etteratura,fotografia" /> MioFEUILLETON | Volevo diventare 'na puttana | Il Cannocchiale blog
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Volevo diventare 'na puttana
SOCIETA'
18 febbraio 2007
RIFLESSIONI DI UN'ASPIRANTE PUTTANA
 

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Prima, a proposito dell'eroe d'Africa chiesaiuolo che voleva comprarmi, stavo domandando cosa s'intendeva per puttana, e cosa s'intende.
Capisco che vogliano fare la differenza tra Astinenza e ...Luxuria  ma neanche questo mi convince perchè una donna può condurre la castità ed essere mentalmente una puttana anzi, una puttanaccia, mentre invece una lussuriosa potrebbe condurre rettitudine di pensiero, nevvero?

Nel Novissimo Dizionario della Lingua Italiana Palazzi finito di stampare nel 1970, la parola Puttana non c’è. E non c’è neppure nel
Thesaurus di Word97!
Parola antica, caduta in disuso. O non, piuttosto, cautela dei dubbiosi.
Come si fa infatti a dire Puttana quando il titolo è fuoricorso, termine arcaico da sottoporre a decantazione finchè non torni sottoforma di neologismo nei tempi a venire.
Trovo eccezionalmente la Puttana nel maggiormente spericolato Sinonimi e Contrari della Zanichelli, edito nel 1982:

Puttana qui significa un sacco di hosaccie:

s.f. (volg) prostituta, meretrice, etera. Passeggiatrice (euf.), battona (pop.), malafemmina (dial.), mondana, sgualdrina, baldracca, bagascia, donnaccia, cortigiana, mantenuta. Peripatetica (euf), zoccola (fig., volg.), troia (fig.), squillo (gerg.).

EhhEhhh !!! Esagerati !!
Salvo la Malafemmina, tutte l'altre sono chiaramente delle oneste bottegaie.
Niente, proprio niente a che fare con la magnifica
Puttana!

I sinonimi non li voglio più. Voglio il significato della parola in sé.
Mi rivolgo al Dizionario Treccani. Ed eccolo qua, l’etimo!
Dal francese antico: puta, putaine.
Allora: puta= putta=fanciulla.= giovanefemmima.

Mbeh!? Quale sarebbe la peculiarità?!

Precisa però il Treccani:

Puttana: "talora figurativo riferendosi spregiativamente a chi per tornaconto o per debolezza è disposto a favorire più persone, più Partiti et similia anche tra loro avversi. In questo senso può essere detto anche di un uomo". 

Ah! Adesso sì che c'intendiamo!




Storia della Puttana Eva

Se fosse vero che Adamo da solo in quell'enorme paradiso, chiamato Isola di Tonga, sentiva di non valere una cippa......
 Mah! sara vero?
Non sapeva cosa fare. Non aveva dove andare. Con chi giocare, visto
che, non è scritto però si suppone, mancavano perfino le scimmie, le caprette, ed animali vari tranne il serpentone Belzebù, che però era padronale.
Più che farsi qualche cantatina gutturale che si concludeva in bestemmia Adamo non poteva.
Se tutto questo fosse vero allora tornerebbero lapalissiane le
origini della Puttana. Estratta da una costola dell'uomo per fungere da strumento dell'uomo. Accessorio che egli userà per svariate bisogne in ordine allo statuto dello scambio.

Che sul principio consisteva in chilate di pompelmi e di kiwi contro reiterati amplessi diurni e notturni.
 
In seguito però Costola, la quale.in quanto estratta dalla sinistra del torace in prossimità dei filtri dell'ossigeno, non era ingenua, al contrario  era per propria natura profondamente puttana, si rese conto che se da un lato a fare i giochi, lei ed Adamo, si divertivano in parti uguali, dall'altro lato lei, volendolo, poteva tralasciarli anche per lungo tempo senza apportare nuocimento alla propria salute.
Adamo invece nò! Quindi era ricattabile?!

SLURP!

Allora ebbe luogo l'episodio della Mela, poi trascritto su tutti i manuali del femminismo come ouverture alla emancipazione della donna.




 Costola, subito consapevole della funzione gregaria assegnatale, gridò ad Adamo le proprie rivendicazioni ricattatorie:

Pigliati in saccoccia tutti 'sti pompelmi e kiwi chè mi son stufata di mangiare sempre la stessa minestra e senza contare che tutta 'sta vitamina C mi fa venire quel mal di testa al quale non vuoi mai credere!
Se non mi dai quella mela non te la do più!

Le rispose Adamo:

La mela è del padrone dell'Isola di Tonga, non si può
assolutamente toccare!

 Costola si strinse nelle spalle biascicando:

Va bene, vuol dire che d'ora in poi la darò al padrone
dell'Isola di Tonga ...

Ora non ricordo bene se disse solo al oppure
anche al.
In ogni caso Adamo non gradì le scelte, e piangendo staccò la mela
dall'Albero della Conoscenza


Peat Mondrian

Sai quale fu il problema?

Fu che l'albero della conoscenza subito dopo essere stato smelato sparì e per svariati secoli rimase intonso, nascosto in un
angolo inaccessibile dell'isola, finchè un bisbisbisnipotino di
Adamo non lo trovò, espiantò, trasportò nel laboratorio di un famoso dinamitardo svedese che lo trasformò in una piantaggione detta:
Scuola RadioElectra 



Costola
, costretta a restituire il frutto dopo un solo morso, non era riuscita ad apprendere altro che a fare le marmellate.
Ragion per cui adesso Adamo la sfruttava peggio di prima col costringerla ad andare a lavorare in cucina non appena ella si sollevava dal talamo:

Macchè bacetto e bacetto! Su su daiii che adesso per rimettermi in forma occorre la marmellata!


Peat Mondrian

Unica consolazione: il Re di Tonga, dopo aver disposto per l'estradizione della coppia dall'isola, aveva sputato in faccia a Costola un irato: 

Puttana Eva!!

Così che da quel momento Costola potè contare su un nome proprio di persona da portare con sè. Almeno quello, poverina!

Praticamente se ne ando via da Tonga dopo aver perso tutti i punti della Mela ed eventuali premi messi in palio dal relativo concorso promozionale.
Aihmè, destinata senz'appello a lavorare con gran sudore e
a partorire con gran dolore!

Mi rifarò a partire dal  2030 in quel di New York!

 
-pensava-

Sì, ma nel frattempo?



No! Questo non è il frattempo. E non è neppure
il finale. Questo è  il post  finale. Cioè l'inizio
della involuzione  che trasformerà Eva di  nuovo
in Costola!

Storia Sociale della Puttana

Per la femmina, animale da fatica destinato ai lavori più umili dettati dal Padrone, a margine dei Secoli Bui s'inventò la
Certificazione di Proprietà 
Si trattava di un attestato di possesso che autorizzava l'uomo a fare uso della femmina scelta, con la clausola di tutelarla, in quanto fisicamente e socialmente debole, affinchè altri, fuori dal suo dominio, non se ne impossessasse, o comunque ne facesse uso senza preventiva autorizzazione dal proprietario. 

