii a guadagnare anche con i Concorsi di Bellezza:
 due sole serate, la semifinale e la finalissima: un fracco di lire, più gli imprevisti!!!

Rid!Rid!Rid!
Non ve ne andate!! Seguitemi: i dettagli in uno dei capitoli seguenti. Dopo la Pubblicità!
DIN! DON!

La grave disoccupazione, mai venuta meno lungo i decenni e tuttavia costantemente classificata Fenomeno Attuale imperversava, eccome! 
Vedi uno dei film ai quali partecipai nel 1952, girato dal mio amico adorato Beppe De Santis, tratto dalla cronaca contemporanea: 
Roma Ore 11

Il crollo di una scala sotto il peso abnorme di un centinaio di ragazze accorse dove si cercava una sola dattilografa.

A differenza di altre nazioni europee, tra le quali emblematica la Germania, uscita dalla guerra in condizioni peggiori delle nostre, abbiamo da sempre gestito la crescita alternandola a periodi di immobilità che disfacevano ciò che si era costruito.
Lapalissiano il boom economico del 1960 cui farà seguito lo sboom, meno di un lustro dopo. Alcuni si arricchirono e rimasero ricchi mentre il Paese recedeva, ma il cittadino medio venne a conoscenza del boom e dello sboom leggendo i giornali. Nonostante avesse partecipato firmando, anche lui, le sue belle cambialette!
Uno Stato formalmente democratico che non è mai riuscito ad emanciparsi dai codici fassisti epperò trascurandone il rigore, ha impresso la propria orma indelebile dentro nel cranio di ogni singolo cittadino.
E, i politici che si sono via via succeduti ai vertici dei Governi, anche i più onesti, per obbligatoria compromissione, da sempre, sono stati partecipi di una Casta.
Ma soprattutto, secondo me, ha inciso la Scuola, la sua spocchia circa l'appartenza alla Culla della Civiltà, che l'ha mantenuta lontana dai modelli Anglossassoni. Altresì la scadente formazione delle Masse, addestrate, invece che al pragmatismo al fanatismo di parte.
Secondo l'atavica regola papalina del Popolo Bue. E la precedente strategia del Dividi et Impera. Entrambe pilastri della nostra Cultura.
Ragioni per cui pur essendoci bene inseriti nel progresso mondiale, restiamo come fummo.

.
Diciamo pure che il posto, precario o fisso che fosse, lo cercai più che altro per dovere morale. Un dovere che via via andò a sconfinare nella curiosità: involontariamente stavo realizzando infatti la mia prima inchiesta giornalistica! Su di me! Attorno a me! 
L
’assidua,forzata, ricerca di un impiego funzionò principalmente come rivelazione delle potenzialità che avevo acquisite da tutto quel casino di vissuto...
Passate le prime sgradevoli esperienze di superficie, n
otai che neanche il più infimo e lercio degli inserzionisti osava inoltrarsi in me al di là dell’approccio verbale e degli sguardi lascivi.
Io, che ero terrorizzata all’idea di incontrarne di simili al porcopartenopeo del quale narro qui di seguito, ne vidi che avanzavano le braccia mentre le mani, a zampetta di lucertola, come se gli si paralizzassero avanti di sfiorarmi.

Mi ero avvolta in un filtro protettivo?

Penso di sì.

Ma,no?!

Massì !!

In seguito la condizione di randagia servirà a confermarmelo.
Distruggetemi l’anima, non violatemi il corpo.  
Vattelapesca chi era il protettore... 

L
o chiamai Giovannone




L
ui non discusse il nome a patto che non indagassi sull’identità.
 Con l'andar del tempo credo di avere capito che è un funzionario del Settore XJX in seno al Potere Cosmico, ma potrei anche sbagliarmi

E’ ancora qui con me!

Avevo sentito la sua esistenza al mio fianco fin da quando ero adolescente, poi, rifacendomi a certi accaduti, mi venne da pensare che probabilmente stava con me anche quando ero bambina, magari da quando sono nata. Però la sua presenza non si era mai materializzata prima che abbandonassi Montrappone.
Sebbene ancora invisibile, cominciò a delinearsi più energicamente di prima dentro il mio pensiero dopo che ebbi avuto a che fare col porcopartenopeo

Accadde sulle prime del nostro soggiorno romano.....................



Roma ... Ci eravamo arrivate con passo di danza nel febbraio del ’48, trionfanti e piene d’amore per una città che ci accoglieva gorgheggiando. Rammento che, scesa dal treno, lasciai scivolare l’opossum al suolo in omaggio ai figli di Rea Silvia tanto giudiziosi da tracciare il solco attorno al sole. Ma, dddiommio! Fuori dalla Stazione Termini Roma era tutta in disordine! Niente più a che vedere con la Caput Mundi della mia infanzia.
Come la ricordavo, può darsi nel frattempo influenzata dai pittori dell’Era Fascista e da qualche fase onirica, la spaziatura delle strade bianche e vuote stagliava palazzi, giardini, monumenti, con tale rigore da farmela ravvisare costruita con dei blocchi di marmo, 
diciamo simili a dei giganteschi Lego: scenografia sommessamente cimiteriale, tipica delle capitali che rappresentano una dittatura.
I passanti, li ricordavo radi, attraversare il Centro con l'andatura del prete che ha da impartire un sacramento, dimessi a confronto di tanta grandezza. E soltanto i quartieri papalini di Trastevere e Testaccio, aggiungiamoci pure S,Giovanni e S.Lorenzo, sfogavano una popolazione viva e padrona nell’aria frizzantina della Roma che mi aveva accompagnata silenziosamente durante l’esilio.
Dopo un po' di tempo mi renderò conto che la Roma costruita coi Lego altro non era stata che un posticcio a copertura dell’autentica:
carnale, volgare, insolente, sincera, e seduttrice
Magnifica nel suo disordine, con la vestaglia aperta, i bigodini, e gli amanti chiusi nell'armadio!.
Roma, che sveglia i giovani e ammazza i vecchi, diceva la nonna.
A imitazione della vita, del resto!

Roma pudicamente corrotta, vieppiù spudoratamente lanzichenecchizzata nel post Fascismo!
Raffazzonata alla meglio dopo avere ceduto il passo alla Chiesa, per lasciarsi illuminare da questa, rimettendoci ogni fantasia di tornare a far da faro.
Non per niente le basiliche, soltanto le basiliche, erano rimaste indenni: spazi puliti e odorosi d’incenso tra la sporcizia circostante

Le strade del Centro, ostello di varia umanità, specie da via Nazionale a Piazza Vittorio fino a S.Giovanni e, sul versante del Lungotevere musicato dai platani, fino all’Ostiense, qual’erano diventate saranno da ravvisare nella scenografia del Satyricon di Fellini.
Faceva senso udire tutti quei dialetti indecifrabili: voci che, nel giro di un trentennio, si rappresenteranno dapprima baraccacopoli, poi borgate, poi hinterland zeppo di villette e villone abusive, condannate a moltiplicarsi in prospicienza di orrendi casermoni improntati all'edilizia carceraria. Costruiti da burini, divenuti ricchi imprenditori con la vendita dei terreni, in combutta con amministratori di svariati colori politici. Prigioni senza sbarre ove raccogliervi la nobile classe operaia.
Alla quale tutto verrà negato, tranne gli elettrodomestici, l'automobile,
 e l'eroina per i giovinetti

Nel '48 però attorno al Centro di Roma era ancora tuttO campaggnia.
 I dialetti indecifrabili non si allontanavano oltre la Porta Pia da una parte e la Piramide dall'altra.
Bivaccarono entro le mura finchè non riuscirono a materializzarsi (al passo con un benessere economico da cambiale) tra le greggi e le vigne, in improbabili cittadini romani, per riappatire poi nel Centro Città in forma di immenso parco macchine.
Sotto il quale Roma è ancora qui che urla.
 
I dialetti incomprensibili uscivano fuori da polverosi cappotti, dentro i quali parevano averci dormito la notte.
Peculiari anche le scarpe delle donne, e le borse da lavoro degli uomini, che nelle pieghe tirate a lustro svelavano essere di cartone (quando a Bologna robba bella per tutte le borse se ne trovava da tempo). E poi gli sfilatini ripieni di mortazza azzannati dai viaggiatori della Circolare mentre correvano dove. E le strade sporche. E i topi, a scorrazzare tra le vivande, nelle ore morte delle rosticcerie del Centro. E le facce, quelle dolenti, quelle stralunate, e quelle: vieni fiorellino che ho qualcosa da darti!
Nessuno che sorridesse. Eppure era una Roma molto più vivace di adesso.
Era una Roma cafona: nata nell’ultimo anno di guerra, svezzata troppo rapidamente dagli ammeregani, e poi rimasta lì, in attesa.
Perciò promettente e pericolosa. Eccitante!
Si salvavano i romani, sempre all’erta per farci sapere di esserlo da
Sette Generazioni.
In risposta i cafoni coniavano i
Lei non sa chi sono IO.
Gli bastava essere arrivati qui grazie a un cugino usciere di Ministero per arrogarsi un certo potere. Come dargli torto?
A tutt’oggi, grazie al sangennaresimo, qui comandano loro!

I politicanti, le peripatetiche, e gli attori, attendevano adesioni accompagnate da cappuccino & maritozzo, seduti a vista nei disordinati bar tra la Stazione Termini e la Piazza dell'Esedra. Due passi e vedevi gli eleganti tavolini di via Veneto attorno a qualche avventuriero ottimista e a qualche aristocratico a pezzi. Aggiungici pure qualche puttana, ma di alto bordo. Ancora nessuna traccia della Dolce Vita. Ma i cinematografari, anche loro, erano già là, davanti al Donney, in piedi ad aspettarla.
Stavano là con le mani che sprofondavano nelle tasche slabbrate delle giacche, a titillarvi gli spiccioli sparsi, intanto che si attendevano a vicenda. Per scambiarsi grandi progetti e piccoli prestiti. Colletti unti spuntavano fuori da cappotti di uno squillante color cammello. Cravatte vistose richiamavano l’attenzione su favolose auto di ultima mano.
E viceversa.
Vi facevano altresì capolino le prime straniere alte e bionde: perciò commentate dalle grasse signore con cagnolino. C’erano le indossatrici e i divi del Sistina sulla tarda mattinata. Sì anche qualche divo hollywoodiano, ma di corsa.
La gran bagarre luminescente sarebbe letteralmente scoppiata di lì a un anno e più. Dopo che i cineasti americani ebbero capito che girare i loro film sofisticati dentro la culla del neorealismo proletario tornava conveniente dal punto di vista economico. Oltre che paesaggistico.
Ma per essere davvero Dolce Vita doveva attendere che Fellini la inventasse
, nel 1960. Poi avrebbero provveduto, al solito, i piccoli burocrati, dispensatori di divieti e di scartoffie punitive (proibire per concedere previa mazzetta) a farla finire in fretta col frapporsi tra gli interessi del Paese e quelli delle produzioni cinematografiche d’Oltreoceano, devastandoli entrambi!
Cominciammo da allora a cedere il passo alla Spagna!!

Comunque sia, Roma, sporca, cafona, e inquietante, adescava. Unico mio dubbio: nel ’48, non arrivavo troppo tardi per afferrare le occasioni facili?
Il cinema, grazie al genio di tre o quattro registi e ai costi contenuti del filone neorealista era una piccola industria tra le prime a riorganizzarsi nel dopoguerra. Non era arduo progettare di andarne a far parte fraintendendolo una immensa filodrammatica!?
Oggi mi rispondo di SI. Era tardi per le occasioni facili. Benchè non significasse. Voglio dire: se avessi avuto forza dirompente niente avrebbe potuto arrestarmi.
Certo è che non mi pento di essermi rifugiata a Cinecittà. Fino agli ultimi Anni Sessanta mi offrì il migliore vissuto disponibile!



Di prima battuta andammo ospiti nella casa di uno degli ex-commessi viaggiatori dell’ex-azienda dello zio. Lui, un oriundo bolognese. Il resto della famiglia tipicamente romanesco. Gente brillante, simpaticissima, spendacciona oltre possibilità, e con un pacco di debiti sulla testa. Tant’è che immediatamente ci chiesero un prestito, e mia madre, nonstante già provvedesse alle spese del nostro soggiorno, subito acconsentì. Perché darsi pena? Eravamo in escalation!
Io e la mamma non ce lo dicevamo per scaramanzia che avrei bruciato le tappe del benessere diventando un’attrice di Cinecittà con tanto di
nome d’arte!
Nonostante mia madre fosse uscita signorina prima del 1950, dal Tribunale di San Marino, acquisirò il suo cognome negli Anni Sessanta, molto dopo la sua richiesta di riconoscimento di maternità.
Allora, il più appariscente vantaggio del mestiere d’attrice lo vedevo nell’occasione di coprire, alla meno peggio, il marchio infame dell'ennenne, che mi feriva affatto epperò non avevo commesso nulla di male per meritarmelo! Scelsi a nome d’arte, il più ampolloso e buffo possibile: Marilda Guardalà del Zuffolo. Vi aggiunsi un in Valpedana. E non ho mai più voluto cambiarlo!

Marilda Guardalà del Zuffolo in Valpedana
Rid!Rid!Rid! impossibile che passasse inosservato. Lola, per gli amici, completava l'opera!

Arrivò la primavera e non attesi l’estate per indossare quel meraviglioso organdis bianco impresso a fiori delicatamente colorati nella gamma dei rosa e del verde tenero.
Ero riuscita ad avere un appuntamento con il produttore che ultimamente aveva lanciato un’ paio di adolescenti in alcuni film di grancassa.
L’ entusiasmo per un incontro che segnava la mia entrata nel mondo del grande cinematografo mi ubriacava!
Completavo il Margherita Gauthier Style con il rituale cappello a larga tesa in candida paglia trasparente, i guantini di pizzo bianco, e un paio di scarpine tacco 12 confezionate su misura da DalCo' 
A rileggerla ora potrebbe sembrare una mise eccessiva. Invece niente di drammatico. Ero in perfetta linea con l’ultima moda degli Anni Cinquanta, a cominciare dalla guèpière strozzafiato.
 Il produttore, un moraccio basettato, col piglio del barbiere dei quartieri alti, ma niente male, venne incontro al mio ingresso, ammirato:

... iih, ma che bella guaglionaaa! Sii picciredda’ssaje, quant’anni tene?

In quegli occhiacci avvezzi a riflettere il segno del dollaro, si rifletteva una furente affascinazione.

Tienghe vient’anne 

Gli risposi così, in dialetto napuligno, facendo centro sulla sua ilarità.

Come sappiamo, in realtà avevo compiuti i diciassette. Ne dimostravo quindici risicati e, volendo alterare l’età, forse sarei stata più astuta se tanti ne avessi dichiarati. Ma il dubbio mi venne dopo essermi fiondata in strada, tutta sgualcita, il cappello sotto l’ascella e una scarpina di DalCo' col tacco a penzolini in mano.
Chissà se anche con una quindicenne avrebbe osato...
Forse sì, ci avrebbe avuto perfino più gusto...

 Dopo una decina di minuti spesi ad informarsi, quali le mie esperienze teatrali e quali le mie aspettative, esclamò:

Adesso verifichiiiamo se la bella bimba ce l’ha davvero ... il taleeento!

Come se intendesse accingersi a un provino protese il busto sulla scrivania e strinse gli occhi tra i denti per esaminare il mio volto con estrema attenzione quindi si tolse il fazzoletto di prezioso battista dal taschino della giacca e m’intimò di togliermi il rossetto dalle labbra:

più al naturaaale è meglio ... 

Si tolse da dietro la scrivania per condurmi a sedere su uno sgabello damascato e senza smettere di parlare si aprì la patta e fece per mettermelo in bocca...

Non era il primo che vedevo!!! Da bambina, Castalden, dopo aver fallito con le esortazioni a seguirlo nello spazio riservato agli animali da cortile (dove, diceva, avrebbe voluto farmi vedere i conigli, come facevano all’amore) non aveva perso un’occasione per mostrarmelo.
Si accertava che non ci fossero testimoni e poi ZAC! se lo tirava fuori!
Ma Castalden assomigliava a Jmmy Durante!



Superato il primitivo gelido sbigottimento per esibizioni, peraltro espresse alla dovuta distanza quindi scevre di materiale aggressività, alla povera bambina quel coso trionfante, rosso, grande e grosso come un salame, da un lato resterà in memoria come il logo del Fascio. (Tant’è che preferivo non farne parola a mia madre, onde evitarle altri stupidi guai) Ma d'altro lato era uno spettacolo esilarante! 

Tutt’altro che sopportabile invece il ritrovarmi sulle labbra ‘sto cacchietto bianco già in via di spurgo. Ma… che ci avrei dovuto fare?
Io non me lo sognavo neppure che cosa ci si facesse!!
Cosa ci si fa, oggi lo mostrano alle bambine nei film sentimentali che passano in tivvì, ma a quei tempi rientrava a far parte delle
cose segrete" di via Delle Oche.

Relativamente a Montrappone figurati se... ma neanche le coniugate!!!
Altrimenti, tzè! le ragazze della Corte, che sapevano perfino dell'esistenza del Guanto di Parigi, scafate com'erano in tutte le malizie, non me ne avrebbero parlato?!
E poi, cerchiamo di essere razionali, se glieli avessero fatti in famiglia,
gli uomini che bisogno avrebbero avuto di andare a spendere dei soldi in via Delle Oche?!
Tutt'al più avranno ripiegato sull'intervento domestico dopo che Merlin ebbe chiuso le Case di Tolleranza, ancora attive e prospere allorchè incontrai quel porcopartenopeo!!

Scusandomi con la Buona Sorte che mi offrìva tanta occasione:
si può  agire senza sapere ciò che si fa?

E che diamine! avesse lasciato almeno un opuscolo con le istruzioni
per aspiranti attrici sulla scrivania dell’usciere!!

In nome della mia onorabilità di attrice dichiaro:

 
debitamente istruita, perché no?!

Non sono certa che lo avrei fatto, ma può darsi che ci avrei provato!
Così invece mi ritrovai per strada, nelle condizioni che ho descritto.
Sul momento perfino incapace di realizzare che ero fuggita via come
una pazza da un’avvenire radioso...
Tzè Tzè! Non per scherzo! Riflettendoci, mi convinco che il produttore era veramente un grande cineasta, e che la cosa cui intendeva sottopormi era effettivamente un provino tra i più severi. Mediante il quale egli avrebbe misurato in profondità il mio eventuale temperamento artistico, la sotterranea grinta della sottomissione alla regia, la forza del carattere e della volontà di sfondare a costi quel che costi.
Solo per fortuita eccedenza lui avrebbe goduto del servizietto ….....
 
Purtroppo ero una nullità
 
AhAhAttrice!!, sto bofonchiando. Ma, quale attriceeeee…?!

Delusa da me stessa, demoralizzata ed affranta come non mai, demoralizzai ed afflissi la mamma oltre la misura del suo cronico, al punto da convincerla a trasferirci. Dove?
Ma, certo: di nuovo dove quindici anni prima ci si andava per sfuggire  fassisti ed epidemie....

 ALT !

Prima di partire alla volta di Velletri debbo esordire laddove parecchi scrittori di successo abusano: nella liturgica citazione di Ennio Flaiano.
Diceva il favoloso Ennio:

I giorni indimenticabili della vita sono cinque o sei in tutto.
Gli altri fanno volume
.
 
Io sono stata fortunata: di giorni indimenticabili, nel bene e nel male, ne ho vissuti più di cinque o sei, ed il volume attorno ad essi ne è stato fortemente influenzato. Ma se oltre ai giorni indimenticabili vogliamo dare attenzione ai giorni magici, questo mio, della primavera 1948, va
divulgato.
Riprendiamo, dunque, da quando mi trovo davanti al portone del porcopartenopeo, sulla via Sistina. Ho il cappello sotto un’ascella, una scarpina in mano, zoppico sul tacco sano. Entro nel bar di fianco al portone del porcopartenopeo, telefono a mia madre per consigliarle di approntare immediatamente il trasferimento a Velletri. Esco dal bar.
 E ti vedo una grossa auto americana con lo sportello spalancato. L’autista in divisa da ufficiale, americano o qualcosa del genere, scende e m’invita a prender posto. Io, che mi sarei tuffata anche dentro una fornace, salii. Svoltammo per il Tritone e dopo pochi metri l’auto si fermò. L’uomo, scusandosi, prese la mia scarpina rotta, entrò nella calzoleria di fianco. Di dove uscì con due scatole di scarpe che mi consegnò scusandosi di nuovo perché di identiche a quelle che indossavo non ne aveva trovate.
Di quell’uomo non conosco nemmeno il nome. Non so di che nazionalità fosse. Dai tratti fisici sembrava essere centroamericano o mediorientale (lui e Husseim di Giordania due gocce d'acqua!)
 

DUE GOCCE D'ACQUA

Si andò a pranzo all’Osteria dell'Antica Pesa, sorta centinaia d'anni orsono tra Il Gianicolo e Trastevere, teatro di fagottari: famiglie popolane che scendevano giù da casa col pranzo cucinato e la chitarra, con la quale suonavano, e cantavano, gli stornelli romaneschi per così pagare all'oste il vino. Senza fungere da posteggiatori. Non si alzavano dal loro tavolo. Facevano da comuni avventori. Con naturalezza. Perciò ti trasportavano tutt'intera la fantasia nell'antica Roma Papalina.



Se fossi meno ignorante potrei decifrare quali le origini del mio cavaliere orientandomi sul suo comportamento di commensale.
Se bevevo, lui beveva. Se smettevo di mangiare, lui smetteva. Quando riprendevo lui riprendeva. Se fumavo, lui fumava. Se spegnevo la sigaretta dopo tre tirate, lui idem. Qual’era il Paese, o non piuttosto di dove l'etichetta?
Comunicavamo con qualche difficoltà in inglese. La Fiorentini, larga e piatta come una sogliola, aveva riempito le sue ore di lezione con reminescenze sentimentali assottigliando lo spazio della grammatica. 
Ma non fu a causa delle Lingue se non gli chiesi chi fosse e di dove venisse. Fu perché ero dentro un incantesimo. Egli accennò soltanto di essere arrivato a Roma da Napoli, dov’era ormeggiata la sua nave.
Dopo pranzo andammo a Villa Borghese. A baciarci come due disperati.
Ore. Uno addosso all’altra, l’altra addosso all’uno. Amplessi, a catena. Senza congiungerci. Senza scambiarci carezze impudiche e rilassanti
.

 Eravamo, noi due, uno dentro l'altro, avvolti da un baccello impenetrabile, una, unica, mostruosità acquea, antropofaga, trascinata a valle assieme ai flutti impetuosi di un torrente che scorreva su un letto roccioso, e poi di lì riversati nel fiume che a sua volta ci riversava nel Mar Rosso, dal quale riemergevamo solo per ripetere tutto i tragitto. 
Il mio povero organdis tutto spiegazzato, il trucco sulla mia faccia tutto lavato dalla sua bocca, asciugato dalla sua giacca,  i figli che non sarebbero mai nati trasportati ovunque mentre noi ci s'inabissava....
E, io lo ripeto: mi piacerebbe sapere quale l’etichetta, e quale il Paese !!
Ah che bel paese! Il suo era il paese dove fare all'amore è meraviglioso come nei libri dei grandi autori che leggevo da bambina. Altrocchè quella roba vischiosa e puzzolente nelle umide descrizione della Maria Luisa sverginata! Questo era l'amore!
Che lo straniero non si sentisse ferito dalla mia casta passione fu palese: accompagnatami a casa, mi diede appuntamento per la sera stessa.
Andammo a cena a La Casina delle Rose, ristorante-dancing all’aperto entro il perimetro di Villa Borghese, dove il parco si affaccia sulla via Veneto: uno dei più suggestivi luoghi d'intrattenimento, eliminati dalla volgarizzazione attuale.
Mentre ballavamo eravamo due vecchi amanti all’ultimo appuntamento. Reduci da una bella storia. Innamoratissimi, l’una dell’altro.