In cambio della protezione e della biada, la femmina usufruiva dell'essere responsalizzata della coltivazione dei campi, dell'allevamento del bestiame, e delle cure del focolare. Mentre il padrone se ne andava a caccia con l'arco, il falco, e con gli amici. A lei per prorio diletto invece il compito di incrementare la discendenza del padrone. Attività che soddisfava una naturale vocazione. E perciò non si lamentava. Perlomeno si lamentava poco. Si lamentava piano.
E, nei rari esempi dove si lamentava forte, fino alle grida di ribellione, a furor di popolo la si conduceva sull'autostrada.
La si incatenava al guardrail dove veniva a verificarsi automaticamente la metamorfosi da femmina in puttana. Fenomeno antropo-teologico protrattosi fino a poco fà. 
Puttana infatti in primo luogo sancita, e maledetta, dal tizio che aveva redatto e benedetto il Certificato di Proprietà. Dir si voglia Contratto che la onorava del titolo di Moglie, Sguattera, Concubina, et Mater Semper Certa di tutti i figli dell'Universo.
A norma di tale titolo, qualsiasi fossero le sue caratteristiche individuali, ella era esentata dal Meretricio Professionale toutcourt. Sempre che non fosse il padrone ad imporglielo a proprio beneficio in occasioni particolari, tipo esigenze di bilancio familiare, scatti immeritati di carriera, richieste di sovvenzioni o prestiti, eccetera.
Il Meretricio era in genere  prerogativa delle sole femmine dominanti: vale a dire, le reduci dall'autostrada assurte al ruolo di intellettuali sofisticate, salottiere, presso le quali il maschio accedeva previo oneroso contributo, e tempi di attesa non inferiori agli odierni per le visite medicospecialistiche della Mutua.
Cominciavano così a profilarsi i primi sintomi di una Haute-society che si sarebbe in seguito evoluta e poi involuta fino a diventare, in ultimo, banale rappresentazione televisiva




I maschi all'epoca se la spassavano alla grande e percio per la femmina che non si fosse accorta di essere puttana la vita non era un valzer!
Scegliessero di mettersi in casa una nullatenente o la figlia di un uomo potente, che gli consegnava una ricca dote, erano comunque autorizzati a trattarle da serventi.
 C'è da supporre che, se non lo avessero fatto, la Comunità e la Chiesa li avrebbero biasimati deboli in balia della femmina casalinga:

animale docile però pericoloso

Quindi alla femmina giù botte da orbi ogni volta che il vino lo chiedava. Per via che, nel corso della giornata, qualcosa di sbagliato lo avevano sicuramente fatto pur se non ne rimaneva la traccia.
Allora ogni tanto se ne incontrava una, sfuggita alla greppia, vagare con la bava verde alla bocca dentro il crepuscolo.
 
A costei con l'abbandono del tetto coniugale spettava la qualifica di ripudiata onde non crear disdoro al maschio abbandonato. 
Lei però erroneamente si qualificava liberata
Libera di essere presa a sassate dai passanti, soprattutto se di sesso femminile. Per dire quale la soggezzione delle femmine al potere padronale.

 Qui bisogna rammentare che risale a quei tempi il fenomeno settario che diede luogo alla Corporazione delle Invidiose, del quale la persistente traccia si identifica nella malcelata mancanza di solidarietà, femmine con femmine: ulteriore ostacolo al faticoso cammino per l'emancipazione fino al momento in cui i maschi, allo scopo di cambiare una moglie da cinquanta con due da venticinque, non vi posero un paletto inventando il divorzio.
Solo da lì in poi si instaurerà una sorta di solidarietà stagionale tra ripudiate, separate, divorziate, limitatamente però appunto alla stagione in cui si condividono problemi inerenti le rispettive cucciolate abbandonate dai padri.
Benvenga comunque qualsiasi forma di solidarietà, sia da condivisione e sia pro domo sua.
Difatti su di quella si edificò il Telefono Rosa. Dapprima.

Di seguito, su istigazione, delle femmine komuniste in primis, e delle femministe di ogni colore a coronamento, la Magistratura stabilì che in caso di separazione e di divorzio era cosa buona e giusta cacciare via il maschio dal tetto coniugale, di regola appesantito da un Mutuo, affinchè la femmina e i cuccioli vivano entro le quattro mura protetti dalle sue intemperanze. Vere o verosimili.
Al maschio toccherà pagare gli alimenti ai figli quando non anche alla ex moglie, o ex convivente fa lo stesso, e le rate del mutuo contratto quando era ancora il Padrone. Risulta perciò che un approssimativo 47% degli abitue di dormitori pubblici milanesi siano maschi divorziati e separati.

Tiè accussì 'n'artra vota t'mpari!!!

A volte la femmina non ce la fa a stare senza un Padrone e perciò
cerca di nuovo l'Anima Gemella.
Se detta Anima Seconda (o terza, quarta, all'infinito) non è quella di un Boss della Finanza, essa userà in genere la prudenza di onorare la precedente disillusione col rifiutarsi di firmare un secondo Contratto Matrimoniale, e perciò col fischio che l'ex riuscirà vita natural durante
 a lasciare vacante il letto della Caritas

Ma quanti Secoli di umiliazioni e sofferenze siamo state costrette ad attraversare prima di giungere a codesta rivincita! 




 Secondo me anticamente i maschi potevano godersela anche senza ricorrere al divorzio...
Può darsi che quando si accorgevano che non c'erano botte e cilici atti a quietare una femmina indomabile, dove essa era divenuta troppo anziana, oppure le mancavano i numeri per frequentare l'autostrada, la avvelenassero.....
Ce n'erano tante che morivano di fatica, di fame, di epidemia, di parto, chi aveva la voglia di andare ad inquisire per quale ragione era morta l'ennesima?
Alle brutte si poteva imputarlo alla stregoneria. Ottimo cavillo per mettere al rogo una vicina dei cui terreni impossessarsi.
Difficile che il Padrone dovesse giustificarsi davanti agli uomini.

E tanto meno con se stesso poichè il Certificato di Proprietà venne istituito prima che le menti umane venissero condizionate 
all'innamoramento. Facoltà dell'animo sconosciuta avanti d'essere scoperta e instillata nelle genti da poeti fannulloni nel tardo MedioEvo, pubblicizzata dai menestrelli, ed accolta dai legislatori onde far sì che la copula tra due cristiani si distinguesse da quella degli animali attuata in dipendenza del solo fiuto pelle a pelle! 
Vero che i maschi più interi dell'innamoramento gradivano farne a meno.
Oggigiorno molti se ne vergognano ancora! 
Accondiscendevano però perchè gli ammorbidiva di più la femmina.
Poi via via che passavano i secoli lo scoprirono un diversivo avvincente e vi si adeguarono sia pure sempre considerandolo con diffidenza.
Ma finchè l'innamoramento rimase del tutto sconosciuto alle masse, affacciato sì e nò a malapena nei salotti radicalchic a mò di Gioco di Società, fu sconosciuta anche la fase successiva del volersi bene e sopportarsi a vicenda, a tutto favore dell'antagonismo di base tra maschio e femmina. Micidiale!
Perciò il Padrone fetentissimno rimaneva indifeso soltanto davanti a Dio.
 