Il giorno dopo partiva alla volta di Napoli, dove la sua nave levava gli ormeggi, e io mi sarei recata con mia madre a Cinecittà da certi amici dei nostri ospiti. Lui ci accompagnò fino ai cancelli dello stabilimento cinematografico. E, l’addio fu silenzioso perciò di più straziante.
Non sapevo chi fosse, e non potevo dirgli dove ritrovarmi. Sapevo che ci stavamo trasferendo a Velletri, sì. Ma il futuro indirizzo non lo conoscevamo. Meglio così.
Se lui mi avesse voluta mi avrebbe cercata e mi avrebbe trovata.
Se, al contrario, benchè in grado di facilmente raggiungermi non lo avesse fatto, chi mi avrebbe consolata raccontandomi che non tornava più perchè aveva esaurito il suo compito? 
Il suo compito l’aveva svolto trascinandomi mille anni luce lontana dal porcopartenopeo. Aveva frantumato in mille pezzi la statuina del Grande Cineasta rendendo ridicola la sua volgare soverchieria su di me, a confronto con la mia coraggiosa soverchieria su di esso. E ...
...............................Giovannone giura ancora di non averci avuto a che fare, con quella storia. Mah ................

  In questo momento Giovannone se ne sta sdraiato quant’è lungo sul tetto dell’armadio-guardaroba a sei ante.
Adottò lo stile punk a colpo di fulmine e non ha più voluto smetterlo. Ricordo che indossava certi curiosi costumi sottraendoli a Pippo ragazzino, quando lui era fuori casa, in dicoteca o al Liceo. Oggi, dietro mio consiglio, veste un punk personalizzato. Ma non ne vuol sapere di aggiornare l’abbigliamento. Cambia più spesso d'aspetto che d'abito.
Qui sopra per esempio sembra il figlio dei Coccia VI° piano B. Pero la sua costante è il Jhonny 
Depp pseudopunk, pirata, coatto.
Ma anche con lo spezzato, eccezionalmente, quando ritenga giovi a avvisarlo in Depp.
 

Una, difficile da digerire, sospetto che Giovannone me l'abbia combinata di recente.
Soggetto: un giovane somigliante, in bello, nientedimenochè a Benicio del Toro che è già bello di suo. Premetto che non avevo mai visto l'attore in un film. Neanche sui giornali. Non sapevo che esistesse prima di venire fulminata giorni orsono, sfogliando il web, da alcune sue foto attestanti la somiglianza con il giovane misterioso di cui vado a parlare. Mi precipito su USENET ad interrogare gli amici del newsgroup-tivvì ed apprendo così che Benicio esiste e che una volta tanto tocca a un attore somigliare a un uomo.
Un giovane uomo.Che, da più di un anno, inspiegabilmente m'intriga creandomi imbarazzo
...


..mmioddio è identico in questa foto!

Io, a settantasette anni, che mi ritrovo 'sto cristo davanti, ovunque io vada nel circondario ove abito, e proprio nel momento peggiore. Cioè quando le sigarette hanno già iniziato a strozzarmi impedendomi di fumarle, neanche se alternate alla pipetta del cortisone!!
Mi appello alla salvaguardia della ragione e a un paio di secchiate d'acqua gelida dedicatemi da Franca Valeri interprete de Il Segno di Venere. Impareggiabile nel ruolo della mitomane che si sente assediata da corteggiatori giovani e belli, sì!. Ma per me lo stratagemma è solo apparentemente difensivo: so di non essere mitomane e di non patire allucinazioni.
Ai margini di una storia deforme sono io la prima a non crederla possibile.
Ma se non fuggo rischio di apparirlo ai miei stessi occhi, mitomane. 
Il problema è che io non sono mai riuscita a fuggire.
Non sono capace di farlo! Allora cerco di convincermi che "quello" è un pazzo, o forse uno perso, uscito di galera come già fu mio marito l'attimo in cui mi piacque prenderlo a morsi!! 
Sia il mio ex marito sia Benicio quel fascino da Regina Coeli impresso sulla faccia ce l'hanno, eccome!
Perciò ...può darsi che ora io mi suggestioni? Massì! quello non è uscito di galera, posso stare tranquilla! Non mi farà del male.
E, allora perchè mi segue ... Qui attorno non c'è un muro contro il quale non l'abbia visto divaricato, un piede sulla parete alle sue spalle, l'altro piede saldo sul terreno. In posa da vagabondo felice, ossia da cicogna. Sta là e mi fissa. Senza insolenza. Dolcemente interrogativo: come se domandasse: L'hai capito, vero? 
Sarà un pappa?!! Vuole la mia Smart bianca con la capottina apribile.
Un pappa piuttosto strano però! Non l'ho mai visto parlare con una donna. E neanche con uomini salvo qualche volta per chiedergli se hanno degli spiccioli da dargli.... 
E poi, bello com'è, perchè non va a battere in via Veneto? Mi riprometto, nel caso si finisse col parlarsi, di consigliargli Cinecittà. No, no, non per andarci a battere! Per imbucare nel cinema! 
Mannò! Se fosse uno normale si renderebbe conto di avere una
faccia 
e a Cinecittà ci andrebbe senza che glielo si mandi!! Oppure c'è stato, ma senza ingranare. Allora si trovi un lavoro qualsiasi. Invece di star qui penzoloni se fosse uno normale andrebbe a cercarselo, un lavoro!  
Vuoi vedere che è reduce da una Comune, poverino, vittima di tossicodipendenza?
Eh! Mi sembra l'ipotesi più realistica. Ma potrebbe anche essere il Poliziotto di Quartiere promesso da Berlusconi. In borghese, come quelli del Fassio? Ed io di cosa sarei indiziata?
Dapprima mi capitava d'incontrarlo, delle volte, nel Baretto sotto casa. Sbragato su una sedia. Lo sguardo che andava oltre l'autostrada verso un vuoto pieno di cose. Tipico di un ragazzo che attende di riscuotere qualcosa dalla vita a risarcimento del proprio essere venuto al mondo.
 Si. Un bel tipo. Uno come un altro. (Insomma... non proprio!). Osservato con occhio di madre, o forse di esteta, notavo quella sua vitalità sommersa e inquieta. Ma, come diciamo a Roma: "Niente de che". Naturale! Il vuoto che lui fissava all'orizzonte, io ce l'ho dentro da ... Quanti anni ha mio figlio? Trentaquattr'anni. Quel vuoto ce l'ho dentro da trentaquatt'anni. Insospettabile. Dato che il suo spazio è abbondamente colmo di altro.
Sono una vecchia signora, che diamine! Vecchia e, a mia misura, realizzata.
Non mi interessano gli uomini della mia età in veste di partner erotici.
Per niente al mondo vivrei con uno di loro. Mi è bastato ballarci un tango alla Festa dell'Unità di Cesena, una volta.
Provvidenziale la indossolubilità del matrimonio: le emanazioni epidermiche del maschio si accumulano, strato su strato, dilazionate negli anni, così che la fedele compagna di letto ci si abitui prima di accorgersi che si sono concentrate in un afrore.

Nella seconda parte della vita, credetemi, la condizione della single è privilegiata!

Basta stare attente, chi attraversa momenti di depressione, a quei vecchietti terribili che ci corteggiano illudendondosi che noi si sia disponibili a fargli da cuoche e da infermiere in cambio di un lascito patrimoniale.

Rid!Rid!Rid!

Quelli ammazziamoli subito!!!

Un sacerdote mio amico sostiene che a noi vecie toccherebbe salvare i veci dalle badanti dell'Est!

Be' intende non le Badanti, comunitarie o altro, che arrivano in Italia per lavorare. Vuole dire più correttamente le Gerontofile dell'Est, che spesso si manifestando badanti e invece sbarcano qui intenzionate a, secondo loro, sistemarsi col vecchietto porcello.

Poereti
vecchieti! -dice- Dopo una vita di lavoro, di affetti costruiti, goduti e sofferti, resi trasparenti dagli anni che gli scivolarono addosso, i volti imbiancati dall'astinenza di fine percorso, li vedi saltellare dietro le mezzaetà lunghe uno e novanta che gli
leveran anco la camisaa!



Ah! -gli rispondo io- Se è per quello, io gli toglierei perfino la pelle!

Poereti! -lamenta lui- se li risucchiano come gamberon! Ne cavalcano uno via l'altro, spesso sottraendoli definitivamente alle famiglie, rendendoli schiavi quando non (rigettati assieme ai portafogli svuotati) li riducono alla condizion de barbun!
In un paesin de la Calabria son passate come cavaette ciò! Se son prese tutti i veci, se son fatte intestar i loro beni, e le vecie che se li erano sposati prima che s'istituisse la clausola della
Comunione dei Beni son rimaste senza el letto e senza el tetto!

Ma despiase per le vecie, ma i veci:
Campa un giorno campalo bene, Don Cinque!...

Una festa dei sensi immaginata durante una vita intera, che gli
arriva, al posto dell'Olio Santo, quando non la sperano e non la pensano più...
Miracolo!!
Si ritrovano addosso una valchiria che se li slinguazza dalla testa ai piedi!

Miracolo! Miracolo!



Beh si fa presto a dire Miracolo! -penso tra me- Miracolo, se le valchirie s'arrapano e s'ingrifano invocando di fare all'amore con voi, cari vecchietti.
Altrimenti è un servizio!

Ma mi diverte stuzzicare Don Cinque, che finge di neanche avermi udita mentre continua imperterrito a ripetere:
 
poeri veci... poeri veci ...

Chissa cosa gli raccontano in confessione?!

 Io dico Povere valchirie, se ne sono già sposati 30.000 in Italia. Senza contare quegli altri con cui si sono accompagnate more uxorio





Da brivido fare scempio di se stesse a quella maniera! Slinguazzarsi tutti quei vecchi attendendo che vadano al Creatore per ereditare la robba!
Sono peggiori delle Signore Cecioni. No, non riesco a solidarizzare. Sono molto più vicina alle ragazzine dell'Est che vengono da noi a prendersi una parentesi da prostitute per poi disporre a piacere del proprio corpo e della propria vita. In queste individuo una spina dorsale d'acciaio e mi commuovono.Comunque...

Pretazzone mio! (mi permetto di chiamarlo così, il Don Cinque, perchè è un pretazzo che si atteggia a disinibito) Sei più giovane di me e può darsi che ti toccherà vedere i media ossia i Consiglieri Occulti all'opera per eliminare il conflitto tra vecia e vecio, dopo di che celebrerai tante belle nozze ... in nero!

(veci con vecie arrapanti come questa!?)

OH MONDIEU!!!

(Rieccovela col lifthing: è meglio?)


Ehhhh però una brutta vecia non sarà mai
brutta come un vecio brutto!
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Quando Pippo andò a vivere da solo invece di tormentarlo
mi compiacqui della sua crescita, contemporaneamente mi cercai.
Di nuovo mi sono trovata e ricostruita nel presente ripiegando sul
destino che mi spettava. 
Non quello preventivato comunque. Al solito!!
Sì, perchè se Pippo avesse avuto l'ambizione di laurearsi...Dico l'ambizione e non l'interesse perche i  Corsi sulla Comunicazione sovraffollati erano una sorta di dormitorio per desti. Se avesse avuto quell'ambizione, si fosse pure trasferito altrove da me, avrei proseguito sul percorso della vecchia vita lavorando da freelance fino all'ultimo respiro. Per sostenere la sua escalation. E nonostante attraversassi una fase di incontenibile nausea per il mestiere.
Detesto il sacrificio. Ho costantemente scelto la rinuncia a ciò che mi piaceva piuttosto che sacrificarmi per ottenerlo. Ciò non toglie che ritenga qualsiasi sacrificio accettabile, perfino gradito, se è a fine costruttivo.
Mio figlio fin lì era stato allevato, secondo me, per diventare un illustre cittadino del mondo al servizio della Società. In sottordine il Direttore del Corriere della Sera, e magari perchè nò? del TIME!! 
Così solo per cominciare!!
Le letture, l'apprendimento delle principali lingue estere con relativi soggiorni studio nelle varie nazioni, gli strumenti per l'internauta, tutto era finalizzato a quel progetto.
A semplificare aveva contribuito anche Gianni Riotta:

Oggi per fare il giornalista è necessario conoscere le lingue estere e l'uso di internet

Si, il computer lo sappiamo usare tutti, ma tra i giovani giornalisti
solo il 10% parla correttamente inglese e francese. 
Ma, tutti assieme condividono disoccupazione e precariato sottopagato rispetto al precariato sottopagato delle Salumerie ...

Pippo ha scritto per due anni, avanti la scadenza per la Laurea, sulla Cronaca Cittadina (Il Tempo della Gente) del quotidiano Il Tempo. Con tanto di firma e ricevuta fiscale di decorosa retribuzione.Ebbe così la  qualifica professionale di Giornalista Pubblicista epperò, orsono circa una decina d'anni, alle prime avvisaglie dell'attuale situazione lavorativa, si ruppe i coglioni e recise i miei progetti di grandezza. 

Soluzione rapida, tipicamente virile, nò a colpo di testa.

Prima mi chiese di essere messo in contatto con l'Ordine dei Giornalisti dove andò a chiedere di essere inserito nella lista dei non contrattuati che d'estate vanno a sostituire i Redattori in ferie.
Siccome aveva lavorato soltanto come collaboratore esterno, voleva esperimentare la Redazione avanti di decidere, a norma del suo essere pragmatico, il da farsi.
Ma quello stesso Ordine che (come vedremo in seguito) elargisce tesserini da Giornalista Professionista della Repubblica Italiana alle badanti gerontofile di Bohemia (cosa se ne facciano non si sà) lo sottopose, nella persona del suo Presidente ormai ventennale, Tucci, a una presa in giro, la peggiore per un giovane: quella del
Torni! Torni! Ma ritorni! Eh ritorni!

Esaminata con attenzione la situazione generale del Paese:
 lobby, caste, cupole, veterocrazia e mignottocrazia comprese. Assommate tutte queste italiche istituzioni alle difficoltà ordinarie a carico suo, dei suoi compagni di carriera, e di un'intera generazione di giovani giornalisti (tipo sostanziosa diminuzione delle retribuzioni, difficoltà frapposte dagli Editori al conseguimento della qualifica per cui il tesserino da badante gerontofila, che consentirebbe una decorosa paga sindacale) Pippo risolse di seguire uno dei primi consigli che gli diedi da piccolo:

Prima di tutto è necessario sentirsi il più possibile felice

Vero che schierarsi dalla parte della felicità rende insofferenti alle difficoltà e ostacola la lotta per la supremazia. L'insegnamento sarebbe retorico, lo so. Se non sottintendesse che la felicità può essere anche fisica, come mi sembra di avere già osato dire da qualche altra parte.
E sotto questo aspetto (del tutto trascurato dagli esperti a mio sapere) rappresentare un sostegno con cui ripararsi, qualsiasi sia l'impresa in opera.
Non so come meglio spiegarlo senza interferire con Maurizio Milani, tranne affermando, sempre approsimativamente, che la felicità fisica, tra le tante prerogative nascoste, esternamente lascia individuare il suo portatore a partire dall'autoironia.
.
Pippo aveva sofferto troppo. In parte per colpa sua dato che se lo segnalavo ai pochi amici che avevo nelle redazioni, agenzie e tivvì, gli fissavano un appuntamento, lui diceva di andarci e invece lo disertava.
Ritenendolo erroneamente una "raccomanda" se ne sentiva umiliato!
Io, figuracce da sotterrarmi!

Stava fuor d'acqua al punto di decidere che non avrebbe neanche presentato la Tesi alla Sapienza perchè Chissenefrega! alla Laurea preferiva un
lavoro umile.

Sceglieva 
di entrare a far parte della Classe Proletaria

Nò per adesione a una ideologia politica, semplicemente 
per una 
scelta di percorso di vita che, fuori dagli schemi, è, in concreto, l'espressione più pura di un'ideologia.

Mi torna alla mente la lezione di uno dei miei primi Direttori quando mi immisi nel giornalismo:

Ogni articolo, indipendentemente dall'argomento, dev'essere scritto come se fosse destinato ad avere la copertina

Quell'insegnamento probabilmente mi s'inoltrò così profondamente nella coscienza da tenerne conto anche nelle funzioni di madre. Difatti Pippo non avrà la copertina (e, non è detto) però mi è uscito corretto e pulito:
un gran bell'articolo!



PROLETARIATO

Signori, si cambia!
Una madre che, dopo essere stata cacciata a calci Rid!Rid! da TETTE&CULO, 
dal 1994 al '98 portava a casa dieci milioni di lire al mese diventava malsana per un figlio proletario
.
Il rischio era che, usufruendo dei mezzi economici vagheggiati da qualsiasi sciagurato vitellone, Pippo si trasformasse da proletario in disadattato. Perciò i soli quattro milioni lordi della pensionata dovevano bastarci. 
Intanto lui cominciava a fare il povero negro nell'Alberghiero, un
settore che gli aggrada, e a me dà fiato perchè gli consentirebbe, volendolo, di trasferirsi ovunque. Nel mondo.

I suoi compagni nella scalata al giornalismo, tutti meritevoli assai di più di una badante gerontofila di Bohemia, se non fosse ingeneroso il solo osare un confronto, sono ancora lì che arrancano alla giornata.
Lui ha reso il suo tesserino di Giornalista Pubblicista all'Ordine.
Gesto significativo di un carattere.
Siccome guadagnarselo non è facile, chi come lui si arrende, non rinuncia lo stesso all'iscrizione. Da conservare per sempre al costo di 100 euro/anno, come trofeo di una qualifica professionale acquisita per mostrarla al proprio portiere!.

Io, addestrata a saltare da una vita all'altra, del pensionamento, con me stessa concordato, non patii nemmeno il trauma!

Le ultime parole che mi disse lo zio Bruno in quel di Montrappone non le avevo dimenticate:

Se ti capiterà di sentire schifo per qualcosa scappa subito via.
Perché
, vedi, contro lo schifo non si può neanche lottare



Ero libera!!!

Adesso potrei volare per quanto mi sento padrona di questa solitudine.
 .
 

Fuori dalla porta di casa mia ho dei conoscenti, detti coinquilini, chi empatico e chi antipatico, eterogenei. Muti, perchè per la maggiore arrivano da territori di Mafia. Sordi no. Per la stessa ragione: arrivano da territori di Mafia. Gente perbene s'intende! Un ordinario campionario di umanità italica. Per me sono tutti OK salvo chi mi nuocia deliberatamente.
La gente che ho nel cuore, la Mia Gente, nella quale mi ravviso s'intende, è sempre quella: La Gente del Cinema. Però alcuni di questi inquilini mi sono cari nonostante non sappia giustificarmelo. Suppongo che sia a causa di un trentennale attraversamento del medesimo portone, o forse a causa di affinità inesplorate. Difatti non operiamo scambi. Io gli do niente sollevandoli dalla percezione di farsela con la solita vecchina scassaballe. Essi mi danno niente di più degli altri, al contrario, forse mi danno meno attenzione.
Segno che mi accettano come sono


Dentro il computer ho degli amici per modo di dire, a me carissimi, suddivisi in Sinistri e Destri,
I Destri li conto in minor numero, però agguerriti: trasmettono a getto continuo
I Sinistri sono una massa, compatta, si scambiano opinioni per darsi reciprocamente ragione. Se uno dei loro, velleitario, non ragiona secondo la più stretta ortodossia suggerita dai giornali schierati, si ritengono insultati.

Abbiamo quindi il fassismo virtuale!

Poi ci sono gli infiltrati d'ambo le fazioni, che restano lì le dodici ore per raccogliere proseliti al Partito e per ammonire chi il Partito lo attacca. Autentici cagnacci da guardia! Si maligna che alcuni vengano pagati dalla Politica un tot ogni click sui loro post.
 
Per raccogliere più click usano la provocazione!
Quelli di Destra inneggiano a Berlusconi&C e quelli di Sinistra
 a Prodi&C
(Benchè il primo sia più di Centro che di Destra e il secondo tutto di Centro fino alle orecchie)
I postatori si riconoscono e i loro click accorrono numerosi dove c'è la provocazione per depositarvi l'insulto usando un liguaggio scurrile, tipico dello zotico ubriaco sulla porta dell'osteria. Ma terapeutico direi in quanto presumibile sfogo a difficoltà personali.
 Il conflitto resta comunque il meglio dei newsgroup, uno contro
uno o dieci contro uno: veramente spettacolare


Io lo chiamo Guerra dei Ventriloqui!

In una società universalmente equivocata all'insegna dell'ipocrisia, della truffa, e della sudditanza, è rilassante misurarsi con entità che, da dietro un nickname, nascondendosi si mostrano. Come sono o come credono sinceramente d'essere. Dicono ciò che pensano o sono convinti di pensare, intanto che consumano la spasmodica attesa, disattesa, di un leader nuovo, perchè nò di un nuovo martire, qualcuno di spessore che gli dia ragione. 
Un Condottiero insomma, nel quale rappresentarsi. Tutti. 

E' lui!  Nò, tu sei scemo: è quell'altro!
Menomale che Silvio c'è! Berlusconi togliti dai cojoni!
Evviva Prodi! Abbasso Prodi! Per me: solo Fini! Imbecille: meglio Bossi!
Sono contento che abbiano fatto fuori Bertinotti e il suo cachemire!
Si,si! Te ne accorgerai dopo che cazzata hanno fatto...
Ahhh Waltereee ci hai delusiiii !!!

Ah!Come vorrei trovarmeli tra le mani questi innocenti assassini che insegnano a votare Prodi per non far vincere Berlusconi e a votare Berlusconi per non far vincere Prodi!

Destri e Sinistri lasciano incomplete discussioni costruttive, godibli perchè condotte come match leali, per andare a recuperare, dentro Google, post dell'interlocutore, vecchi di anni, e rinfacciarglieli.

Guarda cosa hai scritto tu, nel '98! Dicevi che non volevi i clandestini perchè portano miseria, delinquenza e malattia! Non lo sai che anche noi avemmo i nostri emigranti, faccia di merda!?

Pochi postatori, e per lo più Leghisti, si mostrano moderatamente razzisti nei confronti dello straniero.
I Sinistri per meglio difenderlo raccolgono tutte le notizie inerenti italiani pusher, stupratori, borsaioli, pirati assassini del volante, al fine di dimostrare che siamo tutti uguali.
I Destri si sentono danneggiati dalla concorrenza sottopagata nel mondi del lavoro.

Gli uni e gli altri bei soggetti però!

A rigor di logica dovrebbero essere i Sinistri quelli che proteggono il proprio posto in fabbrica, mentre i Destri, profittatori, dovrebbero gradire la manodopera sottopagata!!

Comunque i postatori, tutti assieme, appaiono prevalentemente razzisti l'uno contro l'altro. 
E che l'italiano sia razzista nei confronti dell'italiano, si sapeva
!
Hanno un orticello da proteggere.
E se non si sapeva basti osservare i risultati elettorali.
 
Tante gliene sono state insegnate, a questa società, di astuzie, raggiri, depravazioni. E' stata edotta ad ogni conoscenza possibile, dalla più proibitiva alla più maliziosa, alla più cialtrona.
Ma, è de coccio ?!?!




Una società involgarita

Uhhh! i Newsgroups  la denudano, la scarnificano, ne prendono le distanze come se non fossimo noi la Società!


Lo spirito ride se lo liberi dal corpo!

Coltello e forchetta, nei newsgroup la Poltica sta banchettando su Eluana Englaro, e siamo già alla frutta!!!

Se  la sventurata, in  stato vegetativo permanente da 17 anni, stesse appesa ,come io da bambina durante le crisi della polmonite, sul soffitto della stanza ove giace inerte, si farebbe le matte risate....


Ostaggio del buon cuore degli italiani

Nella Sinistra chiedono per lei la dignità della  Morte
Nella Destra chiedono per lei  le decisioni
 della Natura
L'anima vivace che traspare dal suo antico sguardo giovinetto mi lascia il dubbio che sia rimasta, davvero lì, appesa sul soffitto, ad osservare una popolazione più malata di lei, e perciò non le 
sia grave andare via 
o  indifferentemente restare senza esserci
.

E' diventata solo un pretesto. Protagonista è la Politica



AIUTOOOO!

Dove l'egoismo è sconnesso filtra il dolore degli altri e se non se ne otturano velocemente le fessure si rischia la disperazione.
Non capiterà mai più che io dimentichi di dare un sorso d'acqua
ai fiori spenti!

Il giorno 5 febbraio annunciavano l'inizio digiuno&disitratazione al 50% per  l'ndomani , 6 febbraio. Ed io annunciavo su Facebook che dall'indomani.6 febbraio, avrei anche io iniziato il digiuno.al 50%.
Ma il giorno 6 di febbraio i telegiornali glissavano sull'argomento:
digiuno e disitratazione: sempre al 50%  o per intero?
Non sapevo che fare.

Sono sopra di una decina di chili ed inizio il mio digiuno al 50% bevendo molta acqua però... I giorni 7 e 8 mangio solo qualche anurca, bevo molta acqua ed assumo una o due compresse di integratori e antiossidanti. Per via che sto fumando troppo. Fisicamente sto bene.

La sera del giorno 9 di febbraio, alle 20.30, apprendiamo che Eluana è morta dopo quattro giorni
di totale sospensione sostentamento. 
Sempre su Facebook la mattina dopo annuncio che andrò a colazione con Maramaldo
(Vile! Tu uccidi un uomo morto!)



La sera di giovedì 12, durante la trasmissione di punta AnnoZero, a Santoro il compito di informarci che un fisico provato può reggere anche fino "quattordici giorni di digiuno".. Immagino che riferisca una teoria di Ignazio Martino, medico cattolico, in forza al PD, il quale sul Caso Englaro non ci ha risparmiato la sua assidua consulenza televisiva.
Sui "quattordici giorni" Santoro ammicca come per suggerire che se Eluana ha resistito solo quattro giorni la sua vitalità era agli sgoccioli...
Una buona ragione, dico io, per attenderne la dipartita naturale di lì a poco.

Eh già!  Ma in quel caso sarebbe stata accompagnata dal medesimo clamore?!

Inoltre Santoro fa riferimento esclusivamente all'alimentazione. Nessun cenno alla disidratazione che secondo i clinici incide rapidamente sulle funzioni renali dando luogo ad una sorta di avvelenamento, soprattutto se, per limitare le sofferenze,  diggià atroci, s'impartiscono anestetizzanti.
Perchè Santoro ha sorvolato sull'acqua come  se fosse stato una libellula?
Ovviamente perchè solo chi sa intendere intedesse.

Vedo  chiaramente una sorta di gara a chi arrivava primo tra il presunto Decreto e la soluzione finale.

Altro particolare inquietante:  il luogo dove si è svolto il sacrificio.
"La Quiete" fino a  ieri risultava essere una Casa di Riposo per Anziani.
Oggi dal suo sito internet  il seguente messaggio:

"Il Sito de "La Quiete" è attualmente in fase di aggiornamento. Al più presto sarà di nuovo online. L'Azienda si scusa per il disservizio".
.
Domani può darsi che riappaia  con una nuova dicitura:
"Clinica per  Malati Terminali"?

Io adesso sto bene, che me ne dolgo?
  Che possono farmi più alla mia età? Al massimo una contravvenzione per omessa revisione auto! Di me stavo dicendo che ...Per 
il corpo frequento lo Stretching Globale Posturale, il Pilates, e l'AquaGym, in una delle meglio attrezzate palestre della città, aperta davanti casa mia....E'la bestia che ho dentro ad agitarsi eccitata dal suo vissuto....

I Radicali però!!  Pure essi che gran cialtroni sono diventati...Hanno armato una Campagna da talk-show con spunti alla Stephen King: tutta questa cagnara, tutto questo orrore, per quale risultato?
Fare abortire una Legge ragionevole da essi stessi proposta!

Volevano la Eutanasia? Eutanasia doveva essere!

Si sono mossi come bulldozer con il Peppino Englaro a gagliardetto, senza  tener conto del problema degli andicappati che non vogliano ricorrere all'eutanasia, e dei parenti di questi, che li accudiscono e che si dannano pensando a quale sorte dopo che, morendo, li avranno lasciati soli.
Che fine faranno i loro figli sventurati?
Li si "eluanizzerà" e via!?!
Ecco, appunto, gli sventurati d'ogni età che abbiano l'uso della ragione, giornate trascorse in dipendenza di un televisore: con l'assistere alle fasi di questa Battaglia Civile non verranno coinvolti da un ulteriore trauma?
Il rispetto umano: cancellato!

Francamente non me lo aspettavo da loro. La bestia sì, nei contenuti ed anche nella forma che è l'unica ricalcata da tutta la Politica attuale.

Non ci sono più i Radicali Liberi di una volta! Furono al nostro servizio.

Talmente sfumati nella nostra memoria da venire confusi, adesso, erroneamente con i Comunisti della Sinistra Radicale....

Difatti sui newsgroup le fazioni cattoberlusconiane inveiscono:

Maledetti Komunisti avete ucciso Eluana!

Deve tornar frizzante come bere la CocaCola governare un Popolo ignorante!

Ve li rammentate i Radicali nella loro stagione aurea, quando ci aiutarono ad ottenere l'Aborto di Stato e il Divorzio?
Erano energicamente supportati dai Socialisti, per intanto rivendiamolo, altrimenti continueranno per sempre a prendersi tutti i meriti, con quelle voci sonore che hanno!

L'Orgoglio Radicale e CentroSinistra, la Chiesa e CentroDestra, cani e gatti nei secoli dei secoli, a contendersi la Eluana inerte!

La Chiesa, indebolita dall' intrommettersi maniacale nelle pratiche sessuali di cattolici e laici, oltre i temini di tempo in cui le era ancora consentito farlo, e senza considerare che, ormai, se alla gente gli togli la chiavata libera meglio se accessoriata di porno o perversioni, cos'altro gli resta? Non se ne lamenti la Chiesa: conserva  pur sempre il suo Potere sullo Stato Italiano e in questa circostanza ha reperito alleanza in un Governo di Destra, tradizionalmente piùttosto che effettivamente Cattolico.

Ma io perchè m'impiccio, perdo tempo ad osservare pensare .....
Descrivendo il mio attuale benessere  volevo anche dire  che alle spalle di casa mia hanno costruito un Centro Commerciale di ultima generazione ove posso usufruire di ben 15 sale cinematografiche.
E che ho Sky. Ho la Smart. Ho la protezione di due bassotte!
Sono in pace con me stessa.....

I Radicali in coma irreversibile, aggrappati a un seggio chi della pseudosinistra  e chi della pseudodestra, perennemente alla ricerca di ossigeno non potevano altro che contare sul sostegno dell'Opposizione sedicente di Sinistra, l'unico schieramento al quale continuiamo ad attribuire un'apertura mentale (chissà mai perchè?). Siccome però la lotta per la sopravvivenza rende astuti hanno ben pensato di aggiudicarsi anche
il Signor Peppino, padre affranto,
Lo hanno consolato, guidato, sostenuto, strumentalizzato a favore della 
loro battaglia civile per la depenalizzazione dell'eutanasia. 
Sulla quale pare siano intenzionati a ricompattarsi. 

Circa la battaglia  per l'eutanasia niente da eccepire, diobbono!
Solo a chi si suicida per pena d'amor bastano due boccette di Tavor ,una boccia di Whisky, un balcone fiorito al quinto piano!

Per chi non è un innamorato respinto si tratta di un'impresa necessariamente da legalizzare in un Paese popolato di anziani in tal numero che, nel prossimo futuro, si centuplicheranno fino a farlo affondare.
Non si può invitarli ad una Crociera su una nave bucata! I vecchi non li freghi mica! Beh tranne qualcuno. E d'altra parte si calcola che stiano già pesando troppo sul Sistema Sanitario e ancora di più sulla Previdenza Sociale.

Se ogni vecchio pretendesse di farsi 'na tirata d'agonia sotto accanimento terapeutico onde continuare a riscuotere la pensione oltre la vita, lallero!!! Allora sì che saremmo rovinati!
Cominciamo perciò ad invocare l'eutanasia con la voce degli infermi di ogni età che la desiderino. Così che i vecchietti  comincino a farsene un'idea.
Poi nel tempo vedremo se la Legge ci sarà da ritoccarla.
Chessò renderla obbligatoria per i novantenni,tanto giorno più giorno meno... E poi via via che alzeranno l'età  pensionabile abbasseranno, con la medesima persuasione, l'età per l'eutanasia obbligatoria.

"Dotto' qui ce n'è uno co' l'orecchioni, jelo dobbiamo applìca' er sondino?"

"Quant'anni cià?"

 "Boooh'n settantacinquina? Diceva d'esse'n penzione da tre mesate..."

"Occhei dagli 'n'aspirina e passalo, passalo che ce ne ho altri tre in attesa di ricovero.Tanto a quell'età l'orecchioni non perdonano!"

In risposta, gli italiani più DOC hanno già cominciato a prendere i loro provvedimenti:  il nonno non lo mandano più in ospedale. Gli fanno fare un'affettuosa agonia casalinga, come si usava quando si viveva di zappa,
e poi, dopo che è morto, lo seppelliscono nel freezer. E i familiari continueranno a riscuotere la sua pensione. Come camperebbero sennò?

Lasciate che io scherzi onde tacitare la bestia che mi cresce dentro ed è talmente forte che non mi stupirei se morissi questa notte stessa.

Vogliamo fare i conti della serva?
Bene!
Cominciamo dalle somme ricavate rispettivamente dalla Chiesa oggi
e dallo Stato dopodomani se la Legge Englaro entrerà in vigore...

Fermo restando che la Legge Englaro o faxsimile non è l'Eutanasia, bensì un papocchio per partecipare, da sconfitti, al Testamento Biologico come lo vorrà  il Governo liberale alla sua maniera:  visto che su questa legge sembra intenzionato a lasciare che tutti dell'opposizione ci intingano il pane, finanche la UDC con un Casini che vorrebbe lasciare la decisione finale ai medici curanti. Esattamente come accade adesso!! Con un'aggravante:  fatta la Legge se il medico curante è  un cattosinistra  seguace di Marino il sondino te lo toglierà per ideologia!

Congruo il totale della spesa inerente l'Accanimento Terapeutico,a beneficio delle strutture mediche, per lo più collegate alla Chiesa Cattolica:
circa 1250 euro pro die ogni degente. Spese di gestione contenute poichè a fronte di personale medico qualificato l'infermieristico è gratuito: 
 le suore sono stipendiate soltanto dalla Fede! Contando attualmente circa 2500 assistiti, un'inezia rispetto gli esosi stipendi dei Parlamentari d'ogni colore, e perfino rispetto il costo del parco autoblù.

Relativo il risparmio dello Stato poi che, per Legge, venissero eliminati i sondini destinati a tenere inchiodati a un letto d'ospedale migliaia di migliaia di pensionati morenti e di giovani irreversibilmente invalidati da malattia o incidente. Il beneficio economico  sarebbe da aggiudicarsi esclusivamente alla Previdenza Sociale in quanto sgravata da un più rapido passaggio a miglior vita.

Queste sono le somme. Noi cittadini siamo le cifre.

Cosa vi credevate d'essere, voi?!



E comunque anche dopo che avrò scelto....Bah! non mi fido mica,io!
Mi insospettisce troppo il serrato battage degli intellettuali nelle fila della cosìdetta sinistra ex prodiana, a favore della dignità di morire avanti il suo tempo per non mostrare quanto diventiamo schifosi in fase di agonia..
Ma io la dignità l'ho già guardata in faccia, quando mia madre fu costretta a diventare una canapina, e vi assicuro che non ha una faccia.

Vi basti sapere che non scherzo dove dico che la Legge dei Radicali sarebbe giusta se fosse Eutanasia, perchè Piergiorgio Welby la voleva, Luca Coscione la voleva, perchè come loro ce ne sono altri in Italia che la prendono in considezione. Perchè potrei volerla anch'io benchè adesso non lo sappia ed aspiri di più alle staminali che alla morte indotta.

Una buona Legge da applicarsi ai cittadini che la invocano per dipartire, espletate le pratiche burocratiche,con il permesso di viaggio autorizzato!
Quanto agli anarchici, sarà meglio se fin da ora cominceranno a stare bene attenti dove mettere una firma: potrebbe non trattarsi del solito contratto d'acquisto della solita Enciclopedia a rate!

Ed arriviamo così alla reiterata affermazione del signor Peppino:

Mia figlia mentre correva dentro una giornata di sole espresse la sua
volontà di non voler vivere allo stato vegetale...

L'altro ieri su RaiDue c'era Sandra Milo che ci diceva di essere stata il grande amore di Federico Fellini. Dopo averlo detto, in precedenza a carico di Craxi. E in questa circostanza faceva esplodere lo scoop aggiungendo che Federico le aveva detto che intendeva trasferirsi insieme con lei e i suoi figli, in America, e se non fosse morto lo avrebbe fatto!!!
Mi da l'idea della profanazione il solo lasciarmi condurre ad ascoltare le volontà di un morto che si dimenticò di renderle pubbliche da vivo.
Cito anchio in questo testo alcuni personaggi celebri, tra i quali Federico, e ne trascrivo a soggeto quelli che mi sembrarono essere gli aspetti inediti delle loro personalità, ma dove si tratti di fatti e progetti sconosciuti al pubblico e non supportati da testimonianze mi taccio. Oppure narro il fatto nella sua autenticità nuda mistificando il nome del protagonista. Vivo o morto che sia, tanto di più nel secondo caso


I morti, attraverso i Media, possono dirci di tutto! perfino di più di quanto 
ci direbbero attraverso i Medium!

E' il pubblico stronzo ad adattarsi, per esempio invocando sui newsgroup:

"Vogliamo che le volontà di Eluana Englaro siano esaudite!"

Quali volontà please?!

All'estero  le hanno tradotte così : "In Italia si pratica la eutanasia senza che il soggetto invalidato l'abbia richiesta"


Qui si domandano se accetterà di andare deputato a Bruxelles questo povero papà Peppino, definito un  "eroe" con parecchi punti esclamativi dalla maggioranza dei postatori, di entrambi gli schieramenti chi per fede e chi per ipocrisia.....................
Sul suo futuro di Parlamentare scommettono però anche fuori da internet, per strada e nei salotti: per fede, per ipocrisia, per conoscenza del Sistema. Si presume che sarà ad iniziativa dei Radicali, ma c'è anche chi avvanza l'ipotesi di un interessamento di Russo Spena, all'indomani
dei vantaggi che Rifonda ricavò eleggendo Vladimiro Luxuria.

In quanto nipote di Bruno Simoni per me è difficile distinguere un'eroe. Li vedo tutti eroi: il pendolare cinque ore sul treno, la madre che ruba un'arancia per il suo bambino, la vecchia che regala un'arancia alla madre che ha rubato un'arancia, la battona nigeriana dentro il gelo dell'autostrada, il pusher che se non vende rischia la vita, l'impiegato che non si conforma ai colleghi ladri, e quant''altri...

Saranno eroi anche i genitori che coltivano il figlio invalidato respirando il suo fiato, detergendo la sua pelle, raccogliendo la sua merda, attenti a non perderselo, quel figlio che è una croce talmente cara da non farsi più una ragione di vita senza tenersela abbracciata!? 

Ah! Ecco, La Quiete S.a.P. che si è ristabilita il sito!
http://www.laquieteudine.it/
(nel caso che qualcuno voglia approfittarne)

C'è anche quest'altro link:
http://www.laquieteudine.it/se.html
(con dettagliate informazioni sul S.a.P. "Servizi alla Persona")

Sì, stavo domandandomi fino a che punto siano, non siano, eroi i genitori che covano tutta la vita i loro figlioli ammalati. Può darsi di no! Essi quella croce se la vivono, scaldano, sostengono: degli egoisti e non degli eroi, alla fin dei conti, poichè qualora il figlio tirasse l'ultimo respiro prima di loro gli sarà appartenuto al punto che neanche la Morte potrebbe sottrarglielo poi che lo avranno tutto assorbito in sè attraverso il sacrificio. Dove invece prevedano di andarsene via per primi si tolgono il pane dalla bocca, racimolano un lascito, soldino su soldino, in nome della speranza che il figlio verrà trattato il meno disumanamente possibile.
C'è dell'eroismo o dell'egoismo nel compimento del dovere?


Qualcuno diegli Ipocriti avrà mai la faccia per chiedere a Papà Englaro se visitare la figlia stesa dentro una tomba fa la differenza dall'averla visitata  per anni dentro un letto d'ospedale ove erano le suore a guadagnare il paradiso promessogli curandola, lavandola,. Smerdandogliela!

 Che ne sarà del Signor Peppino Englaro eroe dei nostri tempi?

Penso al  suo gran rincrescimento di non essersela goduta, curata, spiata, quella figliola, peraltro la sua unica, di essersela trascinata dietro inseguendo speranze pregne di delusione soltanto nei cinque anni iniziali, di non ritrovare adesso tra le pareti domestiche le tracce dei suoi diciassette anni interi. Ma oltre alle impronte della figlia, pur supponendo che Bruxelles possa superficialmente distrarlo dal suo dolore, gli mancherà la solidarietà, l'approvazione, l'ammirazione e condivisione, che lo hanno accompagnato conducendolo ad agire in sintonia con l'intenzione politica. 
Quando non sarà più utile alla Causa come reggerà l'impatto con l'allontanamento fisiologico di tanti  amorevoli amici?

Ma,soprattutto,qual'era la Causa?  Io ho immaginato l'Effetto. La Causa credo che siamo in molti a non averla capita fino in fondo nella sua dimensione di Causa, eh sì che, personalmente, detesto medicine e medicamenti, figuriamoci quanto più chi è uso assumere decine di pasticche ogni giorno.

Se nel momento fatale mi resterà un lume chiamerò un Taxi, mi farò condurre a Napoli lungo la via Flacca e poi la vecchia Nazionale, scenderò a Mergellina, se le forze me lo consentiranno consumerò una Zuppa di Pesce, da Ciro, al peggio ne annuserò la fragranza soltanto,.
Poi di nuovo salirò su un Taxì diretta alle bocche del Vesuvio  ingurgiterò del Cognac e non li udrò chiedere: "Mah? ...Dov'è andata?" .
Sarà stata autentica eutanasia!
Ma nel caso che capiti nel buio della mente più assoluto e gli operatori ospedalieri mi  mettano addosso le mani, sul mio testamento biologico troveranno scritto che l'accanimento terapeutico lo pretendo ad oltranza:
chè non è mai tornato alcuno a dirci se l'agonia a compimento del cammino vale la pena o meno!
..
.
Chi mi assicura.
che mentre per gli altri vegeto io non stia invece correndo dentro una giornata di sole come faceva Eluana il giorno in cui avrebbe riferito al padre di non volere diventare un vegetale?

E guai a chi oserà mettermi il cuscino sulla bocca
per trasferire un altro  vegetale dalla barella sul mio lettino!!!
La Giustizia Cosmica non lascerebbe prigionieri!!!
 
Ad ogni modo fin che dura preferisco vivere al costo di inkassarmi peggio di un giaguaro. Ovvio!

Non ho, che io sappia, malattie oltre a quella del fumo, i peperoni a cena non mi tornano e non c'è cibo che m'imbarazzi.
A compensare il tutto che posseggo ovviamente provvede il tutto che mi manca: la mia fanciullezza avanti che la Politica me la sbrindellasse come ha sbrindellato la carcassa della Eluana, la mia casa di via Frattina d'inverno e il mare d'estate. Mio figlio in tutte le stagioni.

Garantisco di non sentire la mancanza di innamoramento.......
 ..........................................................
E invece ....................
..........................................................



Accadde come con Francesco quando c'incontrammo alla Messa, e, io con lo sguardo lo risucchiai la sera stessa fin sulla porta della soffita, nella Casa del Popolo di Montrappone, dove i komunisti ci ospitavano. Con una differenza: quella volta ero un'altra persona.
 


Avevo riflessi ramati nei capelli, mi ombreggiavano lo sguardo lunghe ciglia di bambola, e la mia pelle era tutta di seta...
Adesso, per la prima volta subivo la vecchiaia come un castigo. Nonostante, mentre i nostri sguardi s'incrociavano incapaci di svincolarsi udii Gianna Nannini canticchiarmi nell'orecchio:
I maschi innamorati dentro ai bar
ci chiamano dai muri di città
dalle vetrine, dietro ai juke-box
ogni carezza della notte è quasi amor
...

....................................................
 
Voltai pagina bruscamente, molto seccata. Più offesa di una novizia.
Ridicola. Preoccupata. Se qualcuno avesse notato le sfumature mi sarei fatta zimbello...
Siamo assai sventurati, noi vecchi, sotto il profilo sociale.
Gli stessi personaggi che si mettono di vedetta per cogliere l'occasione di darti della puttana quando sei giovane invece di demordere dopo che sei diventata vecchia assumono più vigorosa carica per marchiarti: rincoglionita,essere inutile che non serve a nessuno, parassita dell'enpals ... 
Quante volte lo sentiamo dire nei bisticci da Supermercato ad anziane donne malvestite, vulnerabili, in apparenza deboli...
E non interveniamo mai perchè chi lo dice ci fa schifo e perciò non vogliamo averci a che fare ...
 Ah! Si! Contiamo anche gli apprezzamenti dedicati alla Classe Sociale Medio Altai fai come vuoi tu, chè non se n'accorge a quell'età... Siamo le meglio sfruttate, noi le mezzo-benestanti.
L'artigiano, solo se devoto al DailyLama evita di farti pagare il doppio rispetto ai mezza età. E vale anche per i vecchietti. 
Siamo coloro che: Domani forse non torniamo
Noi se non si grida Al fuoco! Al fuoco! nessuno ci ode, e  nel caso di un incendio vero la diffidenza nei confronti del vecchio ne ustionerebbe parecchi. 
Certo, quando hai una tua indipendenza economica ti salvi.
Se non dall'altro, dalle aggressioni verbali. Una ben abbigliata non si sa mai, potrebbe essere la madre di un Maresciallo!!! 
Ma se, per esempio, accade che una vecchia, ricca o povera che sia, affermi di avere subito un furto, e ne indichi l'autore, costei non otterrà la stessa credibilità del peggior imbonitore di mezza età. Ragion per cui ci si sentirà una povera cosa (inutile come la vorrebbero) in balia degli approfittatori.

Avendo osservato, con l'attenzione necessaria alla cronista, tale caduta di credibilità e di rispetto nei confronti degli anziani, nella circostanza arcana mi precludevo le confidenze.
Non sapevo con chi parlarne senza timore di suscitare ilarità e compatimento.
Nei momenti in cui ebbi paura mi guardai perfino dal chiedere un consiglio amichevole ai Carabinieri della caserma locale, frequentata abitualmente a causa di una serie di denunce da parte di una vicina, la gerontofila di Bohemia, che vorrebbe affittare l'appartamento dove abito, e mi tormenta: 
tra l'altri pretesti anche l'abbaio di Prugna e Castagna


Prugna e Castagna all'epoca del primo Esposto di
Gerontofila
di Boemia (2005)

Ho evitato anche le strade facili. Visto che qui, in borgata, ci si conosce tutti, niente di più semplice del chiedere al Bar con fare disinvolto:
Chi è quello lì?
Tanto per tranquilllizzarmi. Fossi matta!?. Magari glielo vanno a riferire e lui si mette a ridere giurando che mi son presa la cotta.
 Chi mi dice che nel fondo non sia uno volgare?
Potrebbe essere un pervertito, perchè no? Quando lavoravo a Cinecittà un mio amico riuscì ad interpretare dei buoni ruoli in parecchi film grazie alla relazione sentimentale con una famosa caratterista anziana e grassa....Occhei lo faceva per calcolo.
Non vorrei pensarlo, ma anche questo qui potrebbe farlo per calcolo: metti che gli occorra una guida, un sostegno...
Vuoi vedere che è un rumeno! 
Be' in questo caso neanch'io perderei l'occasione di sfruttarlo: cerco
 uno che conduca a spasso le bassote la mattina.
Però ci sono anche i gerontofili per passione!
C'è questa crucca qui: un vecchietto via l'altro.....
Beh anche questa mi dicono lo faccia per danaro.....
Comunque i gerontofili puri esistono più o meno come i pedofili.
Sono deviazioni subite in genere da bambini, acquisite e tradotte in comportamenti da adulti.
 