Sempre che non partecipasse a una Crociata contro l'Islam!!



 Nel qual caso la Chiesa lo pagava, invece che con il soldo, con la remissione di tutti i peccati fin lì commessi, compreso l'assassinio della moglie, e senza neanche obbligarlo a prendere il numero per la fila al confessionale!
Dopo di che, egli raccattata una femmina nuova di zecca, applicatole il lucchetto, usciva dal Limbo, nudo, si recava  di nuovo in Gerusalemme, a cavallo di un cavallo, per farsi tagliare la testa via dal collo con la scimitarra
.



E fu così che s'inventò la vedova: una roba oscena che piangeva e ululava ingozzandosi di cioccolatini alla menta.
Essere vedova benestante rappresentava, e tuttora rappresenta, l'equivalente di uno scatto di carriera. Salvo imprevisti da surplus di sfiga, era la condizione che consentiva alla femmina di diventare la Padrona di se stessa e dei beni del decollato!


________
Occhio però! sempre che la vedova avesse (ed abbia) avuto l'accortezza di saccheggiare il defunto mentre era ancora vivo!
Altrimenti il di lui parentame faceva (fa) scomparire ogni avere a mezzo di astuzie che a lei non furono mai insegnate. 

Spiace dirlo, ma la vedova povera piangeva troppo, di più della benestante, la scomparsa di quel gran pezzo di Crociato che l'aveva castigata per una vita intera.
Non so come reagisse alla rottura di coglioni la società arcaica dell'Occidente. Ma immagino che si comportassero come ancora oggi in certi anfratti fuoristrada dell'India dove, zacc! Un gesto risolutivo non solo per eliminiare il tedio nel corso dei TG Satellitari, soprattutto per aiutarla ad inserirsi in un'esistenza prossima ventura ex novo da neonata!

Attualmente da noi la si tollera. Per quietarla, tacitando i sensi di colpa che ci suggerisce, le elargiamo i mezzi materiali per godersela, viaggiare e divertirsi, giocare a la Roulette, acquistare abiti firmati, pensionandola INPS. Perciò sconfigge la vecchiezza, sia pur sempre singhiozzando, e vive molto a lungo.
A volte perfino dopo essere morta se l'incarico di riscuotere la sua Pensione INPS, da viva, lo aveva delegato ai parenti!



Come se la cavava invece la vedova ricchissima è presto detto: prestava i soldi a strozzo!. Ingaggiava numerosa servitù ed acquistava una elegante dormeuse sulla quale stendere le ossa rotte per il restante della vita.
Se era anziana.

Se invece era solo tardona assumeva, oltre la servitù ordinaria, anche un bangladesh di Milano Marittima, col quale rinverdire i rapporti d'alcova intercorsi con il defunto, scambiandosi i ruoli: adesso era lei a possedere, violentare, picchiare.
 
Se era giovane e benestante, beh si faceva togliere la cintura di castità, e poi metteva l'attaccapanni sul portone della propria casa in attesa che passasse un lanciatore di sombreri: da comandare, insultare, umiliare, gridargli Ahhh morto de faameee!
 
Se era giovane, povera, magari anche bella, sull'autostrada non c'era bisogno che la portassero: ci andava da sola alla terza settimana di digiuno.
Col senno del poi e un sacchettino di monete pare che la femmina, affrancata dal Padrone riuscisse a cavarsela perfino in quei tempi cupi.

Ve'! Mica casuale che sia stato fatto il possibile e l'impossibile per mantenerla nell'ignoranza!


*dissento da Duby tuttavia
leggetevelo per Natale!







P&P: la Puttana nella Politica

Colei che siede sopra l’acqua puttaneggiar coi regi fu vista (Dante, contro la Roma Papale)

Fondata in casta e umil povertate contro i tuoi fondator alzi le corna, putta sfacciata (Petrarca, contro la Corte Papale di Avignone)

Fatemelo inoltre ripetere perchè è corroborante:
"Puttana: talora figurativo riferendosi spregiativamente a chi per tornaconto o per debolezza è disposto a favorire più persone, più Partiti et similia anche tra loro avversi. In questo senso può essere detto anche di un uomo". 
Eccezionalmente vi si riconosce una parità tra i sessi.
Perseverando, però, nell’infangare la femmina.
Non è nuovo che il puttano debba giostrarsela tra più clienti come non è detto che la buonanima della puttana intrattenesse più relazioni contemporaneamente. Potrebbe averle inframmezzate da periodi più o meno lunghi in veste di mantenuta o ... di moglie ! 

         
Roma 1952: sai che faccio? Io ci provo!
...zzo! E' tardi! Ho già vent'anni ...

Evidente perciò che, affratellando la puttana al puttano, la cui attività non può essere altro che concitata , si intendeva contrabbandare puttana per baldracca o prostituta.
Infine, che il termine sia esclusivamente maschile, ce lo rivela implicitamente la stessa Treccani con l'addurre a movente tornaconto debolezza, senza mettere in elenco la passione che è movente prevalentemente femminile, vuoi in riferimento ai partner, vuoi al gatto, vuoi a lo Chanel n°5



animale docile però pericoloso
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Procedendo verso il Rinascimento, confermatasi la moda dell'innamoramento instaurata da poeti e menestrelli, ora diffusa dai giullari, dapprima nei salotti, ed ovunque in seguito, la femmina cominciò a prendere consistenza di donna. Se di condizione altolocata: di Dama. Se figliola del popolo: di madonna.
 
Siccome amando si godeva d'amar se stessi, rammentata la storia dove la femmina nasce da una costola del maschio, le si affibbiò lo stesso spessore del maschio. Le venne quindi consentito di trattenere accanto a sè schiavi d'amore uomini di lignaggio, poeti e pittori, musicisti, audaci innovatori che si vantavano d'insegnare al volgo che la femmina non era più da schiavizzare, bensì da servire
E siccome per amarla l'amavano in senso bibblico,

riddanghede!

Commari, zite, preti e birocciai, tutti a dire:

Quella è una puttana!


All'epoca però del sentirsi dire puttana alla donna non gliene fregava una cippa.
Per soffrirne doveva prima diventare una borghesuccia, e perciò s'ha da far un salto nell'Novecento Italiano passando per l'Ottocento che fu prolifico di Puttane d'ogni calibro, dal più poetico e modesto al più excelso.



In ogni epoca il termine Puttana ebbe il significato che faceva comodo attribuirgli.
Puttana oggi, svuotato di ogni significato attribuitogli, viene sostituito dalla qualifica di amministratrice di se medesima.
Diciamo un'imprenditrice? Ancora meglio:
intraprenditrice

S'ha da stare attenti ai falsi idolì però! Chè la puttana è una signora assai riservata, a differenza delle sciacquette che vorrebbero passar per puttane onde trarne una visibilità altrimenti non raggiungibile.

Ed è difficile distinguere l'una dalle altre se non si è forniti dei mezzi per riservargli una approfondita attenzione. Punto primo: lei si esprime tutta dal di dentro, mentre invece le altre si esprimono escluivamente in superficie e spesso con l'aiuto di uno staff di consiglieri.
E' una questione di spessore.

Per fare un esempio, potrebbero far parte della mia galleria di Puttane, oltre a Marlene, Jacqueline Kennedy e, guarda caso, Maria Callas, malgrado non fossero a mio criterio fisicamente attraenti.




Tra le attrici Catherine Deneuve e un'altra francese degli Anni '30



Viviane Romance

Delle italiane Anna Magnani, ma più nel privato che sullo schermo:
aveva uno spessore umano e un raggio del comando nello sguardo, non eguagliabili. Relativamente ad alcune riuscite interpretazioni cinematografiche avevo pensato anche a Stefania Sandrelli però la ho eliminata perchè individuo in lei, col beneficio d'inventario, una bella golosità animalesca a confronto con un conformismo di base, insomma nel suo assieme mi convince poco.
Chi altre non saprei. Per venire classificate da me bisogna avere impresso sulla faccia un minimo di vissuto quindi escludo le giovanissime.
L'unica cui attribuisco una certa autorevolezza è Afef Jnifen:
ha una femminilità aggressiva, è piena di chiaroscuri, e sembra celare una notevole determinazione.



Ce ne sono sicuramente delle altre che ora non mi sovvengono, ma basta così perchè ciò che mi premeva era mostrare delle donne che verosimilmente scelgono ciò che vogliono e se lo prendono, impersonaficazione della Puttana excelsa.

Le altre di cui parlavano, quelle che agognano venire scelte, si distinguono dal chirurgo plastico portatile, a mezzo del quale si cambiano la faccia a seconda da chi vorrebbero venire scelte in quel momento,
e si vestono da prostitute (no da Puttane: da prostitute) per sopperire alla mancanza del fascino, che sarebbe in sintesi il contenitore dell'unico Potere possibile alle femmine.
Nota a margine: le benefattrici. Non poso smentire che tra le non-puttane ce ne siano di più che tra le puttane, Procurano momenti di distensione ai giovanotti che osservano le loro fotografie, oltre a questo sono assai solidali tra loro e nei confronti delle donne meno fortunate.

Questa per esempio (foto sotto) è una casalinga canadese che si
presta gratuitamente ad una sfilata di Intimo
per Passeggiatrici di campagna



Ma ci sono anche in Italia delle signore che si spogliano solo per solidarizzare
 con le prostitute d'importazione. Fai conto: un nudo politico!?


Silvia Rocca

Non mi è mai capitato di vederla in un film però una volta l'ho scorta di sfuggita tra gli interpreti di un Reality, manovrando distrattamente il telecomando. Mi ci soffermai perchè si era già mposta alla mia attenzione, quando ebbi la ventura di trovarmi al banco dell'edicolante contemporaneamente a un paio di giovani ucraine della Salaria, che  cercavano dei giornali con le fotografie dei suoi vestiti...da notte.
Ma chi è 'sta Silvia Rocca? -chiedeva la giornalaia.
E'un'artist -rispondevano le ucraine- famosa di tivvù


Per contrasto, ci sono delle autentiche
Puttane Vecchia Maniera 
che come vedete usano indossare il castigato!.


La prova che non esiste più il ruolo

La sottostante gentile signora lavora come ospite opinionista
 nei pomeriggi televisivi della RaiTV


Samantha De Grenet

La pubblico in vestaglia da igloo, ma se googlate trovete a decine le sue immagini con poco velo che, però, sono delle vere e proprie trappole per  chi le scarica. Gli fa pagare i danni infatti previa regolare denuncia del suo legale. E fa benissimo! Primo perchè una che opiniona nuda è un controsenso. Secondo perchè incassa!

Invece (foto sotto) quest'altra signora, che sta cercando di corsa
un bagno, è assidua tra le opinioniste Mediaset.
Dice di essere Laureata e ciò non le fa difetto perchè quasi tutte le  Mediaset affermano di esserlo.


Sara Varorne

Neanche lei mi risulta abbia fatto del Teatro e del Cinema.
 Per il momento.
Lampante che è diventata una divina della carta da giornale per aver fregato il marito a tanta Sabrina Ferilli e avere posato poi, sotto occhio paparazzesco, il proprio magnifico culo sulle ginocchia del Ricucci, ex marito dell'attrice Anna Falchi, altrettanto dotata di un magnifico culo. Che però è un culo d'attrice.

Sara Varone


Anna Falchi


Questi culi callipigi sono da esposizione!

Vorrei vedere quelli di tutte le giovani laureate che intendano realizzare
 la propria esistenza sul percorso degli studi compiuti.
Vi assicuro, ragazze, che mostrare un bel culo è la cosa più facile del mondo. Basta uscire fuori da condizionamenti mentali retrivi.
Altrettanto facile, e non meno divertente, posarlo sulle ginocchia di un uomo che sia un personaggio pubblico.
Facciamo conto le ginocchia di Giulio Tremonti, meglio ancora quelle dell'altro Giulio, Andreotti, una cattedra chi ve la nega più?
La fotografia farebbe il giro del mondo e se, interrogate dai media, vi capitasse di lasciarvi sfuggire di avere trovato, da bambine, gne gne, una formula di detergente per fare lo shampo al gatto, il titolo di scienziate vi pioverà addosso: Altro che consumare gli anni a fare le ricercatrici cococo'.
L'incomodo: qualcuno tenterà di spacciarvi le amanti dei Giugli, anche se non è vero. Ma va beeene! Oro che cola!
Non avrete bisogno della raccomanda. Fraintendovi tali, tutti i media a pecoroni! Vi pagheranno con molti zero i servizi fotografici. E i dirigenti Mediaset, SKY, soprattutto i RAI, faranno a botte per inserirvi in qualche trasmissione. Dove mi auguro che andiate a parlare di Letteratura e di Scienza affinchè le tredicenni apprendano che è possibile affermarsi come sognano anche senza mostrare il culo. Dato che voi a quel punto non avrete più bisogno di mostrarlo!



L'essere stata dapprima attrice e poi giornalista di un settimanale popolare chiamato appunto TETTE&CULO mi consente l'autorità d'insegnare.
Oddio, come attrice posso metterci soltanto la sensibilità perchè quando cominciai a fare il Cinema gli usi e costumi erano ancora castigati sulla stampa dai censori diccì. E in seguito rimanemmo comunque succubi di un maledetto femminismo komunista, secondo il quale il solo vendere l'immagine del nostro nudo ci classificava nelle fila delle vacche.
Difatti troverete tanta malizia, ma nessun nudo, a carico per esempio di Raffaella Carrà e delle altre soubrette sue contemporanee o precedenti.
I flirt venivano fotografati ai giardinetti e il top del servizio fotografico all'insegna dell'intimità delle dive si svolgeva in cucina tra pentole e vivande.
La situazione cominciò ad alleggerirsi solo sul far del 1970, quando ero già uscita fuori da Cinecittà, redattrice del settimanale citato.