Guarda tu questo brutto schifoso! con tante vecchiette velleitarie e disponili, viene a prendere di petto proprio me?!
Fossi una piegata in due sopra i tacchi a spillo, poteva pensare che gli facessi il richiamo fiiiuuu. Ho i capelli candidi, raccolti in cima al capo a crocchia, e non indosso più le scarpe col tacco. L'altro giorno, con la tuta da ginnastica addosso mi sono detta dentro uno specchio della palestra: Carina! Sembri un panda!
E' così... Delle rughe e delle pieghe non ne parlo perchè a settantassette anni che vuoi più dire?
Dico che sono malvagia:pensare certe cose di lui povero ragazzo.
 
Chiuque sia, qualsivoglia cosa intenda, ha energizzato le mie endorfine!!!
Di lì le tracce del probabile intervento di un Giovannone taumaturgo.
Lui legge Thomas Mann!
Morte a Venezia?
L'estremo tentativo di aggrapparsi all'innamoramento come occasione per rinascere, mentre si muore. Tutto il sistema endocrino sollecitato, vivificato, da questa specie di emozioni. Nuove. Benchè forse già vissute. E dimenticate. 
Non c'è dubbio: pensare al giovane uomo mi cura.



Poco dopo esserci reciprocamente accorti che esistiamo, giusto un anno, una mattina fece per venirmi incontro, deciso, e dovette fermarlo il mio pallore. Dovuto a un turbamento tale che temetti di svenire.
Sensazione indescrivibile!
Déjà-vu, ma di molto più lieve sulla Scala Mercalli soltanto quando Ugo mi stringeva forte tra le braccia. Mai andandogli incontro per strada.
E nonostante lui fosse Ugooo!!!
Uno sbarellamento di questa portata solo una volta in tutta la vita: quando entrai a Villa Carla per partorire Pippo. All'Accoglienza dissi:
Prima di entrare in camera vado a comperare i giornali,
 e in quella mi si piegarono le ginocchia!
Chi se l'aspettava più, morir d'amore, dopo trentaquattr'anni di volontaria castità, che ogni tanto mi tocca bestemmiare per tema di divenir santa....
Ora mi spaventava l'idea che mi venisse incontro per chiedermi l'elemosina!  Le nostre mani si sarebbero sfiorate: 
avrei retto al contatto fisico?
Ha ragione Oscar Wilde:

il corpo invecchia intanto che l'anima compie il percorso inverso
.

La mia anima sembra essere regredita alla prima fase adolescenziale e, se volessi approfondire, cosa dalla quale ben mi guardo, potrei trarne la data della mia morte fisica. Forse domani stesso. se le nostre mani si sfiorano muoio bambina.

Per fortuna i sentimenti se non vengono consumati entro la data imposta scadono. 
Speriamo.... Penso che per lui siano scaduti in questi giorni. Ieri mi ci sono imbattuta davanti al bancone del Tabaccaio. Era assai ben vestito. Quando ha abbassato lo sguardo mi ha vista, lì sotto, ed ha fatto come se fossi una persona qualsiasi, piccolina di statura.
Bene bene!! Un altro dei miei cento amori abortiti! Quando mi sarò liberata anch'io forse riusciremo a parlarci. Scherzeremo, mi dirà chi è, ed io gli insegnerò a non buttarsi via.
Quel giorno era da una settimana che non lo vedevo. L'ultima volta stava appoggiato al muro dell'Animal Shop, dove acquisto i crock per le bassotte......
Era là davanti, inchiodato, e, per entrare nel negozio toccava rasentarlo.
Fermai l'auto, finsi di telefonare nel mentre che organizzavo il da farsi. Non volevo passargli vicino: temevo di sentirmi di nuovo svenire, anzi. Non solo lo temevo. Ne ero certa!
 E non volevo neanche dargli importanza innestando la marcia indietro. Inoltre, ça va sans dire: le bassotte avevano diritto al pacco. Dunque mi feci coraggio e scesi dall'auto.
 Nera come la pece. Pensavo:
Scommetto che adesso crede che faccio per incontrarlo.
Mi sovveniva la regina delle ipotesi:
se diverte a fa' er micio micio cor sorcio.
Difatti lui, neanche fosse un ragazzino del 1940, appena vede che mi avvicino che fa? Comincia a darsi un tono scherzando col commesso che, di sù la porta, gli dedica la partecipazione di un pungiball 
Sta proprio pensando che vado lì per incontrarlo, ed è emozionato!
In coscienza a me sembra di fare sempre di tutto per evitarlo...
In ogni caso lui quel giorno era troppo auforico.
Mi saluta per la prima volta: Buongiorno, signora. Dolcissimo.
Io, emetto un suono che è  uno schiaffo: Bngrno.
Varco la soglia dell'Animal Shop di corsa, come se fuori diluviasse, intanto che proteggo la dignità della mia vecchezza con mille sospetti

(
perchè mi ha salutata? Di cosa parlava con il commesso? Gli ha detto che son persa per lui?) 

L'incontro successivo, nella Tabaccheria, non sarà perciò meno eloquente dei precedenti.
La mia mancata adesione ad un approccio che non so dove ci avrebbe condotti (ma lo immagino fumandoci sopra un pacchetto di Camel) per lui rappresentò la chiusura di una storia. Scontato che quel
Buongiorno Signora  non raccolto era andato a significare un
"Addio, signora!".



Il bello (bello si fa per dire) dei tardaetà è che nelle cose che finiscono, assieme al rincrescimento, o al dispiacere, o al dolore, trovano una microscopica componente di sollievo. Forse l'affermazione che tutto passa però tu sei ancora qui, a guardarlo passare. 
E chi mi dice che Giovannone non
 abbia creato la effimera LoveStory
per riattivarmi fisicamente. Oltre a questo, con lo scopo, nefasto, di trasformarla, se ne sarà il caso, in un corposo rincrescimento con reattività incorporata. A fin di bene naturalmente. Solo per distogliermi dalla malinconia che, secondo lui, tenterebbe ogni istante di sopraffarmi.
Vuole che io copra la realtà con la fantasia onde gestire il quotidiano con maggior distacco.
Più o meno la stessa strategia di quando, invisibile, mi conduceva a leggere Tolstoj da bambina! S
ta agendo per ripararmi!!!
Mi sembra di averlo detto da qualche parte che lui non ha facoltà d'impedire, ma possiede mezzi soprannaturali per riparare.
Vorrebbe ripararmi dall'apostasia di mio figlio in primo luogo, e, secondariamente, indurmi ad affrontare le insidie tesemi dalla 
badante gerontofila di Boemia che sta contando le mie attese di vita per ottenere in fitto la casa dove abito.

Beh per quel che concerne mio figlio Giovannone si sbaglia alla grande!! E mi stupisco! Non è da lui attenersi alle apparenze come una qualsiasi pettegola. Non posso capacitarmi di come sia stato incapace, lui l'infallibile, di leggermi dentro la sincerità purissima con cui ad ogni ritorno di Pippo dall'estero gli chiedevo:

Non hai trovato una mezza occasione per stabilirti ...a Sydney
? ...
a Los Angeles? ... a Stoccolma?

Questo dai diciotto anni in poi. Ma avevo cominciato da quando aveva tredici anni a mandarlo in giro per il mondo, ad imparare le lingue gli usi e i costumi, un prestito via l'altro dall'INPGI, come si conviene a una piccola giornalista provvista di scarsi mezzi economici. La riserva mentale era che una volta maggiorenne, guardandosi attorno nei Paesi che gli piacevano di più (Australia, California e Svezia) vi ancorasse il proprio futuro.
Alle mie spalle c'era la maledetta partita giocata con avversari più forti di me, in palio l'esigenza di crearmi una personalità, qualsiasi essa sia, perciò dovetti rifarmi alla convinzione che non si deve avere paura di nessuno, e via via che mi ci rifacevo assumevo la sicurezza di non averla davvero, la paura.
In realtà se intendevo abbandanare dentro un cesto la mia creatura, ed affidarla al mare come tentativo estremo di salvarla, significava che quella paura iniettatami da bambina, sopravviveva in me ed era inscidibile da me. Mandare via da questo Paese mio figlio era da farsi risalire a una paura che si era appoggiata nel profondo dell'inconscio e lì è rimasta, silenziosa, di marmo.
Altrimenti, esaminato razionalmente, il mondo non si differenzierebbe troppo da una parte all'altra della terra, dove è di più e dove è di meno, ostico, all'esistenza dell'individuo, e in ogni caso l'individuo dovrà farvi fronte, perchè avere paura soltanto dell'Italia? 
Nello specifico i carissimi fassisti, e soprattutto i cari kumunisti che intervennero quando già mi avviavo all'età della ragione, mi iniettarono la paura fisica degli schiavi neri nelle piantaggioni di cotone: unica via di salvezza la fuga dall'ansia fisiologica che alla minima ombra di pericolo manda in tilt lo sfingmometro anche dove la normale pressione sanguigna verte al basso.
Una paura che instaura ereditarietà, ragione per cui temo che l'azione di quei subumani non si sia esaurita col fottere me. Probabile che abbia minato anche mio figlio. 

Nella vita di mia madre, poverina,  era rimasto niente e perciò mi divorò come fanno le galline balzane col proprio uovo. La lasciai fare, però addestrata a vivere ed operare assumendo gli insegnamenti migliori dal negativo, MAI avrei messo al mondo una creatura per mangiarmela!

Purtroppo Pippo è profondamente italiano. Direi: romano saldamente ancorato a Roma.
Inoltre si è sempre difeso dalla conoscenza della storia della mia vita, e perciò non ha mai assunto la mia rabbia. Lui sta bene qui, in questo Paese sotto occupazione da parte di un manipolo di politici.
Dio salvi mio figlio!
Se proprio si vuole togliermi lo spino dal cuore allora affrontiamo il problema senza girarci attorno. Non sono stata capace di farmi amare, questo è il problema. Da nessuno. Neanche da mio figlio.
Non dico che Pippo non mi voglia bene. Forse me ne vuole perfino
di più di quanto egli pensi. E' che non gli piaccio. Cosa devo dire?

Scusami amore mio. Mi dispiace

Cominciai a non piacergli quando era un bambino di sei, sette anni. Sempre fuori dalle righe, io!
Non posso identificarmi nelle numerose madri di figli maschi che si stupiscono dell'essere state abbandonate da vecchie.
Per me nessun trauma: tutto fu prevedibile dal principio.


Pippo a Bormio con bassotta Caramella

Forse non aveva ancora compiuto i sei anni quel giorno. Interruppe il gioco con i campagni e si precipitò dal prato dentro la casa tutto affannato: chissà cosa dovesse fare?!

Mamma! E' vero che tu sei vecchia?

Chi ti dice queste cose?

Rispondimi! E' vero che sei vecchia?


lo ripetè con voce strozzata.
Ridacchiai sapendo che una folata d'invidia porta fortuna:

A chi te l'ha detto rispondi che sua madre è racchia!

Di corsa com'era entrato uscì diretto al prato dove aveva raccolto un peso che prima non sapeva di portarselo addosso: il rischio di venire abbadonato. Non potendo contare su un padre doveva farvi fronte in qualche modo...
Difatti se gli dico di non sentirmi bene s'inalbera, dice di non crederlo, chè: So' fisime. E scappa via perchè, secondo me, lo spaventa ancora la mia morte.

Il mio difetto principale inerente la missione della mamma lo individuo nella predisposizione che ho a dare negandomi. 
Perfino le bassotte con me si sentivano sole. In ultimo quando mi sono capitate per sorte queste due, Prugna e Castagna assieme, me le sono tenute entrambe così che si facciano compagnia tra loro, ed è una bellezza vederle molto di più allegre delle precedenti.
Dare a tutti per sentirmi autorizzata a negarmi.
Dare delle cose a Pippo: oggetti, confort, divertimenti. Anche i mezzi per acculturarsi, se me li accettava. Chessò, un pianoforte, il computer, i viaggi all'estero, naturalmente tanti libri.

Non capisco perchè mi comperi tanti libri,
 disse Pippo all'epoca in cui frequentava i primi anni delle Elementari
I miei compagni hanno soltanto quello di Scuola

Ma io non sbagliavo sbagliando, cioè per sbadataggine o incompetenza.
Sbagliavo credendo di fare bene.

I genitori dei tuoi compagni -risposi- gli comprano tanti mattoni per costruirgli una casa. Io ti compero i libri perchè tu costruisca una casa dentro la tua testa, così da poterla portare con te sempre e ovunque tu vada dentro il mondo.

Lui è stato un buon bambino. Aveva soltanto me, verosimile che non volesse dispiacermi, e perciò si dovrà arrivare al Quarto Anno di Università per assodare che la sua risposta più sincera sarebbe stata di volere optare per i mattoni. Oltre ai coetanei allevati come lui dentro questo prato, gli amichi de borgata insieme ai quali crescere se li scelse in prevalenza tra quelli dei mattoni: artigiani, operai, tutti ragazzi poco disponibili all'elucubrazioni mentali.
Mi si perdoni l'orgoglio con cui cito un episodio dove la prof di matematica della II°Media mi convocò con urgenza.
Era una signorina, carina, vestita in tinte concordi tra loro, le scarpine in pendant con borsettina.

Suo figlio mi fa impazzire! -disse- Mi fa socializzare i peggio con i meglio, a svantaggio dei secondi lui compreso!

A mio avviso prometteva bene!

 Comunque tra Licei vari e La Sapienza si divertì parecchio a pinocchiare.
 




Per me andava bene: il diritto alla felicità in primis!  
Oddio, se mi avesse amata forse avrebbe individuato tale diritto anche nel conseguire una Laurea. Al prezzo di superare la paura ereditata e di sacrificare un poco di giocosità. Non gli mancava niente per poterlo fare.
Gli sono mancata io.
Mi vergogno a dirlo il personaggio ridicolo che sono: ipotecavo l'avvenire investendomi dei poteri di un Giovannone affichè a mio figlio, da vecchio, restasse il ricordo che a me fu negato: quello di una infanzia magica.
L'ho detto!
Agivo spontaneamente sollecitata dall'egoismo e dalla gioia.
Alla verifica dell'autocritica però mi sembrava positivo, come qualsiasi altra cura preventiva.

Risultato: gli sono mancata in veste di madre ordinaria.

Sì, può darsi, in parte di riflesso alla necessità d'indipendenza psicofisica dianzi detta. Reattiva al giovanile legame parossistico condiviso con mia madre durante la rovina e da essa riassunto in seguito in un possessivismo asfissiante. E può darsi, in parte, dall'essere cresciuta anestetizzata a causa degli accadimenti dell'infanzia, soprattutto quelli dell'adolescenza!.
Ma, tralasciando l'introspezione, incombevano delle ragioni concrete e delle sante giustificazioni dipese da una situazione lavorativa viperina.
Non si fraintenda che a mio figlio sia mancata fisicamente. Non andavo mica a ballare! E non avevo neppure il moroso. Ogni istante libero dal lavoro lo dedicavo a lui. Ma non significa.
Di questa società non ho voluto perdere niente: nella redazione di TETTE&CULO, il giornale dove lavoravo, ho sopportato per anni 
finanche un mobbing da maternità. Roba fina eh! Di purissima
 matrice democrista!!!
Capitava perciò che a volte mi sorprendessi a ruminare le angherie
subite in redazione nel mentre che giocavo con lui. In quei momenti 
non gli sarà sembrato di essere guardato da occhi di vetro?
Ma non basta ......
Alla verifica gli sono mancata anche volontariamente, non lo nego. Essendo una madre anziana, mi premeva che si emancipasse alla svelta onde ritrovarsi meno perso nel caso funesto. Fermo restando che gli sono mancata soprattutto perchè non gli piaccio, l'esortazione a crescere e a ritenersi adulto da bambino potrebbe averlo indotto a chiudersi nel guscio.
Non ho mai indagato se mi promuovesse dal punto di vista estetico. Forse mi avrebbe voluta più giovane e più bionda. Forse mi avrebbe accettata anche anziana, purchè fossi stata meno solforosa, di più in linea con le ipocrite borghesi di mezza età. Lo disorientava l'assenza del cliche. Dev'essere stata la mia anormalità a disgustarlo. Imbarazzarlo.
Di certo non mi stimava. Non entrava in comunione con me. Non mi confidava niente di sè. Mi ha sempre proibito di mettere naso negli affari suoi. Non mi ha mai invitata, da piccolo, al campo di pallone quando disputava una partita, al contrario mi scongiurava di non andarci, nè al ristorante, da grande. Neanche a una gita sulla Rally nuova fiammante che gli regalai al diciottesimo compleanno. Non per rinfacciarglielo.
 Solo per dire quale livello di estraneità si è scelto.
Per difesa? Per offesa? Sono troppo coinvolta per stabilirlo.
 L'ipotesi più appariscente, quella che piacerebbe ai Buttiglione e agli piscoqualcosa, sarebbe che il padre si era frantumato e io, invece di comperargliene uno nuovo, mi ero tramutata nella single da corsa con lo sguardo stralunato e i capelli ritti sulla testa.
La più semplice è che abbia intrapreso la contestazione avanti tempo come metodo di crescita. 
Sempre di ipotesi comunque si tratta. Non è facile capire uno che non parla.
Noi genitori commetteremmo meno errori se i figli ci riversassero sulla faccia i loro risentimenti di volta in volta, avanti d'immagazzinarli.



Una volta al mese più o meno, prima di più adesso di meno, viene qui, in borgata, a trovare l'amichi, e la volta che ne approfitta per una puntatina a casa nostra, magari perchè gli ho detto che c'è una persiana rotta o il pacco della minerale da scaricare dall'auto, la fretta se lo mangia.
Giusto per farmi un poco di compagnia cerca I Simpson e si sbraga 
dentro SKY neanche il tempo di scaldare la poltrona.

Come stai, cucciolo?
 
Bene Bene

Siccome l'odore dei gatti tira le bassotte, ed io non ho più il fiato per trattenerle al guinzaglio (queste scatenate!) gradirei me le portasse
a fare un giro.

 
Non ho tempo. Me ne vado. Serve niente?

Io gli rispondo: Niente. Mentre penso: ...'sti kassii!

Ciò che serve a lui, lo ha. E' la mia Carta di Credito
Del resto vale la pena aiutarlo visto che non posso accusarlo di approfittarne: solo quel tanto per integrare il suo stipendio e
non incrementare i mille euro di risparmi, più o meno stabili,
nel mio conto corrente. Inoltre m
i appaga la condivisione perchè conferma che un figlio ce l'ho!
Esattamente come lo volevo, provvisto di un sano egoismo. Libero.
Per mia scelta consapevole liberato da sovrastrutture mentali inerenti il nostro rapporto affettivo.
Considerando che quel poco danaro che avevo ce lo siamo speso
insieme spensieratamente, egli sa di non poter contare su di me per alcuna, minima, eredità materiale. Quindi è esentato dalle penose ipocrisie che mantengono formalmente legati, a genitori benestanti, figli adulti e accasati, recalcitranti il legame con la famiglia di origine. Tanti, da quel che mi risulta ascoltando l'espressioni acide del vittimismo materno sparso ovunque, dal tavolo del poker al salone del parrucchiere. 
 Drammatico che ad ogni festività un figlio ti carichi sull'auto e ti porti a pranzo ai Castelli Romani per mantenersi informato sull'esito delle tue speculazioni borsistiche e per accertarsi circa l'aumento dei fitti agli inquilini degli appartamenti che erediterà!
Ah nooo!! Il mio Pippo difficile perfino che mi telefoni se non ha qualche informazione urgente da chiedermi. E di norma non ne ha ...
Da un punto di vista meramente egoistico ovvio! vorrei che mi chiamasse una volta al giorno per accertarsi che ci sono ancora. Dapprima glielo avevo chiesto, poi ho smesso.
E' che mi spaventa un po', non tanto l'idea di lasciare il cadavere chiuso in casa una mesata, quanto, piuttosto, la eventualità di aggiudicarmi un altro pezzetto di vita a mezzo di soccorso immediato. Non penso alla malattia, ma a un qualsiasi incidente domestico che mi lasci incapace di chiedere aiuto. Quante ore, giorni, settimane potrei restare viva intanto che muoio?
Non accadrà perchè su di me veglia Giovannone, però ci penso.
E quando ci penso, penso anche a tutti gli altri vecchi del mondo.

Signori miei stiamo allegri finchè possiamo!

Per quel che concerne l'abbandono è questo maledetto formalismo a crearci infelicità. Se ci abbandoniamo, noi, alla natura vediamo che i figli se ne vanno via rimanendo appendici di chi li ha generati. E non sono, per meglio dire non debbono essere, riconoscenti di niente alla madre.
Il dolore ce lo inventiamo noi quando deformiamo la natura col  pensiero.
Se si accantona il formalismo si risolve che perfino i figli che mandano i genitori all'ospizio non sono, come crediamo, peggiori degli altri, nella maggior parte dei casi sono sprovvisti di mezzi più degli altri.
Il botto infatti sta nell'abbandono, non nel luogo dove ti lasciano.

Uno dei miei dolori non estinti: quando nonna Teresa divenne non più governabile. Se ne andava per strada a mendicare, lasciava aperto il rubinetto del gas nella cucina dell'affittacamere, per due volte era finita spintonata da automobili, altre calamità del genere. Si risolse di mandarla a Montrappone, affidata a Don Piddon, nell'ospizio del paese, rassicurante perchè condotto da religiose e perciò sorvegliato dai komunisti.
Non si poteva fare diversamente, salvo fossi riuscita a diventare una puttana come si deve, e non ci riuscivo anche perchè era stata lei, la nonna, ad insegnarmi di esserlo a metà..
Bene, ho sofferto quel gesto, detestato chi altri lo compiva, fino al giorno in cui Pippo si è accasato con la creola.
Prima, quando era andato a vivere da solo però qui vicino e una volta veniva a farsi la lavatrice, una volta a mangiare le lasagne, l'abbandono mi era sembrato una forma di indipendenza ad agio di entrambi, nonostante l'idea in sè mi avesse tormentata da bambina. Adesso invece lo vivo visceralmente epperò rassegnata perchè mi sembra di avere capito che i figli non riusciranno ad essere se stessi se non troveranno il coraggio dello strappo. Avrei dovuto farlo farlo anch'io, al mio tempo, con mia madre. Per il bene di entrambe. 
Capisco anche che non fa differenza se resti da sola, esclusa dalla vita dei figli, in una villa lussuosa o in un ospizio. Avrai problemi differenti senz'altro. Dipende in gran parte da come va la salute. Ma ovunque tu sia sei sola. 
E quel dispiacere fruttatomi dall'avere abbandonato nonna Teresa in un ospizio mi si allevia. Apro uno spazio, che finora avevo tenuto chiuso, dove ricordare che lei non ne espresse mai il peso, al contrario. Cercò di continuare ad esistere materialmente infilando nelle buste delle  lettere che mi inviava qualche lira assieme a sue notizie confortanti..
Ciò che vale al di là dei conformismi e il legame del sangue che tiene avvinta generazione a generazione, all'infinito, dando luogo ad una sorta di immortalità eterna forse davvero accompagnata dal karma.
Allora mi ripeto che l'abbandono dei figli bisogna intenderlo un'aspetto della vita, tale quale la morte. Alla morte difficile che camminando ci si pensi, e perciò stiamo quieti.
I figli ci abbandonano una volta sola, quella che li vediamo andarsene via. Successivamente se continuiamo a pensare Se ne sono andati il dolore del distacco si rinnova con la medesima intensità del primo impatto.
Perchè tormentarci?
Pippo è stato un buon bambino e con ciò ha assolto il suo compito.
Perchè tormentarlo?
Di soddisfazioni me ne ha date perfino troppe:
 è diventato un bel giovanotto!
Un Signore de'Borgata, vale a dire un aristo-proletario, un esemplare della nuova aristocrazia al momento ancora in embrione, sana, pulita, e perfino coraggiosa nell'affrontare il proprio piccolo quotidiano.
Non è poco per uno cresciuto nell'agiatezza.
 Quando lo penso lo rivedo una mattina del '94 scendere dall'aereo da Los Angeles in tutto il suo splendore di vincente con la bandana sulla capigliatura da zingaro felice e una tavola del surf in spalla!
Sempre così lo vedo ogni volta che lo penso. Ma è un problema solo mio.
Lui è stato svelto nello svincolarsi da questo mondo vecchio, in malsana evoluzione, e ad allinearsi tra i primi, in assoluto, sullo start di una società che vedo già risorgere scevra delle scorie morali che ci hanno troppo a lungo aihmè accompagnati.
Bene o male credo di avere assolto anche io il mio compito.


Con baffi e mosca ossigenati:
 quella ch'era nel '96 l'urtima
moda der borgataro felix!

 Gli ho consegnato solo la prima pietra, ora tocca a lui edificare.
Con l'augurio che metta al mondo novantanove figli inkassatissimi!
Ma così tanto inkassatissimi da eliminare ogni traccia della
 la paura ereditaria!

Pippo ha avuto due fidanzate da quattro anni l'una, entrambe
bellissime figliole con gli occhioni blù.
Adesso convive con la creola che dicevo.
Figlia del Gran Visir dell' Amba Radam cresciuta sotto la guida delle suore.



Un'altra senza padre che, con il lamentare la propria madre contribuisce ad allontanarmelo, per certi versi. Mentre per altri versi potrebbe addirittura averlo attratto per analogia.
Lei ha avuto, come me, un'infanzia difficile. Non ha concluso gli studi. Non ha un mestiere. E' povera pure lei. E questo lo gradisco.
Non avrei voluto vedere mio figlio umiliato dall'unione con una donna
più ricca di lui. Fa niente se oggi fanno tendenza gli uomini
di successo che iniziarono l'escalation in mutande, quelle stesse 
che si tolsero per mostrarlo alla figlia di un altro uomo diggià potente, giusto il tempo di assestarsi, e poi divorziare, per prenderne un'altra più giovane e più porca! In merito a tali strategie da cocainomani la mia ambizione ammutolisce!
Per due giovani è assai più soddisfacente, a mio parere, partire alla pari e poi costruirsi assieme aguzzando l'ingegno e temprando il coraggio. Così sì che è vita vera!
Al momento lui impiega il suo patrimonio linguistico come Reception in un Hotel a Quattro Stelle fronte mare, lei ha dell'ingegno:
 fa la cucina etiope per sette tavoli in un buchetto che si è
accapparata nell'entroterra. Lui, la sera, rientrando dal lavoro, dopo la rituale palestra, l'aiuta nella conduzione del miniristorante.
Mi spaventano, mi commuovono e mi esaltano, dacchè ho saputo che, poveri in canna, hanno messo volontariamente in cantiere il primo dei novantanove cuccioli! Maschio!!.
Si presume che avra i colori di Obama: mooolto trendy!



Diversamente da ciò che ne potrebbero pensare gli estranei, per una mamma in sostenibili condizioni psicofisiche ed economiche il disinteresse del figlio per quanto possa addolorare è cosa irrilevante, vieppiù se giustificato dagli impegni che egli ha assunto nel proprio percorso quotidiano
Ripeto che non mi spiego come una simile serenità d'animo torni incomprensibile a Giovannone. Di contro capisco il suo essersi messo in allarme per una pseudobadante gerontofila di Bohemia, povera donna.
 
Sì,lui vedrà pure giusto, però esagera la preoccupazione.



Vede giusto perchè i vecchi è meglio lasciarli navigare in acque calme. Uno scossone che un giovane se ne accorge a malapena , i vecchi qualche volta  può ucciderli, e qualche altra volta no. Ma più scossoni, a catena, riscossi dalle persone care, con l'andar del tempo inevitabilmente li usurano. Quindi la malattia, le pasticche e le pillole, i lassativi, la Sanità Pubblica che va a puttana.
 Tutt'altro discorso, per fortuna, quando gli aggressori sono, come nel mio caso, degli sconosciuti. 
Noi contro l'esterno non si è fragili, tutt'altro finchè riusciamo a mantenere intatta la scorza in cui il tempo trascorso ci ha avvolti.
Della gente invadente non ci curiamo. Tuttavia se elementi esterni, sottolineo esterni, vale a dire estranei nella sfera degli affetti o relativamente agli interessi, intervengono a più riprese a scocciarci mentre noi ce stiamo quieti dentro le nostre casette prendiamo le misure per evitare il rischio di débacle.
Una per tutte li vestiamo di ridicolo, e....
Adesso che ci penso!!!!

Giovannone sei sicuro che la gerontofila di Bohemia non rappresenti per me un diversivo di seconda mano?



Vedilo come te pare, ma lei è la Mosca Cocchiera. Crede de manovra' li vecchi puttanieri che invesce la sdrumentalizzano. Praticamente tra le falze monete con cui je pagheno li budini ce stai puro te!
A quelli, bella mia, je serve la tu casa. Te turmenteranno fintanto che nun te ne vai da qui.

Ehm...beh ... se il fulcro del gruppo invasivo è sceso al compromesso di attaccarmi in televisione convengo che l'abbia fatto per premiarla senza cacciare'na lira e per essere poi da lei premiato come se le avesse regalato 200 carati di brillocco... Hai ragione tu...
Qui tocca inkassarsi!?

E aveva ragione anche nonna Teresa:
Gli uomini vanno conservati appesi come l'abito delle Feste
Altri tempi! Noi puttane eravamo privilegiate perchè le donne caste o mistificate tali erano tante. Oggi c'è la Globalizzazione e sono privilegiate le donne caste perchè ne sono rimaste poche.
Perciò le Puttane Italiane sono sparite!
Il mestiere non rende ed è preferibile allinearsi con le caste..
Non vuol dire se il mercato si allarga. 
La tariffa delle Gerontofile è troppo concorrenziale.
Le masse non se ne accorgono: quando nasce una figlia la puerpera, che nei Secoli orsono piangeva paventandone la sorte, adesso se la vede valletta di Gerry Scotti, invece che puttana!
Pensano che la pupa saprà cavarsela in qualche maniera, ma si tratta di una convinzione irreversibilmente epidermica, dettata dai Media, soprattutto i Televisivi. Una situazione transitoria. Grazie al cielo anche questo Secolo correrà via nel mentre che le menti si lustrano!

La Bara.
Avv.Vespillo La Bara per la cronaca
.
Mi ha attaccata da RaiDue (Radio Televisione Italiana Ente di Stato) dandomi per psicolabile poichè non mi disfo delle bassotte o in ultima analisi non faccio loro recidere le corde vocali.


Prugna baSotta di Cermania Jà

Ricordo che una quarantina di anni fa La Bara era solito telefonare
alle redazioni romane dei rotocalchi, anche alla nostra, di
TETTE&CULO, 
offrendosi nel caso servisse un parere legale nella stesura di pezzi della cronaca nera: 
consulto gratuito da onorare citando il suo nome in pagina.
 
Ah! La Visibilità!!
Guarda come gli ha fruttato: a forza di sentirlo citare a membro di segugio, il volgo ora lo intende un Principe dei "fori"!!!

Non so se qualche altro collega oltre a Riccardino Bettedavis, lo abbia mai consultato e quindi citato in un servizio di TETTE&CULO.
Riccardino sì, gli dava corda fraintendendolo un corteggiatore, e l'idiota non se ne accorgeva!
. Certo che io no: all'epoca disponevo di due boyfriend avvocati, tra i più  brillanti di Roma! 

Per dire che io e La Bara non abbiamo mai una volta in questa vita parlato assieme.

Tuttavia ha detto da RaiDue che sono una "instabile", una che "soffre di "turbe psichiche"
,
attribuendo la diagnosi psichiatrica
ad "ignoti inquilini altri", la
merdaccia! 

Rid!Rid!Rid!

Poi ha timbrato lo stato mentale assegnatomi con un

"Inconfutabilmente"

Rid!Rid!Rid!Rid!Rid!

Se Giovannone ha allestito questo teatrino per distrarmi dall'assenza di Pippo ha commesso una bella marronata!
Mille volte me lo ha ripetuto:

Non ho facoltà di impedire, ho soltanto facoltà di riparare

Voleva dirmi che per dimostrare di essere capace di riparare rompe?!

Dovrà darmene conto prima o poi perchè io questo calice non me lo son cercato!!!

Una neuropsicolabile come la descrive La Bara: vecchia e sola.
 Aggiungerei "di salute cagionevole" se è vero come è vero che la mente governa l'organismo. E tuttavia una sufficientemente lucida da
riconoscersi nella descrizione circonstanziata e inequivocabile
 trasmessa da RaiDue, andrebbe a rischio di togliersi la vita.
Kasso!!!

E magari dopo si verrebbe a sapere che ella fu una dei pochi che
pagano l'Abbonamento RAI!

Rid!Rid!Rid!


bassotto  Marius la fa sopra la toga d'er Barazza da Balera


Negli ambienti forensi romani chi non lo conosce, La Bara?
Lo chiamano Er Barazza da Balera! Eh sì!
Stiamo proprio raspando nel fondo!

Però se voleva irritarmi l'azzeccagarbugli è riuscito a farlo mediante la calunnia arnese cui ricorrono gli avvocaticchi della sua risma,
t
irando in ballo gli improbabili commenti degli
innominati inquilini
.
 
Esclusi dal sospetto chi con me condivide il trentennale attraversamento del medesimo portone: colleghi con i quali siamo cresciuti insieme, ed assieme abbiamo cresciuto i nostri figli.
Per questi, troppo buoni loro, lo so di rappresentare addirittura un'icona!
Q
uegli altri, arrivati qui via via, gente comune che non ho avuto il tempo di conoscere, con la quale non ho mai parlato, non so come si chiamino e che mestiere facciano?
Bah! essi mi conoscono quanto Er Barazza.

E allora?

Allora: niente di personale. 
I cani so come vanno accuditi, ne ho sempre posseduti, e quaranta inquilini lungo un trentennio non hanno mai avuto a che dirne.

Debbo rifarmi a una indimenicabile gag di Totò: le botte le ho prese io però non le ho accusate perchè chi me le ha impartite credeva fossi un'altra persona.
Effettivamente la questione non avrebbe dovuto essere tra me e er Barazza bensì tra le mie due baSotte di Cermania jà e la sua gerontofila di Bohemia titolare legittima delle diagnosi psichiatriche affibbiate a me!!

Difatti non mi venga a dire, Er Barazza, che dettagli tipo la instabilità psichica e le turbe mentali sono ingiurie di coinquilini mai frequentati e con i quali non si ha mai fatto a capelli!!!
Quelle finezze da criminologo del Reader' Digest a Er Barazza in Love gliele suggeriva l'attesa del Premio, consistente il
 budino al Viagra 
confezionato comeddiocomanda dalla
Gerontofila di Bohemia.

Tanto false erano, le opinioni altrui da lui riferite, che dopo la trasmissione televisiva qui non si è più mostrato!

Se viene ancora a farsi fare un budino sarà solo nel profondo della notte 
Vuoi per la vergogna, vuoi per paura di buscarle dall'inquilinato:
kassissuoi!

Addio wekend estivi del 2007
Tre giorni la settimana tappati dentro il camera&cucina a sudare sì come il Rodolfo d'Absburgo con la Vetsera nel Padiglione di caccia!

 "Povera gerontofila di Bohemia!" che, oltrepassati i quaranta, uno come er Barazza da Balera lo aveva atteso fin da quando stava attorno ai venti! Donna sfortunata!
Ne ho passate di peggiori però mi sono capitate, alcune fui impossibilitata a dribblarle, ma non sono mai stata io a cercarmele.
Sarà perchè non sono altrettanto furba ...
Sinceramente, dispiace constatare che una, dopo avere ottenuto il necessario, si faccia del male col tentativo di afferrar quisquille!
Fosse stata meno esosa, la Love Story avrebbe compiuto il suo percorso naturale ed io ne avrei tratto documento di paragone tra le attuali 
gerontofile dell'Est e le belle puttane coraggiose del tempo che fu!

Mannaggia la miseria non sapete quanto m'avrebbe intrigato!!!

C'è da dire che in Italia (non so in Bohemia!) i puttanieri di cultura retriva, specie di età avanzata e di origini meridionali, se si accorgono che una è puttana dentro si sentono persi: a rischio essi stessi di subirne il tradimento. E scappano via.
P
retenderebbero di peccare sull'anime candide!
Le gerontofile dell'Est lo sanno. Non ce n'è una che è una ad ignorarlo!
Lo hanno appreso nei Corsi Preparatori svolti nei loro Paesi prima di avviarsi alla ventura. La nostra eroina, pure lei lo sapeva, e curava  
la postura scenografica della zitella bene educata che se chiami cazzo il tuo coso nel mentre che te lo culla la scandalizzi da farla cadere al suolo tramortita! 
Quei cinque o sei mesi sotto protezione di er Barazza da Balera era stata brava, poverina. Vestiva alla Lady Caracciolo e si era tolta l'ossigenato dai capelli in obbedienza al nuovo Status Symbol. Solo quando, in bikini, pestava il bagnasciuga come fosse la passerella di un Concorso di Bellezza i cattivi soggetti la scambiavano per una vecchia battona. All'insaputa di La Bara però chè appesantito da quel po'po' di monumento alla prostatata in spiaggia non ci veniva. Vestita, profumata, imparruccata, sembrava invece una quarantenne decorosa, perfino eccessiva per un Barazza! Ma ....

Quelle malchance pour la pouvre istigare lo spottone su RaiDue!!

Come smarrire la schedina vincente.

 Aveva cominciato a camminare tutta tronfia col culo da una parte e con i piedoni a dieci centimetri dal suolo, sopra un tappeto di euro, diretta alla qualifica di very important personality. Er Barazza le mandava perfino una colf a rassettare il camera&cucina ogni giovedì di vigilia dei weekend di passione!
Pazzesco perdere una retribuzione esentasse a propria misura esaltante, per accanirsi contro una vecchina dolce e mite e due piccoli cani....

Kasso! Con quel che costano i soldi in Italia!!!

Cani? ...Diciamo che all'epoca del primo Esposto erano due microbi, complessivamente neanche un chilo di cane!
Di madre Toy sedotta da un media taglia, partecipi di una cagnolata
di sei, Pippo le prese per salvargli la vita, e me le aveva consegnate  
tutt'e due, pensa un po', dentro una scatola da scarpe... 


Rid!Rid! Che tenerezza!

Era il giorno della buona azione evidentemente, e il lazarone volle farla doppia: una salvare le cucciole, l'altra lasciarle a me, a farmi compagnia, dopo essersi defilato.
 
Rid!Rid!
 
Fisicamente mi conosco e perciò, sofferta di recente la scomparsa della mia bouldogue, era già stato deciso che la passione cinofila doveva essere dismessa. Non ho più il fiato per correre con i cani...
Prugna e Castagna le avevo accolte in risposta all''emergenza pensando di cederle. Mi ero rivolta ad alcuni veterinari e, su internet, cercavo chi potesse farle felici meglio di me. Sicuramente con la santa pazienza lo avrei trovato ... quando la crucca nevrastenica non ti va a combinare un diavolo a quattro?
Prima si fa dare in fitto il camera&cucina, nonostante le cucciole si fossero bell'e segnato il territorio nel mio giardino, e, dopo aver ottenuto la casa si mette a sparare Esposti a raffica contro l'abbaio.
In sostanza se baSotte tetteske jà sono rimaste qui è stato per merito suo.
Non sarà mai che io assorba ancora imposizioni. Sopravviene una reazione meccanica, detta viperina, ad ostacolarne l'assimilazione.

Nota bene: negli Esposti e in TV, La Bara usa l'imperativo:
"Deve Disfarsene"
E non c'è bisogno che adesso io ne spieghi il significato
.
Purtroppo, da quando si applicano pesanti sanzioni a chi viene sorpreso ad abbandonare un animale per strada, ce ne sono che ripiegano col farlo eliminare. Può darsi su consiglio di principi dei "fori" del calibro di Vespillo La Bara!


Tenni le bassotte. Voi cosa avreste fatto?

Rifacendomi al povero Corrado quando conduceva La Corrida:
"non è finita qui!"

Cioè: finisce qui per la gerontofila di Bohemia.
Per la narratrice invece qui comincia perchè non sarà mai detto che io lasci il lettore nel nebuloso senza sviscerare la storia nei suoi minimi aspetti: drammatici e comici, soprattutto gli inerenti l'inquinamento politicosociale che divora il nostro Paese.

Comincio con i dettagli drammatici? Massì! Così ce li togliamo di torno!

Nel corso della trasmissione er Barazza mi segnalò più volte:
 
Una Povera-Signora-Sola-Moltomolto Anziana- Sola-
Una povera signora sola che si è "spaventata" alla vista dei Vigili Urbani
...................................

Segno che fidava nel Calabry Power: un qualche suo comparuccio graduato dei vigili urbani, addetto al Sociale per raggiunti limiti d'età, aveva accolto l'Esposto, già rifiutato dai Carabinieri, quindi aveva imbastardito per benino i due agenti inquisitori inviatimi:
una bassetta che mentre parlava mandava lo sguardo in panoramica fin nei più remoti angoli della stanza, contrariata del non trovarvi tracce di sciatteria senile, l'altro che fungeva da testimone muto ( sic!) ed esaminava uno per uno i miei DVD sul tavolo, caso mai ve ne fossero stati di discutibili oppure di contraffatti....



 Se il comparuccio avesse trovato elementi per contrabbandarmi una "disturbata", lo avrebbe favorito con l'avanzare il tentativo di internarmi in un ospizio:
per il mio bene!




Non potendo farlo ha onorato il Calabry Power raccontandogli di avermi spaventata, invece di riferirgli di avermi indotta ad educatamente inkassarmi. Eh sì, proprio inkassarmi! Perchè, per dimostrargli di avermi nuociuto, mi appioppò una multa da 200 euro per omesso microchip alle due neonate nonostante gliele avessi dichiarate in transito. Quella multa arbitraria che poi mi venne annullata da Walter Veltroni.

Ecco, di questo a Uolter debbo rendere merito. Non è riuscito a farmi dare una casa però la contravvenzione tarocca me l'ha tolta. E non è poco perchè, non so se ve ne siate accorti: l'agibilità del comune
cittadino viene contrastata in un regime di Dittatura col tappargli la bocca e in uno Stato Democratico col tralasciare di ascoltarlo.

donna  vecchia- decrepita- psichicamente instabile- (sottinteso incapace)- soggetta a turbe mentali- (quindi pericolosa per sè e l'altrui?)- che vive sola- vive sola - vive sola- vive sola-
(
quindi senza assistenza alcuna a governo della sua instabilità?)-

Chi l'ha detto?

Mò sorboleee! L'ha detto l'Avvocato della tivvìRai!

Ambeeh se l'ha detto la tivvìraientedistato allora è vero!
 
Ma chi è Kafka confronto a Er Barazza da Balera?!



Dicevo a Giovannone che esagera la preoccupazione?

Ah! Ma che scema! Come coraggiosa sono già recidiva tra coloro
che dicono di non avere paura perchè sottovalutano gli elementi
che dovrebbero suscitargliela!

Mi racconta Francesco Caruso di un ragazzo, povero e sprovveduto, privato di un sostegno familiare, internato senza via d'uscita, se non quella dell'impiccarsi, nel Manicomio Criminale di Aversa, per aver preso a pugni un'apparecchio telefonico pubblico della Stazione Termini, attraverso il quale aveva fin lì litigato con la morosae avere in seguito risposto in malomodo al poliziotto che lo redarguiva.

Vale a dire che dove il soggetto è solo ed indifendibile, mentre noi dormiamo inconsapevoli, gli incubi di Franz Kafka smarginano tutt'intorno. E i TG si guardano dall'informarci!

Si, che io avrei ragione di avere paura!

Tutti avremmo ragione di avere paura, prima o poi!

Personaggi assai secondari, come er Barazza da Balera, che si professano "potenti", in realtà sono soltanto "compromessi" nell'anticamere del Potere, possono diventare parecchio pericolosi.

Povera signora sola?

Mio figlio non sarebbe in grado di prendersi cura di me. Percaritàddiddio! Secondario che non ne abbia la possibilità, sarebbe la sola idea della convivenza a suggerirgli panico!

I coinquilini storici più che deplorare l'azione rivoltami non potrebbero.
Sono  civili borghesi, non sanguigni  proletari!

Le strutture assistenziali, considerato l'ammontare decente della mia pensione, sarebbero ben disposte ad accogliermi. 

Non mi resterebbe altro che la ultima fuga. Questa volta in verticale ...

Capito che razza di disegno, per un budino, il vecchio porco delirante!? Che camminava a gambe slarghe col fagottone che gli ballonzolava dentro i pantaloni di cotone leggero color rosso torero.

Rid!Rid!Rid!

Si ride per non piangere, ma la sofferenza del venire così gravemente umiliata senza possedere altrettanti mezzi di difesa da contraporre ai mezzi di offesa, ha divorato del tempo prezioso alla mia vecchiezza.......
Alla mia età ogni mattina che ti sveglia la saluti ringraziando il Padreterno di averti lasciata ancora qui, integra nelle tue facoltà, ed ami il sole, la pioggia, la terra e il cielo, nella maniera struggete di chi sa di avere le valige pronte...Per partire.
Lasciarmi distrarre da un nugolo di mosche della merda entrate in casa mia... entrate...in...casa...mia durante questo lasso di tempo magico, è un delitto che compio contro me stessa e che, per mille e una ragione, a cominciare dalla paura, cui non so più, come una volta, far fronte con lo sberleffo, non riesco ad impedirmi di compiere.

I teleutenti che abbiano udito il TeleLaBara essendo già a conoscenza dei fatti e delle persone, se minimizzano le sue ingiurie a livello di colore, sono dei gran coltivari del proprio orticello.

 Se invece hanno gustato malignamente la decadenza d'Er Barazza
trascurando di sentirsi sodali con l'oggetto che la patisce, sono ugualmente dei gran coltivatori del proprio orticello.

Quando gli uomini erano Uomini qualcuno di loro sarebbe andato a fargli un grugno così...

 Tanti, proprio tanti, anni fa........

In un momento di debolezza, come ne abbiamo tutti, solo alcuni di noi
 li scontano grazzialcielo! volli tentare di predermi una parentesi da ragazza normale improvvisandomi fidanzatina di un ragazzo che mi dava affidamento perchè era scarso d'aspetto, fisicamente parlando, gratificante nell'eloquio e sufficientemente guascone da illudermi che mi avrebbe protetta. Io non avevo casa quindi frequentavo la sua, con
tanto di famiglia servitù segretari sotto il tetto.
Una situazione pulita.



Si cenava tutti assieme e poi di solito si andava al cinema. All'ora dell'ultimo spettacolo quando il grosso del pubblico era scemato, perchè lui faceva l'attore e non voleva essere assediato dai fan. 
Aveva raggiunto una discreta popolarità con i suoi primi successi di caratterista in film fortunati, e perciò chi lo riconosceva veniva a dargli fastidio. Difatti neanche al cinema andavamo da soli.
Ci accompagnavano il suo segretario, il pressagent, a volte qualche amico e a volte un parente, a volte amici e parenti.
 Si blindava neanche fosse Gregory Peck!
Mah! forse faceva per incantarmi? Ottimo! Perchè la ragazzina arrivata dalla campagna ne era affascinata!
Per il resto, riaccompagnandomi da mia madre coccole bacetti e bacioni, di tanto in tanto qualche bucolica aggressione che però finiva con tante scuse:
Non è colpa mia se mi fai girare la testa

Poi venne la volta in cui mi oltraggiò stuprandomi dopo avermi narcotizzata. Lo so che questa bisognerebbe inserirla nelle 
Regole di Murphy:

nessuna certezza di essere protetti dalla famiglia altrui.