Iniziò a girare per le Redazioni il nudo di una Edvige Fenech un po' spaurita e imbarazzata. Una unica fotografia, se ben ricordo, sempre e solo quella.



Quanto bastava a guadagnarle il titolo di pioniera e a procurarle immediatamente un contratto cinematografico via l'altro.
Personalmente la rammento una ragazza tenera e matura perciò mi stupisco e non mi stupisco a un tempo del suo coraggio nell'interpretare, di quei tempi, il nostro primo cinema erotico all'amatriciana! Brava!
Fece impazzire per una decina d'anni tutti i pipparoli, e se avesse avuto le ambizioni politiche di un Luxuria, potente com'era diventata, avrebbe potuto condurre una rivoluzione di piazza. Poi passò a un genere più dignitoso, dimostrò di essere buona anche a recitare, e in ultimo è diventata un'abile produttrice di film. Fiore all'occhiello:
Il Mercante di Venezia: protagonista Al Pacino

Quasi in contemporanea arrivò dall'America la tedesca Barbara Bouchet



a mitigare l'erotico casereccio in sexy, all'hollywoodiana.
Come s'incazzava, la Barbara, al minimo sospetto che un giornalista intendesse contrabbandarla pornostar solo perchè i registi la volevano vestita di leggero! 
Per tornare in tema c'è da dire che Edvige, Barbara, e poi Gloria Guida, Nadia Cassini e compagnia cantante fino alla conturbante Lori Del Santo, si spogliavano per esigenze di scena, e non, come le nostre attuali televisive, per sola sindrome esibiziostica, il cui risultato finale è quello di dimostrare alle telespettatrici implumi che, eliminate le puttane, se ne può sostituire l'immagine. E su tale immagine costruirsi una carriera.


Mara Carfagna grazie a questa foto è stata
eletta Ministro del Terzo Governo Berlusconi

Io, quando c'erano ancora le Puttane, girai tra gli altri più di dieci film prevalentemente come ballerina, in doppia edizione: integrale e francese.
Alcuni a favore del solo seno, altri nuda come un verme.
Ma a cosa mi servirono?
Non eravamo ancora liberate, le scene di nudo in Italia venivano censurate, benchè fossero innocenti come una fotografia su un calendario, erano visibili soltanto nei Paesi Arabi o comunque all'Estero.
Ne ricavavo un ottimo guadagno. Nient'altro.
Solo grazie a Legione Straniera, di Basilio Franchina, dove sostenevo il ruolo di una danzatrice odalisca, una volta venni contattata da un ricco turco con tanto di seguito, valletti e segretari......che faceva la
tratta delle bianche!
Rid!Rid!Rid!
Fosse stato come adesso chissà a cosa avrei potuto aspirare!


Ah! Matisse Matisse!!



La Calend'Aria Parlante

Secondo le mie personali considerazioni di puttana, la Puttana non è mai stata l’oggetto che nei secoli vollero rappresentarci.
 
Non una ninfomane: ché è, nella sostanza, una creatura soggetta a pruriti incontrollabili e fine a se stessi.
E nenche una meretrice: ché trae sostentamento dal mestiere senza essere in grado di elaborare mentalmente l’entità del potere che le deriva dalla propria inclinazione.
 
Stendiamo infine un velo pietoso sugli ultimi esemplari, che la danno in cambio di un lavoro, invece di darla soltanto per fare carriera. Nel lavoro!
Le prime sono semplicemente delle crumire senza futuro, neanche paragonabili alle femmine dei Secoli Bui perchè, a differenza di quelle, non si fanno ostaggio di un solo Padrone, ma si costringono a passare da un Padrone all'altro sempre pagandogli il posteggio
.
Soggetti da trascurare!
Le seconde, se ti informi su di loro tutti ti risponderanno che sono
donne in gamba.

Beh sì, quest'ultime sono abbastanza simili alla Puttana. Però......
Neanche queste sono Puttane!


 
 Sto commemorando infatti una donna che aveva tra le cosce dieci volte il potere di un uomo.Tant'è che non avrebbe avuto neanche bisogno di allargarle. Le cosce!! Temeva sempre che la sua rosa prendesse freddo.
Non c'erano gli attuali impianti di riscaldamento negli ambienti chiusi e lei, Femme Fatal, rabbrividiva per un nonnulla. 

Capito cosa intendo per puttana a conclusione di lunghe riflessioni e attenti studi?

Intanto come principio d'etica essa agiva sgombra da riserve mentali:
la volgarità del ruolo consiste infatti nel mischiare il sesso al danaro, ai favori, ai privilegi. 

Ma allora cosa dire delle signorine perbene che contendono allo spasimante la partecipazione fiftyfifty al conto della cena in Pizzeria perchè, altrimenti,

Lui può pensare che ci sto per interesse! 

Oppure:

No! nò! preferisco pagare la cena di mio per non essergli obbligata.

Nel loro immaginario con che razza di bifolco pensano di stare cenando?
Se un corteggiatore suggerisce tante precauzioni di ordine economico, evitiamolo!
L’autentica puttana d’epoca esercitava il sesso senza mercanteggiare e senza mai porsi il problema del dare e dell'avere. 
Quel tremendo mal di testa che la coglieva al cospetto dell'uomo parsimonioso secondo Freud era:

una reazione naturale originata da un tracimare della 
stima di se stessa

 Toccava quindi all’amatore ricoprila spontaneamente d’oro, onde non farla ammalare. 



Il coup de foudre ... tzè!  Se lo godono le signorinelle di cui sopra. 
La puttana di classe, se, malauguratamente, ne veniva colta, lo nascondeva.
Adduceva che occorre il tempo d'interrogarsi (nel frattempo calcolava i pro e il contro del lasciarsi andare al sentimento) e nel caso si arrendeva solo quando l'amatore cominciava a segnalare di desistere per non
dar di matto. 
Non era intelligente gestione del potere quella ?

Le vere Puttane, anche le più umili, condividevano un pragmatismo che la Confindustria se lo sogna! 



Quando abitavamo dai Castalden, lungo la strada che passava davanti al cancello viveva, in una specie di basso napoletano, Putanen. Il suo vero nome non veniva frequentato. Putanen: perché era piccina picciò, ma soda, sui quaranta (quella è l'età regolarmentare per una puttana di rispetto) tre figli parimenti orbi dei rispettivi padri. Non un’ombra di trucco, sempre ben pulita e odorosa di marsiglia. Poche ciance e niente inchini, un fare spiccio, manageriale.
Usciva la mattina, per recarsi a lavorare in campagna, quando tornava, col calar del sole, lasciava aperto il portone del basso finchè non ne entrava uno. Lo richiudeva. E poi lo riapriva aspettando il prossimo. Nessuno scandalo: si comportava come un medico. Fuori un paziente avanti un altro. Seppi poi che i suoi tre figli uscirono laureati dall'Università di Bologna. Ed era soltanto un pover putanen da du'sold.
Se invece fosse cresciuta in ambienti acculturati, avesse frequentato la scuola e la dialettica, sarebbe stata una perfetta gentildonna progressista, una dirigente statale, una primaria ospedaliera.
E quant’altri ruoli di prestigio nella  nostra società .....
Inesistenti.  
Appunto, inesistenti perchè non ci sono più puttane.
Non ci sono più neanche prostitute, le magnifiche battone immortalate da Anna Magnani!?
Vero che oggi ne abbiamo mille volte tante, però tutte d'importazione. Vuoi mettere la generosa battona italica con queste povere creature conscie di rapinare se stesse e perciò disposte a rapinare chiunque?!



Mamma Roma

Dove sono andate a finire le nostre battone?

Ne ho intervistata una, sopravvissuta.


Esercita dentro una minuscola roulotte, in un viottolo di campagna prospiciente l'autostrada. E' anziana. Mi dice che non smetterà il mestiere finchè i suoi vecchi clienti affezionati non smetteranno di cercarla. 
Oddio, a me sembra straordinariamente romantico! Pulito perfino entro i limiti imposti da una società codina.

Clienti nuovi non ne accetto!  -esclama risoluta- Le 'estere' hanno rovinato il mercato -continua- So' giovvini, e lo fanno pe' du'sordi!
Co' du sordi ar paese loro isse ce se compreno 'na casa
. Pe' noi, co' le spese che ciabbiamo, sarebbe come lavora' pe' sport ...
Fosse che uno è cliente da decianni e se trova in difficoltà ecconicchime... ma co'quello pure gratisse!!
Sottopaga co'n estraneo mai!

Secondo lei perchè sono sparite per prime le prostitute d'alto bordo, quelle che stazionavano tra via Veneto e i Parioli?

Pure quelle contano solamente sulla clientela affezionata, e sull'amichi dell'amichi. Dell' artri cianno paura: 'n vedi che ggente s'incontra adessooo?!! Se tieni 'n buon lampione issi te scacceno e tu nun te ne vuoi anna' luccicheno li cortelli
Le più grandi
(anziane:nda) lavorano in casa. Cert'appartamenti! Roba da signoroniii! E ospiteno le ragazzette'taliane. Poche puro quelle. Sono quasi tutte 'estere' ormai.
Giustamente, se 'na giovvine decide di fa'a puttana ner paese ando è nata, primma cerca de divenni'n'artista della tivvù. Ma lassale perde queste!
Chille che fanno veramente compassione, pe' le quali dovreste fa' quarcosa de polidico, so' le vecchie di settanta, ottant'anni, che lavoreveno ampress'e Caserme pe'un due, tre, cinquomila lire, e nun hanno potuto mette' niente da parte! Mò che nun ce stanno più li sordati se muoreno de fame ... pore vecchiarelle! 
Fa che glielo dichi, alla Luxuria, o a quell'altra, bella signora, Santadecchè!



Congedandomi mi indica alcuni giovanotti mezzo mimetizzati nella boscaglia:

Fossero solo le 'estere'! -esclama a voce alta per farsi sentire da quelli-Adesso vanno a rubba li culi! -poi sottovoce aggiunge- Li pagano assai perchè quelli ... se lo prennono e jelo metteno

Parlare così: non teme rivalse?

... via che tra noi se volemo bene. Mò vedrai che me vengheno a chiede'de faje er caffe ...

Le stringo affettuosamente le mani confortandola:

Ehhh signora mia -le dico- non si accontentano più dei posti di Potere.
Adesso i maschi vogliono occupare tutti i posti!

Nel mondo del lavoro oltre la mansione di Assistente le donne difficile che arrivino. E tuttavia non vogliono capirlo che non si potrà mai essere se si continua a rinnegare il ruolo di cui ci investirono fino dai primordi. Siamo più brave dei maschi nello studio, più attente e perfezioniste nel lavoro, più forti nel reggere la fatica e il dolore fisico. Eppure finanche quando siamo significativamente le protagoniste di una impresa ci qualificano collaboratrici.

Brave. Volonterose. Mediocri. Promettenti.
Si diversificano gli aggettivi, non  il livellamento. Tutto ciò perchè?
Se non perchè siamo carenti in veste di personaggi della letteratura e, meglio ancora, della cronaca gossip?

Nelle epoche di transizione quando la società affonda, e, la volgarità sale dalle cloache a ninnare le menti, l'unico mezzo valido per una escalation infallibile è la visibilità.
Non importa chi siate intimamente e che cosa valete o volete.
Importa apparire sottoforma di qualcosa che travalichi la normalità
 e salti all'occhio.

Occorrono perciò con urgenza
   n°1000 puttana scienziata
n°1000 puttana avvocato,
   n°1000 puttana ingegnere
     n°1000 puttana matematica,
          n°1000 puttana ricercatrice, etc.

da mandare in avanscoperta!
Tutte parimenti dotate di un talento professionale riconosciuto nei sotterranei in cui le tengono rinchiuse.
 
Debbono affacciarsi alla luce del sole e dare scandalo.

Se non vogliono farlo per sè o per me, lo facciano per lei

Alda Merini


Perchè questa sua ironica denuncia è più forte del mio blabla
 
Non dovrànno fare niente di quanto non facciano già. Ma dovranno farlo  suggestionandosi di essere puttane.
In maniera che le vecchie signore, come me, emettano sospiri di nostalgia e le fanciulline implumi sognino di imitarle un giorno, magari l'indomani!
Debbono far sì che le nuove leve smettano di vedersi dentro 
i contenitori televisivi
Debbono guadagnarsi l'ammirazione delle dodicisedicenni meglio di quanto hanno fatto Platinette, Maria De Filippi, Simona Ventura e
Silvia Toffanin 
Debbono tener conto della nostra sconfitta degli Anni Sessanta, subita dopo avere intrapreso la via dell'affermazione a passo d'uomo per andarci a fermare prima di raggiungere i posti di comando, nella piazzetta
Delle Santissime Tette e Chiappe


Silvia Toffanin agli esordi


Pensate al dramma che coglie una sedicenne qualsiasi consapevole
 di avere le tette più piccole!

Toffanin dopo la cura   



Conduttrice di Verissimo

Sfido chiunque a pensare che questa dolce creatura detta
Toffanin sia una puttana! E allora invoco per tante altre come lei, la solidarietà delle donne: che dopo di lei nessuna debba più intraprendere una carriera di prestigio allattandoci da una foto!