Anche se devo dar atto al fratello di quello stronzo di averci provato:
la sua presenza che cercava di scardinare la porta della sala da pranzo dove stavamo rinchiusi, vi batteva contro i pugni e gridava,
(Pazzo, cosa fai?! Fermati!)
la avvertii entrando in un deliquio che svaporò solo allorchè il fidanzatino mi ricondusse da mia madre. Alle cinque della mattina.
 
Io, considerati i trascorsi di famiglia, non sono quella che va a piagnucolare in un Comando di Polizia.
Non lo denunciai. Sarebbe servito a far gridare la mamma allo scandalo con una sequela di esclamativi a seguito. Ed inoltre per come venivano considerate le donne che subivano violenza non valeva la pena sottostare a indagini altrettanto violente. Chè poi tutto finiva lì.
Il Codice contemplava lo stupro un delitto contro la morale, e non contro la persona.

E buon me ne colse di non avere inoltrato denuncia!
 
Difatti di quella notte recupererò vagamente in memoria molteplici orgasmi, che mi sembravanò sollecitati, uno via l'altro dai ragazzi belli di Velletri, dei quali mi sembra, altrettanto vagamente, di avere gridato i nomi.... Tutto sommato mi ero divertita, abbiate pazienza se vi appaio immorale! E' solo una spolverata di pragmatismo!

Ma alla verifica di un medico non risultò la da me desiata deflorazione.

Rid!Rid!Rid! Certo che a me è capitato di tutto, anche ciò che sarebbe spettato a chi non gli è mai capitato niente!

L'incapacità del maschio raddoppiava l'affronto ohibò!

Bene, mi ricompongo! Volevo dire che quella era la Roma dei Romani, di cui canto il peana qua e là.
 Solo il tempo di confidarmi all'innamorato di una mia amica affinchè qualcuno mi compatisse, e all'alba di due giorni dopo trovarono l'attore in una piazza del Centro, steso, massacrato dai cazzotti.
Gli autori: ignoti. Neanche io ho saputo chi siano stati.
Sono ancora qui che mi domando dove si fosse cacciato il corteo
eterogeneo con cui il mio fidanzatino si proteggeva dai fan.
Vuoi vedere che si blindava per tutt'altro che incantarmi?  
                       
La Cronaca ipotizzò questioni di droga: era imperfetto, ma attendibile.

Di quei tempi gli seccò la carriera, in compenso il piacere del commettere sopruso si valorizza dal momento in cui si inizia a pagarlo ...............O no?!

Chi il sopruso lo ha invece subito viene parzialmente curato solo
dal Gesto di Giustizia che allenta il morso del rancore...

Io mi salvo perchè sono la bambina rimasta sveglia una notte intera a riversare un quaderno brutto in un'altro nuovo, bellissimo.
Mi organizzo e riorganizzo senza eccessiva fatica e perciò non ho mai assunto psicofarmaci di sorta, neanche durante la drammaticità di un mobbing talmente esemplare nella conduzione che quando ve lo descriverò vi si rizzeranno i capelli!
Però quanti altri, che siano stati feriti, una o più volte, e mai curati, non finiscono con l'accucciarsi col sonnifero la sera, e col destarsi con l'antidepressivo, la mattina, per tutto il restante della vita, finanche dopo aver dimenticato quella offesa mai sanata?
Ben gli torna alle Industrie Farmaceutiche!
Vengono alimentate da ciò che attualmente passa il convento.

Cioè dalla generale sopraffazione dei forti sui deboli.
 
Catastrofica per le giovani leve che la soffrono peggio di noi e vi fanno fronte con la violenza.
 
Mi si gelano i polsi!

Certo, se si fosse un Paese attento al benessere dei cittadini
 davvero che una Autorità, udito l' aita aita di Er Barazza, avrebbe indagato, e poi, nel caso di una demenza conclamata, lo avrebbe fatto ricoverare onde impedirgli di fare altri danni!!

Invece come niente fosse stato!
La Rai continua a spiaccicare sui nostri televisori la sua faccia gialla,
 la sua bocca dilatata, piena di saliva e di kassate

Riferii ad alcuni quotidiani. E, a Mister Kabul partecipe della Commissione di Vigilanza Rai uscente inviai anche il DVD della trasmissione. Nessuno che mi abbia cagata!

Rid!Rid!Rid!

Dalla RaiTV Ente di Stato neppure una virgola di scusa.



Cosa me ne tornò?
Soltanto la verifica dell'esistenza di un Elenco di Italiani ove io per errore risulto affetta da demenza!?
Ma davvero eh! Ne sono tuttora convinta e non ho la voglia di scherzarci perchè anche i dementi sono dei Cittadini che meritano rispetto!



Avrei potuto denunciarlo assieme alla Rai: per ingiuria.
Sarei caduta nel ridicolo, ma potevo farlo! Senza patrocinio.
 Sappiamo che difficilmente avvocato mangia avvocato. In questo caso poi ...Dove lo trovi un patrocinatore disposto a misurarsi con un simile esemplare?

Allora, dietro consiglio di
Prugna&Castagna di Colfioretti baSotte tetteske jà,
ho mandato l'ingiuria su youtube e ci siamo messe in attesa che sia lui a denunciarci intanto che ci divertiamo a raccontarvele!


Castagna  baSotta di Cermania  Jà




Avv. VESPILLO LA BARA
PENAL.ISTA
CIVIL.ISTA
CONDOMINIAL.ISTA
PIZZICHI.ATRA
CRIMINOL.OGO
PUTTANIERE

La visibilità da una ventina d'anni è diventata l'arma di difesa più
venduta: ti maschera, mimetizza, non sei più chi sei, bensi chi riesci a dar a intendere d'essere, quindi ti si può chiamare come si vuole.
Lui adesso è troppo vecchio ed affermato per andarsene raccattando le citazioni da consulente su TETTE&CULO.
Giace sporadicamente alla RaiTV Ente di Stato ancorato  ad un altro relitto umano suo pari
Si allena. quando gli riesce, al patrocinio gratuito o D'Ufficio di nullatenenti autori di efferati delitti. Oppure annuncia di essere in procinto di riaprire Celebri Processi rimasti insoluti, inerenti grandi personaggi. Fa niente se gli eredi delle illustri vittime lo scansano.

Ciò che lo mantiene a galla è annunciarlo sui giornali.

Il burino che questiona con un altro burino legge e abbocca!
 



Che le bassotte lo infastidissero quando veniva a farsi weekendare dalla gerontofila di Bohemia lo credo. 
Ma era relativo a un problema suo, di lui: Vespillo La Bara in persona.

Non era, come dice da Raidue:

Abbaiano molto e molto spesso, anche la notte!

. Tutt'altro. Sono mica sceme!
L'abbaio è un lavoro da svolgere solo se stimolato dall'esterno.

Lasciarle in giardino di notte poi...!
Col rischio che, piccole, tenere, com'erano, un ladro cinofago di Bohemia me le rubasse
?

Ciò che lo infastidiva, ci scommetto, era il sussulto provocatogli dall'abbaio di guardia qualora scattasse improvviso.
Suona isterico di prima battuta: bububu uhuhuh in crescendo, eppoi stoppa.
 
Ma per neutralizzarlo bastava cautelarsi evitando di farsi cucinare certe cosine!
 
Verosimile infatti che il sussulto disturbi un settantenne in malarnese che stia gustando la fase conclusiva di un budino confezionatogli dalla
Gerontofila di Bohemia!

Rid!Rid!Rid!

Però ...
 


... Parlarne addirittura in televisione fu biecamente strumentale!
Alla inutile vanità della gerontofila di Bohemia che vi si ammirava rappresentata sotto le magnificate spoglie di una giornalista (sic!) corrispondente di varie testate di kasso... Pardon! Cosa mi fate dire....  
Corrispondente di innominate (anche esse come gli inquilini ingiuriosi) testate italiane ed estere del kasso!

Ed arriviamo così ai primi dettagli comici della storia.
 
Nel suo spot er Barazza usa l'abbaio come soggetto per parlare della sua gerontofila, e, in secondo luogo, come supporto logistico per confermarne una identità di 
giornalista.
Senza un soggetto et complemento di luogo non poteva concedersi di parlare della crucca!

Bisogna sapere che un altro vecchio, tale Sughero Rebibia
(da non confondere con Rebibbia, a scanso che se ne dichiari il proprietario!)  compagno di vita della gerontofila di Bohemia avanti che La Bara ne divenisse il compagno di weekend, e, forse suo impresario prima durante e anche dopo La Bara, brigando nei meandri del'immondizzaio calabro, era riuscito a regalare alla donna un Tesserino da Giornalista Professionista.

Autentico!



 Cheddiocenescampieliberi!! Peggio che se l'avesse ingozzata di cocaina a cena e colazione!
Uscita da quel poco senno che possiede fa robe da matti per diffondere di essere una
Giornalista Professionista! E mi raccomando di non dividere il Professionista dalla qualifica di base!

Nota bene: non dice faccio la giornalista bensì sono una giornalista
!
E in merito bisognerebbe darle attestato di onestà intellettuale.
Per farlo infatti dovrebbe scrivere sui giornali! Per esserlo basta dirlo!
Ha impestato il web con questa referenza estesa all'inverosimile così da tacitare chi osi dubitarne.
I titoli delle testate, italiane ed estere, nelle quali avrebbe scritto e che potrebbero facilmente referenziarla, quelli non li nomina però. Eccheccavolo! Hai fatto trenta, fai trentuno: cita Le Figaro, il Time e l'Espresso! 
Mica ti ammazzeranno!
Tale reticenza costringe il La Bara televisivo a garantircela Giornalista Professionista in quanto coinquilina delle due baSotte tetteske jà, che abbaiano nella casa di una giornalista. 


Rid!Rid!Rid!

Si affanna. Come a voler farci intendere

Se vive là vorrà pur significare che di una vera giornalista si tratta, cribbio!

Poi, senza contare un inquilinato che è eterogeneo, vedremo come ci arrivò, lei, in questo mitico Palazzo!

Rid!Rid!

Strumentale altresì, lo spot, ai propri interessi personali, del La Bara, e non solo gli intimi riscuotibili prontacassa sotto forma di budini: anche a quelli per così dire di facciata, riscuotibili sulla pubblica piazza! 
Habituè del sottobosco notturno del giornalistume, fregiarsi dei servigi di una dichiarata giornalista estera era una bella rivalsa nei confronti delle mignotte non iscritte all'Ordine, che da troppo tempo non gliela danno più!

Non ci si può credere che la RAI consenta a un tappabucchi come
il La Bara, raccomadato dai ras della Prima Repubblica,
ma attualmente ancora in foglio paga con il danaro degli Abbonati Rai della Seconda, di fare un uso personale del mezzo pubblico?




Se non ci si può credere, eccomi qua. A disposizione!

Sono una combattente, io!

Obietta Giovannone che di simili battaglie meglio fare a meno.



Lui dice che:

Dove che se fa notte avant'a sera gente da cortello e da galera

Rid!RidRid!

Gio' non fare il rompiscatole! Lascia che io faccia divertire questi amici miei dopo avergli fatto piangere tutti i dolori arrecatimi da fasssiti e komunisti, assieme alla triste istoria della ragazzina costretta a fare la puttana senza darla!

In questo palazzo da decenni non si nasce e non si muore, i giovani se ne sono andati a vivere altrove, noi, inqulini storici, come altrettanti paguri, protetti dalla conduzione borghese, fisiologico che prima o poi arrivasse un diversivo e che diversivo!!!! 

E io, nonostante gli affronti subiti, dovrei educatamente vietarmi di farvi fare delle crasse risate?

Questi tre, Gio', te ne accorgi subito che sono il Prototipo, fuori corso, del pataccaro postbellico Anni '45-'50. Esilaranti!

Rid!Rid!Rid!Rid!Rid!

Lei mezza età dell'Est tutta imparruccata, La Bara e quell'altro, Sughero Rebibia, che, dapprima con La Bara se la dividevano, poi  è stato da lei scacciato con la Forza Pubblica, e in seguito, scomparso er Barazza,  riassunto: due vecchi calabri malmessi. 

Rid!Rid!Rid!Rid!Rid!

Li hai mica visti te in duello per i begli occhi da gallina della
gerontofila Dulcinea sulla Rotonda davanti il palazzo !?

Rid!Rid!Rid!Rid!

Settant'anni a carcassa, Rebibia che suonava schiaffetti, splik! splik!  sul faccione di La Bara, pciak! pciak!
Immaginateli!
Toccherà suggerire il siparietto a Banfi e Villaggio!

AH!AH!AH!AH!AR!AR!AR!AR!RID!RID!RID!

Tutta una messa in scena allestita da due compari di vecchia data, secondo me, per far sì che la cessione della donna dell'uno all'altro apparisse all'inquilinato e ai Carabinieri, forse perfino alla stessa donna, una
Storia Passionale invece di una Squallida Intesa!

Di alternative Vespillo La Bara, marito, padre, nonno, e porco morigerato, ne aveva due.

Se rispettava la gerontofila, una era portarsela via dall'ambiente dove essa aveva convissuto con l'amico Rebibia. Elementare, no?!
Le avrebbe affittato, se non comperato, un quartierino in San Babila cancellando così ogni traccia di passato prossimo.
 
Se invece la riteneva una baldracca, per proteggere alla menopeggio il decoro, proprio, e dell'amico Rebibia, al cospetto dell' inquilinato doveva per forza ricorrere alla sceneggiata!

Difatti gli inquilini più sentimentali come il coro greco di Woody Allen:

Povero Rebibia! Le ha dato la casa, gliela ha arredata, e adesso gli
tocca guardare l'altro che viene a scopargliela!

 sotto i suoi occhi...povero Rebibia...

Povero Rebibia... sotto i suoi occhi...povero Rebibia...

... sotto i suoi occhi...

........sotto i suoi oh...

Così come Kafka fu un'ombra rispetto a La Bara, Boccaccio fu un'educanda rispetto i due vecchi sfruttatori di manodopera estera!



Dimmi cosa c'è da ridere -
fa Giovannone-
Una come te dovrebbe compatirli. Ma siccome mi hai già dimostrato di essere una conformista che non ammette il sesso tra anziani ...

Un ...kasso! Tanto mi bastonarono quei due, prima uno e poi l'altro, per amore della Dulcinea, che neanche immaginavo fosse lei ad agire.

Me lo riferirà in seguito uno degli inquilini con linguaggio colorito:

Cercava adesioni all'Esposto correndo su e giù per le scale come 'na zoccola




In questo stabile la "zoccola" ci arrivò parecchi anni orsono, quando faceva la barista al Tufello, raccolta e condotta qui a vivere con sè dal Sughero Rebibia.
 Il Mio Uomo: lo chiamava così avanti che La Bara si scocciasse di visitarla in casa d'altri, e avanti che il Mio Uomo, lusingato dall'assiduità e dalla protezione dell'avvogado bodende, brigasse, presso un proprio comparuccio della Immobiliare, per farle ottenere il camera&cucina a pianterreno.

Ovvio che Rebibia si credeva autorizzato ad avere ingresso nel camera&cucina che le aveva approntato come già Vespillo La Bara aveva avuto ingresso nella gerontofila di Bohemia quando essa viveva con lui!
Mica si aspettava un crudele pussavvia!

Sono davvero capaci di tutto queste crucche gerontofile, fino a smarginare dai Codici di Schengen e pure da quegli altri: della Mala!

Seminai più uomini io che Carlo in Francia e mai che mi abbia sfiorato l'idea di allontanarne uno a mezzo di Diffida Penale. Direte che erano più mansi perchè non l'avevano assaggiata, io dico che proprio per questo erano più allupati.

E comunque nessuna donna affidabile denuncerebbe per stalking l'uomo con cui ha dormito fino a poche settimane prima. Anche lo stalking per essere tale vuole il suo tempo.

Difatti dopo aver denunciato quel povero vecchio che in cambio di qualche budino l'aveva mantenuta ed educata per anni, l'idea di incontrarlo sembrava terrorizzarla.

Dentro i negozi gridava: 

Aiutoo chiamate i Carabinieri un uomo m'insegueee...!!!!!!

Non c'era alcun inseguitore o comunque la gente non ne vedeva.

La camionetta dei Carabinieri mattinate davanti il palazzo ad attendere Rebibia per ammonirlo!!!
(Il potere di farceli stare non poteva essere che di La Bara, ovvio!)
 

Lei è di un pavido...!! Non ci siamo mai scontrate verbalmente, e cerchiamo entrambe di non incontrarci fisicamente.
 Se capita guarda altrove. Quando è sola.
Se l'accompagna qualcuno mi fissa negli occhi con un sorrisino di sfida.
 
.Oocchio! Non è una della serie

Povere Clandestine!

Discese dagli inferi, assieme alle altre di coscia lunga, saranno già una ventina d'anni.Tutte fortunate. Le altre! Riscossero dai nostri brevilinea sovrappeso notorietà e prestigio: nella Moda, nel Cinema, alla TV.
Al peggio si sono decorosamente sistemate con l'industrialotto
belloccio di provincia.
Per capire la sua sfiga basterebbe
consultare in un dizionario la parola

Cretino:

colui che nuoce agli altri senza riceverne un tornaconto

Eh sì! Per essere cattivi non basta la coscia lunga: occorre
 del talento. Chi ha del talento incanala la cattiveria verso un obiettivo serio, non se la gioca alla carlona per verificare il proprio potere sui vecchietti che più di tanto non daranno, o per parlare di sè e delle proprie patacche, o per destare tenerezza col farsi compatire.
La cattiveria è una robba orrenda, spegne la felicità fisica, agevola i malanni. Tuttavia in base ai contrasti della mente umana sanno esercitarla con profitto solo gli intelligenti. Tanto meglio se moderatamente psicopatici. E con le psicocose, lei, la gerontifila, non ci ha proprio a che spartire: le manca lo spazio ove alloggiarle!



Siccome qui c'erano i cani, poteva chiedere un'altra casa, dove la voleva, visto che dentro la  Immobiliare i calabresi ci hanno fatto il nido. Tu cosa avresti fatto Gio'?

Avrei chiesto n'atra casa oppuro avrei comperato li tappi pe'
le 'recchie. Il problema è che se non abbita viccino a Rebibia cià paura, e Rebibia sta qua e vuole la "tua" di casa.


Sughero Rebibia (da non confondere con Rebibbia....eh!eh!) fu lui a lavorarsi quel povero cervello, ad insegnargli ad usare la patacca per apparire altro da quel che impostandoci l'illusione che siamo dei fessi. 
Per non spenderci una fortuna, come di regola i vecchi bavosi con quel tipo di femmina, Rebibia l'ha fatta invaghire di se stessa attraverso il proprio modo di vederla affinchè non si distacchi da lui senza tornare a riconoscersi la ciofeca che è.

Di lì le mire ottimistiche che le impediscono sia l'autocritica sia di esaminare gli ostacoli!

Vero che è il Rebibia a volere questa casa da puttana:
le uscite una via l'altra: dalla porta, dalle finestre e dalle portefinestra. Salti in garage sia dagli scalini del giardino sia da quelli dell'androne. Entri nell'ascensore che ti conduce alle cantine ed esci due, tre,
cinque portoni più in là!
Massima discrezione: qui possono entrare in molti e poi uscire d'ogni parte senza essersi incontrati.
Sarebbe stata ottima per la Legge Carfagna!
(
se il racket della prostituzione vi avesse aderito invece di trasportare in altre nazioni la maggior parte delle sue fanciulle!)

L'edificio è modestissimo, livello Case Popolari, ma si sa che tutto è relativo alla percezione individuale.


La cavalcata della valchiria

Non si era ancora trasferita nel pianterreno quando involontariamente (ma della involontarietà non ne sono mica certa!) mi fece sapere quali intenzioni avevano circa la mia persona! 
Insieme con Rebibia venivano giù il pomeriggio. Cominciavano ad arredare
 il camera&cucina. Al momento occupato, sembra, solo sulla parola,
in attesa che il Consigliere calabro, comparuccio di Rebibia, in forza alla Immobiliare, ne facesse autorizzare l'assegnazione. 



 Insomma, uno di quei pomeriggi, mentre sto chinata ad accudire le bassotte, non ti vado a udire quella là, dall'altra parte della siepe che divide i nostri giardini, esortare Sughero ad abbandonare il proprio appartamento del IV° o V° piano e chiedere in fitto il mio?!

SDENG!!

Testuali parole:

Mi hanno detto che a loro (la Immobiliare) se ci mettiamo in regola va bene!

(
un'altra eccezione consentita a Rebibia concerneva occupare da 10 anni un appartamento senza esserne il legittimo titolare)
 
Se scegli un appartamento della medesima cubatura del tuo, a loro va bene.
Se tu vuoi questo della vecchia: è grande come il nostro
.
 
Mettici subito un opzione chè lei quanto dura?
non la senti?
Tossisce continuamente!!
ih!ih!ih!
Noi due ci trasferiamo lì da lei, e quest'altro qui lo facciamo
 intestare alla mia mamma.

(Chissà quale dei due appartamenti era destinato ai weekend di
La Bara?)

 Il quanto bastava a rammentarmi che il Rebibia pochi giorni prima di iniziare le ostilità era venuto in casa mia a chiedermi:

Per Piacere mi mostri le tue stanze? Solo per vedere quali differenze
ci sono tra il mio e il tuo appartamento
.
 
Dopo averli uditi scommettere su le mie attese di vita, ovvio, capiii che la visita di Rebibia aveva avuto lo scopo di preventivare la collocazione dei suoi mobili nell'abitazione della
morta!!!

Aveva voluto dirmi perfino quanto pagava di fitto, lui. Per sapere quanto pagavo io.


 
Porca Miseria!!!!
Prima furono i fassisti. Dopo i fassisti furono i komunisti.
Adesso anche la Legge Carfagna?

Nel tetto sopra la mia testa il Padreterno ha installato una riffa?

per quale kasso di ragione mi tocca essere sempre la cartina di tornasole di tutte le disgrazie che piovono addosso al mio Paese! !

E intanto il costo dell'affitto cresce cresce cresce....
Il mio 1939 si avvicina minaccioso....

Non sono gli zingari il peggio che ci è arrivato dalla Schengen....


SUGHERO REBIBIA
LATIN LOVER
GIORNALISTA
SCRITTORE
EDITORE
CINEASTA
PLAY BOY


Tralasciamo chi sia stato prima chè, per parlare del passato di un individuo che tiene la propria identità dentro la cassaforte delle apparenze, bisognerebbe assumere la effebiai!
Secondo Radio Serva fa il rappresentante di auto usate, oppure le dà in affitto, visto che intasa i posteggi con parecchie vetture che appaiono e scompaiono poi riappaiono, inoltre affitterebbe le camere a nottata a certi conterranei calabri cui necessita una ferrea privacy non altrettanto garantita dagli hotel romani (in un modo e nell'altro dentro il palazzo dispone di ben tre appartamenti, il suo e due altri contigui, intestati a persone sue, e di sei posti auto) e farebbe anche l'impresario di badanti, chiamiamole così.
Se è:, pure questi sarebbero tre mestieri (come quelli che egli dichiara: giornalistascrittoreeditore).
Di mio mi attengo a quanto abbiamo visto guardandolo distrattamente durante i suoi primi strusci lungo il viale condominiale assieme alla sua gerontofila di Bohemia:
una macchietta che si arrampica su per l'aria sperando di farsi notare!


GERONTOFILA di  Bohemia
di BOHEMIA
BARISTA
GIORNALISTA
SCRITTRICE
GERIATRA
PARLA 15 LINGUE

The freedom and independence are very important to the hysterical personality. Like to be in the spotlight and want to feel admired,...
a sentire un magrebino che viveva praticamente in simbiosi col vecchio Rebibia, assisteva ai llitigi, osservava le pretese eccessive di lei.
Sarà perchè non ne ho mai conosciute di simili:  da un lato la vedrei
un personaggio da film comico-grottesco, buffo e tragico a un tempo, e da un altro lato
mi fa paura!
Con lei non ho mai discorso, ci saremo scambiate il saluto meno di dieci volte finchè ha abitato nella casa di Sughero. Ci s'incontrava difficilmente, ma neanche a questo facevo caso perchè non è che avessimo qualcosa da dirci.
Inoltre non son gente che cerca chiacchiera. Piuttosto dall'atteggiamento nell'incedere direi che  vorrebbero essere guardati! e immaginati come vogliono loro.
Tranne un paio del genere champiste fuori stagione sue pari, lei, e il magrebino, lui (uno che si qualificava altrettanto oscuramente giornalista, editore etc.)
non mi è mai capitato di vederli parlare con alcun'altro del condominio.
Ovvio che dopo essersi dichiarati giornalisti, editori, scrittori, se si dà chiacchiera
alla gente sul portone del palazzo uno straccio di domanda te la devi aspettare.
Giornalista in che giornale?
Editore di ....?
Scrittore!? Cosa hai scritto? Per quale Casa Editrice?
(La Casa Editrice ha da essere citata, che se è una dove pubblichi a pagamento non va
le)
.
Si tratta di domande innocenti, sospinte dall'agonismo del fan a caccia si selvaggina e frenate dalla diffidenza del condomino. Alle quali bisognerebbe dare un'altrettanto innocente risposta. Ma come si può rispondere senza rinunciare
all'appannaggio del mistero!?




I pataccari -dice Giovannone- sono tenuti in vita artificialmente. Pensa un po' da chi? Da lii burocrati piccoli piccoli che te piasciono tando!! Sembre loro!!! Beh! No tutti li burocrati. Solo quelli che indosseno'n puttaniere sotto l'abbito confezzionato dall'ex fattorino de Caraceni.
 

L'uccello morto di Picasso 

Comprensibile, Gio', se a questo punto sospetto di dover individuare il Problema Casa in un karma?
 
La Galuppi, nel negozio della quale mia madre andava a confidarsi entro i pomeriggi montrappesi, lo vide chiaramente leggendomi il futuro.
L'arcano la spaventava, e perciò ripeteva più volte il giro delle carte.
Ma la risposta non cambiava mai.

questa bambina -esclamava contrariata la Galuppi- la vedo sempre in mezzo a una strada

Mandava un sospirone e tornava a mischiare le carte.




Poi c'è quel sogno, che sembrava confermarmi il karma poco prima che i due calabresi mettessero la gerontofila di Bohemia 
a vivere qui accanto...





Domanda Giovannone:


....E a te che frega di un sogno?


Ho dei presentimenti, Gio'. Mi preoccupa quel sogno, Gio'...

Difficile che io riesca a ricordarmi di un sogno, e tuttavia ogni tanto capita: dove il sogno equivale ad un avvertimento, un'annunciazione, una consolazione.
 
Quando l'Editore di Tette&Culo mi mandò a casa il Riccardino, a propormi un contratto di tutto rispetto, alcune notti prima avevo sognato una parata di carabinieri sui cavalli bianchi.
Un mese fa ho sognato di percorrere una salita di pietra lucida,
credo fosse quella di Urbino però più erta, quasi verticale, faticavo
bestia e non me ne davo pena, solo quando giunsi a due bracciate
dalla cima fui colta dal panico: come avrei fatto a discendere?
Ieri notte idem, solo che questa volta la parete era di terra friabile. Non me ne davo pena. Continuavo a salire tutta contenta fino a pochi centimetri dalla vetta quando, di nuovo, mi preoccupavo di come avrei fatto, dopo, a discendere ...
Questo sogno non so ancora interpretarlo però mi attendo dei cambiamenti, vedremo quali....




Nel periodo più duro del mobbing non si contarono le notti in cui mi ritrovavo con la mamma e con la nonna che sembravano vive, noi tre nel crepuscolo, sedute su una panchina di fronte a una fontana in un piccolo giardino di Parigi  Stavamo lì, vicine, quiete, senza avere niente da dirci.Non eravamo mai state a Parigi assieme. Quanto a me solo dopo averlo sognato rammentai che in quel pezzetto di giardino mi ci aveva condotta al guinzaglio il doberman di Fracois una volta...Vent'anni prima!

Si trattava di un sogno consolatorio. Cuciva gli strappi.
Non prometteva rattoppi.
Sfumò pochi mesi prima che la situazione si stemperasse. 
Pochi mesi prima. No dopo. Il che esclude una suggestione.

Accadde quindi che una mattina marzolina dell'anno di grazia 2005, mentre mi accingevo ad alzare le serrande della casa, rammentassi di avere sognato di chiudere l'inferriata della portafinestra sul giardino.
Nel sogno accadeva che mentre applicavo i lucchetti alla grata arabescata, attraverso la quale passa a malapena un gatto, due mani di donna morta, grandi, adunche, grigie e gelide, afferravano dall'esterno le mie mani e mi attiravano con forza fuori da casa mia, tutta intera, 
attraverso la grata arabescata.



Vabbe' data l'infarcitura cattolica ebbi il dubbio che mia madre 
chiedesse aiuto. E sarei anche andata in chiesa a farle dire una
Messa di Requiem, se non avessi temuto il solito pippone del prete contro il divorzio. A me. che non ho mai contratto un
matrimonio cattolico! Insomma, ragionando decisi che era stato 
solo un sogno. 

Invece era davvero un avvertimento.


Mi si stava per scodellare il dramma da condominio
peraltro assai diffuso di questi tempi a causa delle troppe
menti tormentate, eccitate, corrotte e corrose dal malvivere
e dall'invidia

Quel sogno mi angustia Gio' perchè mi domando se quella mostruosità riuscirà a cavarmi fuori tutta intera di tra le inferriate dalla mia casa.
Immagina che dolore venirne estratta a striscie!




Inoltre adesso sogno troppo spesso di mia madre partecipe alla mia quotidianità. Non mi si mostra. Non la vedo nel sogno. Ne avverto la presenza, di solito nello svegliarmi e mentre mi addormento.
La sento, come se fosse in un'altra delle stanze, in procinto di entrare dove sto. Ma non entra. Mi aspetta. Non fa niente e non mi dice niente. C'è.
Ed io ho affatto voglia di incontrarla.

 
Io e mia madre

Io e mio nipote: Yannick


Il figlio di  mio figlio!

Affittai questa casa situata dalla parte sud di Roma, verso il mare, nel 1979, per via del piccolo giardino, che sarebbe stato indispensabile a mia madre. Ricoverata per la frattura del femore, una volta dimessa avrebbe gradito gingillarsi con la cultura delle piante. Invece ad abitare qui non ci arrivò mai. Avrei dovuto intenderlo un segno...
Dopo la scomparsa della mamma mantenni la casa ingrata, che mi costava ore ed ore di viaggio per raggiungere il posto di lavoro attraverso una rete viaria perennemente intasata. A volte perfino tre ore per otto chilometri: un record del masochismo.

Ma c'era questo piccolo giardino!

Temevo che il bambino affidato a baby sitter approssimative, una via l’altra, chiuso dentro un appartamento di città, crescesse pallido. Intendo dal punto di vista caratteriale. Dargli lo sfogo di un giardino che si apre su un prato condominiale sufficientemente vasto, a quei tempi popolato dai figli dell’inquilinato, mi sembrava giusto.
Rifacendomi inoltre alla serie dei desideri esauditi rispondeva appieno:
fin da prima che Pippo venisse al mondo avevo accarezzato l’idea di farlo crescere in una  borgata romana dove sarebbe venuto su tosto.
Che dir si voglia: cazzuto!
Si era trattato soltanto di un idea vagante, in risposta a certi bambini dei Quartieri Alti che mi sembravano diggià addestrati a tenersi in bilico tra l’essere e l’apparire.
Di fatto non ero mai andata in giro per borgate a cercar casa!

A via Valnerina, in faccia al Parco di Villa Chigi, stavamo un po' stretti, io Pippo e bassotta Caramella al piano di sopra, mia madre al piano inferiore, ma non c'era da lamentarsi. Godevamo il vantaggio del pieno sole, degli alberi che filtravano i gas del traffico stradale, e di ambienti eleganti, freschi d'estate e ben riscaldati d'inverno, al costo di sole 70.000 lire al mese, tutto compreso.
Accadeva però che la proprietaria, vedova di un Questore di Roma,
fosse in trattattive per vendere tutto il piano cui apparteneva il piccolo appartamento e che io comprendessi le esigenze sue prima delle mie. Non si arrivò quindi alla querelle dello sfratto, tanto odiosa quanto in voga all'epoca. Comprensibilmente. Perchè di case in fitto sul mercato non ce n'erano. Così come oggi non ce ne sono. E probabilmente non ce ne saranno mai a sufficienza.
Così quando l’Immobiliare mi offrì questo appartamento mi tappai gli occhi, le orecchie e la bocca come fa famosa scimmietta.
Ed anche il naso!
Pensai solo al giardino che, tutto sommato, benchè piccolo era abbastanza arioso e assolato nel pomeriggio.Allora lo era!!

Vederlo adesso..... 

Impiantato un muro di alloro dalla parte dove mi arrivava il sole, orrendo, alto, sempre più alto, rafforzato da Rebibia con teli scuri, negandomi perfino un pertugio attraverso il quale aprire il cancello condomniniale con il telecomando, la gerontofila nel periodo in cui si ritenne la Signora La Bara  aggiunse una grande tenda da salumeria installata a suo capriccio fuori regola, più in alto dello stabilito, in conflitto con lo stile dell'edificio, così che dalla finestra della stanza che butta sul giardino io non veda più neppure uno spicchio di cielo!
Quella stanza la uso ormai solo di passaggio, non mi fermo più, neanche lo spazio per vedere un film su SKY.
Lo sguardo mi sguscia fuori dalla portafinestra sulle piante che stanno soffrendo e soffro anche io. Per non dire della tosse che se mi attacca mentre vi soggiorno tocca scappare via, portarla a sfogare altrove.
Dove la gerontofila non può udirla e compiacersene.
La sua vociaccia dentro il cellulare, chissà perchè sempre espansa dal suo giardino quando negli appartamenti abbiamo campo, e il mio televisore a palla affinchè dentro casa mia non si oda.
D'estate gli spray insetticidi da poco prezzo, per difendermi dai quali devo chiudere tutti i vetri delle finestre, se non mi decido a denunciarla.
Roba che neache a Scampia!
Ma questa è gente che con la complicità dell'Immobiliare la fa da padrona.
Kasso!
Rebibia mi gridò Ti mando in galera! perchè una bassotta gli abbaiava contro. Minacciò di picchiarmi perchè sfaccendando cantavo Mina urtando i nervi della sua donna.
Lui, i compari suoi, e le sue pseudobadanti, molestano i vicini del IV° e V° piano con bussi, grida, risa e lamenti fin'oltre le tre della notte.
Nessuno dei vicini avanza proteste perchè dicono di temere la gente che frequenta la sua casa: Certe brutte facce!, esclamano.
Tutti hanno capito che la Immobiliare gli è complice.



In giardino le prime a morire furono le Rose ...
Me ne restano due che allugano i rami all'infinito invocando aiuto, e non fioriscono più. Eliminata quasi per intero la spaliera di Gelsomino, quell'altra di fronte ad essa, di Rincosperno, regge ancora il verde, ma dà fiori radi, quando invece ne dava tanti da ubriacare di profumo fino al terzo piano. Anche la mia bella Palmetta è fottuta. Ha resistito più a lungo degli altri, ma adesso si sta ingiallendo. Lo stesso il Lillà e la Cedrina............. 
Ci troviamo in prossimità della foce del Tevere ed abbiamo delle falde sotterranee delle quali a volte mi raggiunge l'odore sordo e pregnante.
Gli indigeni rammentano che il palazzo fu costruito addirittura sopra una marrana dove essi venivano a pescare, e che rimase a lungo mezzo fatto causa l'indecisione se completarlo oppure abbatterlo. Quindi il giardinetto mancandogli il sole si è trasformato in una pozzanghera piena di muffe. Buio, lugubre. Puzzolente. 
Vabbè! Sempre scontato il consenso dei burocrati della Immobiliare. Che secondo me hanno delle mogli chiatte e non sanno com'è fatta quella di una slunga!!! 

Si domandano:
Sarà come quella delle Veline?

Se non la frequentate, regolatevi osservando chi la frequenta, no?


Gio', quel sogno mi è sembrato un messaggio di morte e mi apre un'ipotesi da ipocondriaca.
Se questa qui non trova altri vecchi che cosa fa?
... si attaccherà alla canna del Gas!?
Siccome nonostante tutto quel che mi è capitato non mi è mai venuto in mente di ammazzarmi.....
Se lei rientra a far parte del karma potrebbe accadere...



Eh quante storie! Hai stabilito di farti cremare, 'n zompo col gas te porterebbe direttamente ar forno. A me me pare che sia meglio de l'agonia. Che dovemo da fa'? Te devo da porta'er vademecumme?
Me facciò dà dar collega mio, Gabriellone, 'na brochure assai 'legante addove la ggente se sceglie quale morte fare?
 Io non so dove la ho messa. Non la porto mai appresso perchè non condivido 'ste innovazzioni del cazzo...

Fai te come credi che più mi convenga, Gio'. Ma l'agonia, Gio', mica mi  dispiacerebbe. No troppo lunga, giusto il tempo per fare un resumé... Può darsi che a quel punto si rivedano le cose della vita e....
potrei pure farmi du' risate!




Un altro resumé? Quello che stiamo facendo come dobbiamo chiamarlo? Ma come te va de sta' qui a penza'... Io me so' già rotto li cojioni! Annamo à fasse 'n'aquagimme dai, che ce divertemo da vivi.. Piuttosto... Pozzo prenne uno de li slippe da baggno de Pippo? Ce n'è'na mezza dozzina nella stanza sua...Ah!Ah! Metti che in piscina qualcuno me veda ... me vede nudo Ah!Ah!Ah!




Uhhh... e com'è che io ti vedo sempre vestito punk ?

Dimmelo te. 'N sarà pecchè sei 'na fottutissima borghese rifondaiola?!


SMACK

Trasferitami qui insieme con Pippo, che aveva cinque anni, passa un anno, ne passano due, l'abitabilità diventava sempre di più carente.
Se n'era andato via Michele Santoro, subito dopo aver ottenuto dai burocrati un altra abitazione, alla Balduina.
Se n'era andato via Santalmassi che era il Numero Uno dei telegiornalisti di RaiDue.
Consentirono un'ottima sistemazione anche a un piccoletto munito di auto, moto e motorino, che lavorava alla Zecca di Stato: un appartamento in Piazzale delle Muse. Così che potesse recarsi in ufficio con le sole suole delle scarpe!
Poi sicuramente se ne andarono via da qui anche altri che ora mi sfuggono.

Per me, donna sola con un bambino piccolo, il posto di lavoro al Centro di Roma, trasferimenti neanche a parlarne.
 
Ti credo! Senza una raccomanda, Redattrice di TETTE&CULO, per giunta in mobbing!

Non può immaginare quante persone io abbia beneficato
mi disse  nell'occasione del rinnovo del contratto d'affitto, l'Avv.Prugnetta, ora  ai vertici della Immobiliare.

Eh no! che non lo immagino!!! 

(il Caso Gerontofila di Bohemia non era ancora venuto alla luce)

Che Pugnetta o altri prima di lui contino dei beneficati rientra nell'anormale normalità vigente. C'è mica bisogno di sottolinearlo!!!
Forse recano benficio a chi li guarda dall'alto in basso oppure li blandisce esaltandone la potenza e la purezza.
Tra me e la Immobiliare non è mai corso buon sangue. Io mi riparo con l'arroganza di chi si ritiene dalla parte dei dannati ed essi imperversano con l'arroganza del forcone.

Sotto l’appartamento in cui vivo, ci sono le cantine e il garage del condominio. Sopra c'è un appartamento adesso vuoto.
Se lo abitano quando fanno la cacca sento la puzza nel mio bagno di servizio, che è cieco.
Dall'Immobiliare mi rispondono che non è vero. Ma niente verifiche.

. Puzzava da anni anche la fogna in giardino, ed essi dicevano che non era vero.
Ma quando ho fatto presente a Prugnetta che anche La Bara in Love
 di certo ne respirava il fetore, vennero immantinente ad aggiustarla! 

Rid!Rid!

La deferenza dell'avvocato da scrivania nei confronti del collega da balera!

D’inverno in questa casa non ti scaldi neanche se accendi un rogo! 
Qualcuno sarà a conoscenza con quale trasandatezza edificavano certi costruttori degli Anni Settanta…
Roma si era mostruosamente ingrandita. C’era la crisi degli alloggi.
Ne tiravano su dove potevano e come potevano contando sul guadagno.
Ce li consegnavano nuovi e freschi di vernice: solo un bravo geometra sarebbe riuscito a capire cosa sarebbero diventati.
Qui per anni abbiamo vissuto con l’umidità che scendeva da sopra e saliva da sotto, un fiore di muffa via l'altro sulle pareti.
Il riscaldamento condominiale insufficiente.
Per sopravvivere alle giornate più f
redde ultimamente è toccato aggiungervi l’autonomo. 
Diciassette anni fa scoppiarono le tubature interne e mi si allagò il pavimento, allora la muffa sulle pareti, non più a fiori, diventò uniforme fino a due metri dal suolo.
Non prima che l’esasperazione mi inducesse a rivolgermi all’Ufficio d’Igiene, vennero ad aggiustare.
Ruppero parecchie strisce di mattonelle, e le sostituirono 
con altre, di risulta, colori diversi e non tutte indenni da crepe. 
Quindi pagavo per un appartamento sano e vivevo in un appartamento indecente.Così per dodici anni. Non mi hanno mai mandato un assicuratore per risarcirmi dei danni. Mbe'? Cosa potevo pretendere?
 
Anche allora ero una povera signora sola, no?

Un assicuratore pensionato, inquilino della ScalaB, che denunciò di aver dovuto gettare i mobili resi inservibili dall'umidità evidentemente aveva adentellati migliori dei miei perchè i suoi mobili gli vennero pagati.
I miei no. Come ho detto non inoltrarono neppure la denuncia alla Assicurazione!

Ripensandoci, chissà se quei maiali non facevano i duri aspettandosi che andassi ad offrirgliela per addolcirli?

PUAK!

Essere inquilina di un Istituto non è come esserlo di un privato.
L’Istituto non ha la faccia. E ben se ne ricorda, di non avercela.
Anche questi sono degli impiegatuzzi itagliani addestrati alla burocrazia itagliana. Soggetti al medesimo percorso degli impiegati pubblici relativamente ai più scadenti, un gradino sopra gli uscieri.




L’assunzione previa raccomanda, l’agonismo delle promozioni, l’abbuffate di maccheroni alla vaccinara fianco a fianco con i superiori; il Calcio, la Schedina, la Fica, la casa estiva, il viaggio organizzato due settimane esotiche, il Mutuo, la I.C.I., la machina con una sola "C".
Il medesimo corpo impiegatizio dei Ministeri, delle Poste, della vecchia Alitalia, delle Ferrovie. Della RaiTV
Li chiamo I Moltiplicanti.
Gli basta lasciar cadere a terra uno spermatozoo nel mentre che si fanno di sotto la scrivania per dar vita a generazioni su generazioni di figli fotocopia del capostipite, che diverranno burocrati a loro volta.
Hanno compiuto i due anni d'età e già sanno in quale ufficio verranno trasferiti da grandi!

Per trent'anni sono rimasta qui sognando di andarmene. Mi tratteneva Pippo, che in questa casa
, e, nella circostante borgata, ci aveva messo le radici: percorso naturale per un bimbo specie se non ha un padre.

Dopo essere divenuta madre non ho più sentito attrazione per il flirt.
Ma sembra che questo sia naturale.
Immediatamente dopo la separazione, quando Pippo non compiva ancora il suo primo anno, un amico cineasta, l'unico del Cinema con il quale avevo condiviso in gioventù una piccola relazione da viaggio, mi cercò. Disse di non avermi mai persa d'occhio e di sapermi, perciò, rimasta sola con un bambino. 
In procinto di recarsi a Parigi per impegni di lavoro, mi invitò a seguirlo portando con me, se volevo, anche Pippo e la sua babysitter.
Tanto tempo che non ci si vedeva, mi commosse, non so se non l'intesi addirittura un soccorso amorevole.
So che mi bastò averlo ricevuto. Forse perchè le storie finite si dice diventino immangiabili o, più probabilmente, per rispetto al mio bambino, non ricordo più quali e quante ragioni mi trattennero, e ciò non mi stupisce perchè ero una persona altra rispetto ad ora.....

Debbo giustificare al Dott. Alzheimer le lacune della memoria come dovute al fatto che solo a vedermi appaio una donna.
In realtà sono diventata una matrioska, ogni pezzo se stante!



Rammento comunque che un'amica assai esperta predicò che avrei dovuto accettare altrimenti avrei sacrificato per il restante della vita la mia femminilità.
E che fortuna, esclamò, trovare subito l'occasione di rimettersi in sella!

Pochi anni dopo anche Pippo mi rimprovererà di non avergli procurato un sangiuseppe che lo conducesse a pescare...

E' che, anche quando facevo la puttana, non avevo mai frequentato un uomo che non ritenevo seducente o che piacevolmente mi incuriosisse.
 Sarà perchè sotto i sessanta mi piacevano tutti... Bah!

Dopo la maternità erano diventati tutti delle ... giacchette
!

L'unico per il quale ho avvertito delle palpitazioni, di recente, è stato il giovane, portatore di leggera difficoltà mentale, di cui parlavo dianzi. Ventissette anni lui, settantassette io.. E questo deve giustificarlo il Dott.Alzheimer!

Rid! Rid! Rid! (a denti stretti!) 

Dopo la maternità continuavo a curare la persona e a vestire elegante solo per mio piacere. Non mi attraeva più alcuno nè mi accorgevo di attrarre alcuno. Garantito che il glamour l'avevo perso irrimediabilmente! Emanavo messaggi di off limits mediante il linguaggio animale!
Allora mi stupii parecchio quando un uomo di taglio marziale mi offrì in regalo un appartamento sulla Piazza Vittorio, alquanto disastrata in quel periodo, ma pur sempre una bella piazza situata dove Roma è Roma, e a due passi dalla Redazione di TETTE&CULO.
Da sballo per una che inseguiva una casa certa da una vita e di recente si era confinata nell'hiterland in misura di tempo milla miglia lontano dal posto di lavoro..

Sissì un bell'uomo tutto muscoli. L'unico palestrato che notavo avanti che Pippo mi tirasse la sottana per farsi accompagnare  a vedere L'Incredibile Hulk!
Le palestre all'epoca non erano pane quotidiano come lo sono oggi.

Lo avevo contattato per intervistarlo sulle strutture della Sicurezza Privata, che rappresentavano un'innovazione ed iniziavano ad espandersi con profitto.
Curioso: quando io ebbi finito di interrogare lui, fu lui a cominciare ad interrogare me!
Capivo che lo intrigava quel mio marito, innocente e sciagurato: dov'era? cosa faceva?
Non ne sapevo niente: per non dar luogo a spiacevoli strascichi mi ero rassegnata a non pretendere neppure quelle due lire di alimenti al figlio.
Certo, sapere cosa stesse faccendo mi piaceva!
E chi poteva informarmi meglio di quel bell'uomo dall'aspetto marziale?
Aveva decine di detective al suo comando!
Lasciamo correre il ritrattino che ne uscì fuori...
Indubbio che a chi lo leggeva suggerissi tenerezza. Avevo superato i cinquanta, vivevo già qui, in questa casa malsana, ero una povera donna sola che lavorava duro in un ambiente malsano,
 ed aveva un figlio di dieci anni.
Non tutti guardano le povere donne sole con gli occhi di un Barazza da Balera, per fortuna! Capita che ce ne siano che le fraintendono addirittura delle eroine. Senz'alcun merito rispetto a un qualsiasi Barazza: dipende da un maggior dosaggio degli ormoni maschili, scientificamente parlando! Volgarmente tradotto:
è una questione di palle!