Per condurre la nostra reazione dobbiamo rifare passo a passo, a ritroso, il percorso, che ci ha condotte fino a questo anfratto.
Meta: il punto che fu di partenza, nel 1960, per l'emancipazione femminile, rammentando, come già accennato, che le Femministe in corteo condannavano perfino il banalissimo Concorso di Miss Italia alla stregua di una Fiera delle Vacche:
cioè valutandolo un mezzo per toglierci la dignità.

E sembravano esagerate, non è vero? 

Riflettiamo.



Neanche questa magnifica
 immagine è  di una puttana.
 Si tratta di un'onesta prostituta
intenta a vendere i propri prodotti

Come la vedo io non c’è dubbio che, anticamente, entro i confini della parola puttana menti diaboliche costrinsero le donne più intelligentemente femmine (quindi pericolose per una società impaludata) cosicché non dessero luogo all’evoluzione dei costumi.
Quindi il ruolo è sottinteso onorifico.
Sono altresì convinta che se Garibaldi, invece d’ invocare abbiamo fatto l’Italia ora facciamo gli italiani, avesse detto ora affidiamo l’Italia alle puttane saremmo arrivati dove egli intendeva indirizzarci.



Stimo le puttane al punto che, senza nulla togliere ai Movimenti Femministi indubbiamente utili alla divulgazione più inutile, attribuisco alle Segnorine che si misero a cavalcioni della guerra il merito storico di apripista per la liberazione femminile.



Le Segnorine. Che i komunisti raparono a zero una prima volta dopo la cacciata dei  tedeschi e, di nuovo, quando se ne andarono via gli americani.


Non dimentichiamocele



Santificazione della Puttana

Capaci di sedurre con un professionismo talmente raffinato da apparire generoso come l’amor materno, quando, sorridendo, si offrono ad uomini d’aspetto orripilante, le puttane si consegnano al sacrificio della carne per procurare il benessere materiale oltre che a se stesse, a chi ha requisito il loro affetto: figli, genitori, papponi vari e opere di bene.
Come possiamo negare alle puttane qualche traccia di santità?



Essere puttana è l’apoteosi attraverso la quale la femmina si colloca ai livelli del maschio e li perfeziona superandoli in spiritualità.
Anzi, ora mi domando cosa aspettino le Parlamentari a rivendicare l’esigenza di porre sulle piazze delle nostre città monumenti equestri alla memoria delle più insigni puttane degli scorsi Secoli. Finché non si arriverà ad ottenere un simile abbellimento del paesaggio noi donne non potremo rivendicare di essere paragonabili agli uomini.



Attualmente qualche passo avanti  per recuperare un patrimonio in estinzione, si. E' stato fatto. Innegabile.  Dopo avere trasferito il titolo di puttana dall'inteso al sottinteso cancellandolo dal lessico, oggi si conta su un uomo politico, dotato di un particolare fascino, il quale ha allestito una scuderia con una decina di bellezze in bikini da "sacrificare" in Parlamento
per il bene della Nazione. Se esclamo "Iuh!! Iuh!!" mi si perdoni l'entusiasmo


magnifiche parlamentari !!

Noi si vive in un Paese Cattodipendente dove la Chiesa è sempre all'erta per romperci gli zibedei, "questo non lo devi fare", "quest'altro neppure", ma è qui e non altrove che prima ancora delle Parlamentari in Bikini sono state inventate le Letterine!! 
                                                                                              

Famose sui nostri network quando negli altrui, di Amburgo, Londra, Parigi, non sapevano ancora "cosa" fossero, le Letterine, brave ragazze di famiglia (sogno proibito dei giovani proletari, riserva di cacciagione per cocainomani potenti) affacciate alla ribalta, tra video e giornaletti di sostegno alle tivvì, ce la raccontano lunga ...
E, nonostante, le ragazze comuni, dai tempi del femminismo ad oggi, continuano a muoversi male.
 




LA MEDIO-IDIOTO-CRAZIA
Bisogna aprire il rotocalco, seguire il gossip della RaiTv, Ente Statale Italiano, per constatare che la femmina di successo acchiappa la pelle del leopardo avanti che chi gliela dona scuoia la belva?
La femmina di successo....Pardon! Di autentiche sul territorio nazionale ne esistono soltanto due: Carmen Di Pietro e Platinette. Il restante sono delle facsimile: frutto della creatività di uno staff di gay salernitani.

Carmen Di Pietro


 Platinette
 
LES MAITRESSES A' PENSEE

In formato maitresse à pensée queste due sono le più ascoltate dalle donne.

Devota ai SS Costanzi&Defilippi, Platinette, ritenuta arguta e intelligentissima rappresentante delle Reti Mediaset. Si dice che eserciti la castità.
L'altra, intesa un'esclusività di RaiUno e RaiDue, ha le tette rifatte, punto. La riducono a spot del silicone per pubblicizzare la chirurgia plastica. Che sia la più aderente al ruolo della femmina di successo non lo capisce nessuno. Tranne io, naturalmente. Chè, dietro al ruvidume potentino (da Potenza) intravedo una perfetta Madame la Marquise Pompadour.
Ah se fosse nata a Brooklin, la Di Pietro! Ma anche Ah! se invece di venire a Roma fosse andata a Broadway, la Di Pietro! Con il suo buonsenso ruspante: "Ho quarant'anni", diceva l'altro giorno nel furore della sua beltà, "Perciò quello che ho avuto ... ho avuto".
Come dire: ragazze spicciatevi a raccogliere prima di essere costrette a elemosinare.
Non dispensa illusioni, la Carmen!

MARIA DE FILIPPI e SIMONA VENTURA

LE MATTATRICI

Al contrario di Maria De Filippi che insegna a perdere il tempo con i "tronisti" quando lei invece si è messa nel letto un grasso uomo ricco e potente come il CostanzoShow!

BARBARA ALBERTI

LA PITONESSA

Vorrebbe insegnare qualcosa Barbara Alberti, scrittrice, ospite fissa di tutte le riunioni di condomio televisive. Il problema è che non tutte le teleutenti la capiscono.
Cammina avanti i tempi mentre invece la donna italiana è ancora incerta se proseguire adagio o tornare indietro.

FLORIANA


l'OPINIONISTA FASCIOPROLETARIA




MONICA LEOFREDDI SIMONA VENTURA
BARBARA D'URSO ALDA D'EUSANEO

LE PIU' IMITATE DALLE TELEDIPENDENTI


MADDALENA CORVAGLIA



DE GRENET ROCCA CORVAGLIA CANALIS
LE CALEND'ARIE PARLANTI


 
In video e sui giornali, la  si vede raramente. Passa ogni tanto in qualche trasmissione culturale o politica, composta e castigata dentro i suoi tailleurini grigi.
Ma, nonostante essa si conceda con parsimonia è suo il compito di influire sui costumi del volgo. Purtroppo lo fa attraverso il proprio simulacro costruito da RaiTV Uno e Due addosso a una che con lei niente ha a che vedere.
Il marchingegno parte dai lacchè che inevitabilmente la circondano: dei "cosini" untuosi, i quali ne sparlano elogiandola, e quante più dicono di saperne sul suo vissuto tanto di più vengono apprezzati da chi li ascolta. Forse qualcosina se la inventano, per arrotondare. Ma per la maggiore sono bene
informati. Essendo dei lacchè, considerati tali dalla femmina di successo, questa non ritiene di dovergli nascondere ciò che è noto ai cani di casa. E perciò la sua immagine invisibile si spande come l'incenso alla Messa di Mezzogiorno.