Non mi corteggiò. Più esatto, io non me ne accorsi perchè non ero interessata nè preparata, e lui non era sdolcinato. Esternava una virilità fassista, sdrammatizzando: tipica del soldato segnato dalle sue battaglie....

C'erano stati un paio di soldati nel mio carnet...


Marc Chagall

 Uno, Claudio, era molto attraente, guidava i primi aerei a reazione ed aveva poco a spartire con l'immagine del militare, averlo preso sul serio, il tempo e i mezzi per coltivarlo nonostante i miei impegni professionali di Puttana Bianca, forse avremmo formato una coppia bene assortita. 
L'altro, Mario, era un Colonello di Cavalleria, vecchia aristocrazia napoletana, poi divenuto Comandante di una Caserma di Motorizzati, sembrava il soldato del Mercante in Fiera! Perfetto. Ritagliato in una lastra di acciaio, pallido come la guerra. i suoi odori, di colonia e di caserma, frammisti, scatturivano da un animo veramente nobile. Mi seguì lungo tutto il percorso della Puttana Bianca, devoto, attento ai miei bisogni, paziente. Non osò mai un'avanzata, non mai insofferenza alla costante presenza di mia madre. Ci s'incontrava, soltanto quando ero io ad invitarlo per un caffè. Ma non lo si creda un fesso. Era un gentiluomo. Segnato da un matrimonio breve e deludente che gli aveva dato dei figli che lo detestavano, per lui la relazione platonica rappresentava un rifugio.
 
Quest'altro soldato qui aveva all'incirca la mia età, forse qualche anno di più. Ed era, diversamente da me, un adulto. Esageratamente equilibrato. Quello che prima pianifica e poi decide. Può darsi che fosse un vedovo, un divorziato senza figli, magari anche un gay, uno che cercava una compagna più che altro di rappresentanza.
Gli uomini maturi a volte affrontano situazioni simili.



Francamente non posso neanche dire che aveva l'intenzione di portarmi a letto. Non mi mandò dei fiori e non siamo mai andati e cena insieme. Unica lusinga: fece in maniera di prolungare la mia inchiesta con una scusa e l'altra così che si dilatasse frammentata in più incontri. Finchè come niente fosse buttò lì che aveva quell'appartamento vuoto. una rottura di scatole, non sapeva che farne e me lo voleva regalare, poi, sempre come niente fosse, aggiunse di avere provveduto all'avvenire di Pippo: lo avrebbe mandato a studiare nel Collegio Militare della Nunziatella al fine di una formazione che sopperiva la mancanza di un padre....

Allora capii che avevo avuto ragione di castigare la mia femminilità

Pensavo di averlo fatto per rispettare la morta che mi giace dentro l'anima senza per questo rinunciare all'impareggiabile felicità della dodicenne, non goduta, immaginata, riesumata dall'immaginario oltre il suo tempo grazie alla maternità.

Invece no!

Lo avevo fatto affinchè Pippo crescesse senza padroni.

Occhei, sbagliavo in obbedienza all'egoismo. Ma la mia esistenza non è forse tutta costellata di errori commessi ad uso di difesa?

Errori?........
Errori secondo il pensiero comune a cui siamo stati educati, con cui ci siamo formati una coscienza. Ma a pensarci bene che ne sappiamo, noi, di cosa accadde a Cenerentola poi che ebbe perso la scarpina e il principe la raccolse? Non ce l'hanno mica detto!
A rigore delle Culture Occidentali una storia finisce bene se i protagonisti raggiungono una posizione economica migliore della originale. Credo che serva a stimolare la volontà di lottare per emergere materialmente sugli altri ed assumere certezze di un benessere futuro, sottoforma di ipotesi.
Ottima strategia non c'è che dire. Vedi il cinema hollywoodiano nel suo primo cinquantennio, contenuto in un ottimismo estremo, e vedi come sono cresciuti robusti gli States.
Ma la storia scritta finisce in gloria perchè, comunque s'immagini possa andare a finire, al culmine della gloria la si mozza. Altrimenti chi la segue cadrebbe in depressione. Tutti piangerebbero sulla rovina dei suoi protagonisti, e l'autore non troverebbe più chi lo scritturi.
Difatti, salvo i film cosiddetti di Denuncia, che ti eccitano mentre li guardi e ti deprimono dopo, quando constati che sono serviti a poco e niente, il personaggio principale, positivo o negativo che sia, se povero persegue una escalation economica, e, se interpreta il ruolo di un miliardario sta bene attento ai propri interessi. La storia di uno che comincia da ricco e poi diventa povero senza per questo dannarsi, le rare volte che ce la rappresentano, verte su uno stravagante, ed è in genere umoristica. 

Quasi certo che una Scuola Militare avrebbe dotato Pippo di una schiena dritta. Gli avrebbe tolto in parte l'allegria e perciò si sarebbe laureato. Ora si sarebbe già introdotto tra quelli della Classe Dominante.
Il fascino, del quale non ha ancora coscienza, lo avrebbe imposto all'attenzione del Potere e forse si starebbe avviando a far parte della Casta dei Morti Viventi: quei poveretti cioè che detengono i destini delle Nazioni fatti forti dal Potere senza possedere nessun'altra qualità speciale rispetto all'ultimo dei proletari. Ma, diobbono! sarebbe diventato un elemento costruito in laboratorio!
E cosa ne sapete, voi, borghesi assetati di benessere economico e vanità, dei traumi derivanti dalle trasformazioni operate su un individuo non consenziente?
Solo io e quegli altri come me manipolati dall'esterno conoscono quella voglia di morire con cui si vivrà per sempre, a causa della quale a volte si muore davvero magari in un banale imprevedibile incidente ....senza che resti traccia di chi ti ha veramente ucciso.

Allora chi lo sa cosa, e quali, sono gli errori che commettiamo, i miei o i vostri?


Il mio Proletario con il suo Proletario yunior

Poco tempo dopo, la inossidabile Fortuna, che evidentemente nutre una passione per gli ignavi, o, probabilmente lui, Giovannone, o, entrambi assieme, non mi organizzano un'intrallazzo con una gentile persona dell'Ambasciata Australiana?!!
Avevo già cinquantacinque anni, l'età che culla l'idea del declino.
Il mestiere mi divertiva ancora epperò come avevano ridotto TETTE&CULO, il mobbing, una Causa al Tribunale del Lavoro, le ore ferma dentro il traffico, ero sistemata in maniera che andando in redazione, la mattina, toccava scendere dall'auto per vomitare.

Mi garantiscono il lavoro a Perth per un foglio bilingue inerente la Cinematografia!!!!!

Diommio Tu ci sei, ci sei davvero, ed io ti piaccio!

Ma Pippo non volle sradicarsi.

Non si può mettere al mondo una creatura per poi farne ciò che si vuole

Non ha voluto smuoversi da qui fino a quando, guadagnata una risicata indipendenza, se ne è andato a vivere da solo. Nella borgata confinante, mica a lo sprofondo eh! A due passi dalla mamma. Per godimento di privacy.

Via lui, r
imasi qui come l’Aida dentro il sepolcro, ormai paralizzata dalla situazione economica

Metà della pensione allo Stato e metà della rimanente metà alla Immobiliare.

Appesantita per di più da questa ipotesi di karma, secondo cui dopo tanto lavorare e tribolare per raggiungere una riva sembrerei destinata a finire tale quale fui nel febbraio 1939.

Ovvio che salva da quel passato perfido avrei avuto i mezzi per assumere a chaperon un legale che mi avrebbe tutelata dalla Immobiliare
Meglio: la Immobiliare non avrei avuto motivo per conoscerla.
Chi è, ditemi chi è, quell'italiano che non abbia ereditato dalla famiglia almeno un vasetto col basilico?!

Alla verifica, vedi che non ero stata una ragazzina stupidina?
Non era per fatuità se mi ravvisavo in Marlene!
Sapevo di poterne uscire solo diventando una Puttana.
Era inevitabile. Anzi: ineluttabile.
E sono certa che sarei stata una puttana intelligente.
Se non mi fossero venuti meno gli strumenti base del mestiere....


La vita, che cosa di più bello esiste al mondo...?
(cit. Shirley Bassey)

Ah sì, io che me la son sfogliata tutta dalla prima all'ultima pagina ve lo garantisco:
la vita è bellissima e non c'è problema che possa metterlo in discussione!!



 E perciò ritorniamo a parlare d'amor!?

Massì, Giovannone 'o Squartatore!
Torniamo alla nostra
storia sentimentale senza età
Perchè non lo vedo più? 

Lui per rispondere si lascia assorbire dal suo manicure, scuote la chioma:
 
So niente io. De che stai a parla'

Non sai niente. No, vero?

Te piutosto che discevi? Pe' fa' all'amore bigna esse'nnamorati de sè, der proprio corpo, de la propria pelle? 
 
Non è forse vero?!

Vero è che me sei uscita fora 'na vecchiaccia volgare, conformista.
Convenzzionale sopratuutto. Volevo allargarte er core, nun le cosce, cara la mia signora tanto perbeeene!
Anvedi che mò pe' fa'l'ammore se debbia pe'forza scopa'...
Poi me parli d'annima, tu a me'! A mme c'ho visto anneme immense!?
 E nun sai manco che er corpo è'n'involucro messo torno-torno all'anima solo pecchè a LUI er lavoro gli uscì'mperfetto e dovette porvi rimmedio aggiungendo i sensi attorno ai sentimenti, la carne attorno allo spirito!
Donnetta!! Io mica m'erio allevato 'na donnetta...
Porca la putanassa vedi come semo falliti
,
tutt'e due.
E vince sempre issa'à società de mmerda coi suoi consensi e i suoi divieti ... I suoi DIKTAT!
Pace! Ringrazia per le caramelle che voleveno regalatte.

Vabbe' ciai raggione. Ma lui dov'è, perchè non lo vedo più?

Macchiloconosce?! Che ne saccio io addò sta. Starà cercando altrove quello che cercava. Ventisett'anni: un fiore!
E s'era fatto mechare le tempie da Lillo HairStyle pe'nvecchiasse'n'anticchia...

...mmazzate oh!! Se vede bene che non lo conosciii...

Cazzi miei. Che te frega, a te

Si capisce che quel ragazzo ha dei problemi...Ti ho soltanto chiesto dov'è ...se sta bene se sta male. Punto.

Se lo vuoi t'arritorna. Punto!

E' sempre stato rude, Giovannone. Ed ermetico. Fin da quando iniziò a prendersi cura di me! Rammento con tenerezza come mi insegnò a cavarmela nell'attività di puttana.
Nonna Teresa mi dettava i principi. Lui presiedeva all'azione di guerriglia e come sorvegliava affinchè nessuno mi nuocesse tanto da farmi male!!!.
 
Erano gli Anni Cinquanta



Ostia 1954
convengo che sarebbe meglio non ci fosse
 la carne attorno all'anima. Ma d
ettavano legge
Lollo, Taylor, Bardot. perciò zitti.

Comunque, se volete mi allungo!



eh!eh! così sono alla Moda!

Di quei tempi una siffatta, lunga e secca, se ne stava chiusa in casa a piangere!

Giovannone; col passare del tempo ho imparato a decifrarlo.
Il suo obiettivo principale è tenere sotto controllo la mia autostima.
A costo di mentirmi.
Nelle prime materializzazioni degli Anni Cinquanta, dal porcopartenopeo in poi, assumeva l'aspetto di Fred Astaire.
Elegante, misurato. 
 Di dentro lo smocking però parlava anche allora un romanesco
imbastardito 





Mi convinceva che avevo inserita nel motore l'autoprotezione.
Snodando le parole in una sorta di cantilena, mi raccontava: 

Si divegnuta inviolabbola quanno t'accorgesti de nun ave'paura

 


Johnny Depp con Betty Sue in braccio: 1966

Più tardi, assunte le sembianze di Johnny Depp, non cambiò metodo.
Ovviamente ero cambiata io. Gli davo meno problemi.




Mi domando dove finisca. La paura. E dove cominci. 

Senza paura cosa avrei fatto se avessi conosciuto il marito della Cecioni: il ripugnante burocrate ripieno di danaro, cav. dott. Cecioni?
Immagino che avrei fatto ciò che ho fatto.

Sarei stata estremamente seduttiva.....

Lui, che eccelle nel comunicare con la forchetta, mi avrebbe invitata a cena. Fuori casa ovviamente, e fuori mano, in una trattoria dove si mangia daddio.

Gli avrei risposto che la trattoria sì, però a colazione

Lui sarebbe venuto a prendermi alle 12 su la sua sfavillante Lancia.

Sarei stata deliziosamente allegra, a tavola

Lui alle mie battute avrebbe riso a bocca piena.

Poi saremmo saliti in macchina, parlando del più e del meno.

Intanto la sua mano molle avrebbe cercato le mie mani.
Tanto per cominciare.

Altrettanto per cominciare, mi sarei rattristata sempre di più.

Cosa mi accadeva?

Oh, niente, niente!

Niente? Finora era allegra. Le ho fatto qualcosa io? Le è dispiaciuto che le abbia accarezzato la mano...?

Mannò! Cosa va mai pensando (pausa...) Anzi, se c’è un momento in cui si ha voglia di tenerezza (pausa...filo di voce) per me è proprio questo...

(A volte i mariti delle signore Cecioni erano talmente buffi da estrarre lacrime fuori dal gran ridere represso).

 

Lui avrebbe fermato la macchina sotto un cipresso, e mi avrebbe teneramente stretta al cuore. Un bacetto schifosamente umido sulla fronte, dove c’è l’attaccatura dei capelli:

Che cosa gli hanno fatto di male a questa bella bambina...?

Io sarei affondata in un mare di lacrime incapace di schermirmi....

Manno! Davvero... niente (pausa... ) Sono cose di famiglia, sa com’è (pausona ...) Quando lei mi ha raccontato di suo nonno che a novant’anni andava a pesca di lucci, ho pensato alla mia nonna…


sarei affondata in un mare di lacrime ....

La nonna deve operarsi (pausona...) Non sta bene, poverina. E non posso farla operare dal prof. X, che è il migliore (lungo silenzio...)
Lei, Commendator Cecioni, la sento un amico e (
pausa...seguita da toni di festosa sorpresa sommessa) mi domando perché? Dato che (sorrisone malinconico ...) ci conosciamo da così poco tempo....
Ma mi ha raccontato dei lucci di suo nonno, e perciò sento che a lei posso dirglielo: è dura per me, acc…se è dura !
Adoro la nonna e sono tanto in pena (
silenzio di piombo
...)

Rid!Rid!Rid!

Soltanto un bruto avrebbe approfittato di una così dolente creatura, e soltanto un morto di fame avrebbe omesso la soddisfazione di mostrarsi un appetibile nababbo col togliersi dal portafogli l’onorario del grande chirurgo.
Un bel gesto, e, in soldoni, soltanto un anticipo sulla fiducia, da annotarselo sul taccuino:
per prestazioni future eventuali

Gli uomini con le mani nella pasta del Miracolo Economico si concedevano d’essere straordinariamente sentimentali, e generosi.

Dal ’49 al ’63 la nonna subì circa 100 "interventi chirurgici", eseguiti dai più insigni maestri del bisturi, italiani ed esteri, in ogni parte del mondo,
ed io venni da lei eletta "sua figliola onoraria"

Complici, ridevamo assieme rammentando le sue eroiche incursioni nella dispensa di Casaren: le stesse che sul momento mi avevano impietrita. La fame aguzza l’ingegno: pontificava sospirando.
La fame è bella le facevo eco

Moralmente mi ravvisavo al giovane maschio che intraprende la strada del pugilato perché in casa sua sono troppe le bocche da sfamare.

Per come intendevo il ruolo non ero in grado di capire se fossi un qualcosa di più o di meno della demivierge proustiana.
Dirmi puttana sarebbe stato un vanto poichè non mi occorreva la manutenzione del ginecologo.
Geisha ?

… in un certo senso. Essendo una da compagnia…
cioè un waterclosed dove riversano ricordi e confessioni, verità e menzogne, sofferenze coniugali, filiali, paterne, difficoltà esistenziali, amori passati e fantasmi presenti, finanche le quotazioni della Borsa assieme alle istanze sull’esistenza di Dio…



Un inquadramento sindacale avrebbe potuto collocarmi nel Terziario (Tertiary Sector). Ma da libera professionista diciamo che potevo ritenermi, con un minimo margine di errore, una Puttana Bianca.
Dal termine romanesco sbiancare (mandare in bianco).
Copyright per la qualifica.


Acqua e ciacher ‘n sfa’ fritel (Con acqua e chiacchiere, cioè senza l'insegnamento, l'esempio che dir si voglia, non si fanno le frittelle) dicono a Bologna.

Mica vero! Solo sulle chiacchiere invece appoggiava l’unico modello valido cucinatomi. Dalla nonna.

Modello più che altro letterario di una fantomatica parente vissuta a cavallo tra Otto e Novecento.

Da come me la romanzava, era alta, elegante, e molto ricca. Neanche bella. Accanita avventuriera, pare viaggiasse su piroscafi e treni di lusso, e frequentasse i grandi alberghi internazionali. Viaggiava molto ed esclusivamente per proprio diletto. Ed era una donna distratta.
Dice che smarriva oggetti di valore oppure poshette contenenti ingenti somme di danaro. Al momento giusto. Cioè quando si accorgeva che un ricco babbione la bramava.

Mon Dieu! Sono rovinata ! Adesso cosa faccio !?

Ah! Non si sconforti madame! Mi ritenga a sua completa disposizione!

Per quale ragione faceva la rapinatrice d’alto bordo?

Chissà se la nonna non me la tirava in ballo per rimediare al mal fatto (nondarlanondarlanon) dimostrandomi che, in fondo, la donna può ottenere autorità senza essere puttana a tutto tondo purchè sia disonesta al quadrato.

A me non piaceva.

 Tu nonna non capisci che "puttana" è un marchio che i reazionari applicano alla donna quando, con i mezzi di cui essa dispone, intende essere simile all’uomo!

E poi davo la stura alla filippica:

"Dammi retta, nonna !La puttana è una creatura stupenda: vive intensamente, ride e piange con tutti i sentimenti. Acquista spessore! Volendolo può ascriversi un’esistenza a forti tinte ritmata da passioni romanzesche. Può disporre di molto danaro e di beni al sole, acculturarsi, realizzarsi in ambito sociale, diventare la compagna di uomini famosi, una capitana d’industria, una grande attrice. Tutto questo senza sentirsi legata ad alcuno.
Riconoscilo che è’ un essere superiore! Ed è soprattutto onesta… Rispetto a una tapina che raggira e poi scappa. Suvvia!".

La nonna si stringeva nelle spalle, sembrava non intendesse replicare. Ma, alla fine di un silenzio dato per conclusivo, sbottava:

La puttana si vende, la truffatrice no!

E intanto non perdeva il filo del suo discorso:
…quella parente là aveva cominciato a viaggiare per dimenticare un bellimbusto, tale-Febo-che-quando-aveva-voglia-di-lavorare-faceva-l’imbianchino. Condizione incompatibile col ceto della famiglia di lei, quindi matrimonio assolutamente avversato. Ma tale-Febo, piuttosto che di sposarla perseguiva l’obiettivo di scalzarle quattrini. E gliene aveva tolti parecchi sotto forma di gioielli vebduti per compensare debiti di gioco e altre menate del genere.

Ecco, vedi? Lei non aveva bisogno di danaro, ma di vendetta

Come te
, diceva la nonna.

Nonna! Togliere soldi a un ricco che non ti ha fatto niente di male,
 che vendetta è?
mormoravo delusa.

Se un ricco dimostra di volere approfittare di una povera ragazza, la povera ragazza può vendicarsi di lui svuotandogli il portafogli, e non gli arrecherà un gran danno. E una specie di "vendetta politica"!
Penso che tu dovrai vendicarti prima di ricevere il torto se non vuoi che i torti ti sepelliscano

La "parente" di cui vai cianciando non era una "povera ragazza".

Uffa! Generalizzavo, no?!

"Generalizzerò anch’io ricordandoti la morosa dello zio. Quell’ingegnere che aveva salvato la Pinin? Faccio per dire eh!

Quello è un caso a sè: lui la Pina la tolse dalla strada. Altri invece sulla strada ce l'avevano fatta finire

…Bambini Bambini Bambini state attenti al Mago di Oz, non vi fidate del Mago di Oz, non giocate col Mago di Oz. E soprattutto non prendete caramelle dal Mago di Oz…

E se uno mi dice: ti regalo la tua bella casa in via Frattina?

Mai al mondo!!! Una volta dentro quella casa potrebbe mostrarti la faccia che ti ha nascosto. Ci sono dei depravati che non immagini neppure!

E se uno mi dice: ti voglio sposare?

Mah! Difficile che un ricco si sposi con una che non è più ricca di lui e per di più non si sa da dove viene né dove vada. Sicuramente no a scatola chiusa! Può essere, dopo un lungo rodaggio se proprio gli sei entrata nel sangue: chi te lo garantisce a priori? Allora era meglio se ti sposavi uno di Montrappone.

Pensavo che qualcuno mi avrebbe insegnato almeno a fare la puttana...

Questo è certo! esclamò la nonna, chè leggeva nel pensiero.

Non so se quei dialoghi si svolgevano con la metratura che vi riferisco adesso. In effetti mi sembra che fossero più emozionali nella loro stupidità apparente. Comunque questa era la sostanza.

E, se sposassi un povero?

I poveri per noi non debbono esistere!!! Noi dobbiamo proteggere tua madre. Ti toccherebbe separarti da lei, e allora a lei chi ci pensa? Vuoi farle del male anche tu? Non gliene hanno fatto abbastanza fassisti e komunisti?

I fascisti e i comunisti…la puttana bianca intesa un Movimento Politico… oddioooo! Ma... era stupendo!!!
Ci buttai sopra due versi da osteria:

"Fascisti, di destra e di manca: tieh!

"Alla facciaccia vostra, tieh!

"So’diventata’na puttana bianca:

"Una che non la da però ci campa"
......................................................

... sei un genio !!" esultò la nonna.

Scadeva nell’esternazione tipica dei vecchi che intendono pepare i giovani. Da parte mia, senza ancora capirne le ragioni, temevo di essere un bluff.

Fisicamente rispondevo bene

Non avevo l'aspetto della verginella



Vedi i primopiano del ’52 scattati da un fotografo di Federico Fellini.
Non sono fotografie di pregio.Non danno risalto agli occhi. Che erano il meglio delle mie virtù. Tuttavia rendono bene quella certa coglioneria mascherata da aggressività che suggerisce buoni auspici per la caccia 

Che ci facevi con una tipa così arrogante?
La strappazzavi, la domavi, la facevi tua, e l’abbandonavi, trasformandola 
Ragazza Facile!

 Provaci, no?! Ehhhddai provaci !!

Tutte le ragazze perdute (a casa mia s’indicavano in tal maniera quelle che avevano avuto una o due relazioni complete) ci erano passate. Alcune mi avevano confidato le loro pene d’amore, mentre ci gingillavamo lungo i viali di Cinecittà: urgeva sfogarsi, fosse stato uno schiaffo, fosse stato un abbandono.

All’anima! che razza di mascalzoni avevano incontrato!!

Io, neanche uno. Ovvio. Esse portavano avanti una relazione fino a che non degenerava, io la interrompevo prima di cominciarla. Avrei dovuto perseverare…
E’ che, assunto il ruolo della Puttana Bianca diggià oberato dalla sindrome di cui andrò a narrare, la nonna aveva aggiunto un'aggravante mettendomi in guardia contro le Tre P: Potere, Politica, Pistolo.
Diceva che le Tre P sono da eventualmente usarsi, fulmini e saette se invece gli consenti di usarti! Si correva il rischio di divenirne succubi: non più proprietari delle proprie azioni e del proprio destino…
Delle prime due P ne sapevamo qualcosa. La terza P come me la descriveva lei era da brivido!!!












































 

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