Gli autori di questi mercatini del pomeriggio spacciati tolkshow su RaiUno e RaiDue suggono l'essenza dei fatti riportati dai lacchè e la trasferiscono alle sciacquette, che non si sa che lavoro facciano oltre a ciacolar in video promosse temporaneamente vippe maestre di pensiero (pure esse maitresse à pensèe, ma in seconda) Rispondono ai nomi che gli diede mammà. Si presentano assieme a una piccola schiera di babbione che ebbero un'ombra di notorietà fino al 1970. Tra le quali furoreggia Caccona IoIo attrice, scrittrice, regista, progressista, avanguardista del komunismo cattolico.Il messaggio affidato a queste signore, è il seguente:

"Care ragazze, vi siete scolarizzate, emancipate, impiegate, perciò non si può più tenervi rinchiuse, si può solo aiutarvi ad essere sceme per tenervi asservite al maschio".

Aria di Festa perchè essere sceme costa molto meno fatica dell'essere femministe.
Intendo Femministe Militanti, cioè quelle "streghe" in corteo che riuscirono perfino ad arrestare il Concorso di Miss Italia inventandosi che sfilare come mucche in Fiera è offensivo della dignità femminile.
Quest'altre streghette, al contrario, complici di chi gli dà la parola, distribuiscono, a lettrici e telespettatrici, degli esempi  impossibili da seguire, provocando nelle ragazze comuni
profonda frustrazione, disistima di se stesse, e perfino anoressia.


NNNN

Dal punto di vista del tornaconto (che è ciò che più mi sta a cuore) non insegnano, come faccio io, a lasciare l'intero conto del ristorante o pizzerie al portafogli dello spasimante. Che tornerebbe ad uopo della buona intenzione di non umiliare il maschio fisiologicamente destinato ad esprimere la propria virilità deponendo ogni sua sostanza ai piedi dell'ambita preda (se non lo fa significa che la preda non arrapa). No. Questo semmai lo sottintendono.




Quanto a insegnare, insegnano che le ragazze incapaci di farsi sposare/mantenere/divorziare da un calciatore, o equivalente, valgono poco.
Ma non sono tanto riduttive da pontificare e via.
Dispensano anche i consigli per raggiungere il successo .
La tetta, per esempio. Com'è messa questa tetta eh ?
Si può paragonarla a quella della Hunziker?
  

 

E, la chiappa? Vediamo un po' come dev'essere la chiappa!
Allora assistiamo alla parata di migliaia  e migliaia di ragazze dagli undici ai quaranta anni che sognano di "diventare" esponendo tutto quel che possono. Che non è sempre il meglio ahimè di quel che possiedono! Però è il meglio di quel che possiede la ragazza da copertina!
Jessika, lo sappiamo che fai tre ore al giorno di palestra per prosciugarti ! Persevera, chè ci riesci anche senza i massaggiatori e il mago fotografo che custodiscono l'immagine di Simona Ventura. Ma fino a che non ci sarai riuscita libera le nostre coscienze dalla vista del salvagente di pelle umana tra T-shert e cinturone, esposto anche nel pieno dell'inverno!
Non vuoi farlo per noi? Fallo per evitare il gastroenterologo.
Ma prima di tutto se vuoi imparare qualcosa dalla Ventura, impara da lei a nascondere i difettucci estetici.



Chissà cosa pensa Samantha mentre corre. E' nel fiore, ed ha un seno piccolo però bene attaccato, come piacevano al Botticelli.
Sarà per questo che d'estate, nonostante l'afa, corre sempre?
Il suo seno è un sorriso che occhieggia dalla scollatura dell'abitino leggero ad ogni balzo dei lombi.
Un seno di tal fatta ce l'avevo anch'io. Anch'io correvo volentieri sorvegliando le voglie  sulle facce tese dei maschi. Ma io, e tutte le puttane della mia generazione, si sapeva cosa pensare.
Dubito che Samantha anche.
Lei, e molte altre brave ragazze della sua generazione, hanno delegato l'elaborazione del pensiero alle maestre "meriggiane" di RaiDue e di RaiUno e alla Sacerdotessa di Canale5. 
Noi che fiorimmo nel 1950 ci abbrancammo disperatamente ad un motto: "IO SONO MIA".
Le Samanthe sono della tivvì.
Pensare che farebbero carte false per fare l'amore con un Tronista mi da il capogiro!
Vedi i servizi della RaiTV, Uno e Due, Ente Pubblico.
Quando una sciaquetta prende marito oppure lo abbandona ci propinano un coccodrillone, che neanche per la morte di uno scienziato di fama mondiale, tutto scritto sopra il letto.
"dall’87 all ’88 è stata la donna di Pinco Palla", "dall ’88 al ’90 è stata con Palla Pinco", "dal ’90 al ’91… ". e via di questo passo. Si annotano perfino relazioni della durata di un mese. Alla fine le hanno attribuito più battaglie di Carlo in Francia!  E qui si individua una  affinità con le sagge puttane di buona memoria: "Più cavalli cavalchi e prima trovi quello che si lascia cavalcare" .
La sciaquetta che, ovviamente, sa tutto dell'autentica femmina  di successo, ci stà!  Mentre le sciorinano l'elenco sorride compiaciuta, all'occasione sprizza una lacrimuccia nostalgica. Le hanno insegnato che  lei contribuisce all’emancipazione femminile...
A quel beccamorto che se la va a impalmare, oppure la abbandona: nessuna richiesta di biografie. Lui appare in pagina il titolare di un ruolo professionale, di un Casato, di un record
sportivo o letterario. Dove si tratti di un truffatore lo indicano imprenditore. Uno straccinculo ce lo spacciano un miliardario o un manager.
Come maschio neanche fosse un fuco: non ha storia.
Lo fanno sposare vergine! Uguale alle femmine di una volta!




Ai miei tempi, come ho detto, non tutte eravamo in grado di partecipare. Non tanto per i citati condizionamenti mentali, casa e chiesa da una parte, perdizione e malattia dall’altra, che pure incidevano non poco nei cervelli assopiti da secoli di silenzio, quanto per la femminilità assoluta che ci rendeva timorose del maschio perfino quando ne eravamo innamorate.


Le americane sono sempre state più precoci
delle europee: nel 1930 si facevano già fotografare
in casino. Da noi solo 50 anni dopo: a Fregene!


Consapevolmente fragili, l'animo traboccante di istanze confuse e insolubili, credo che fossimo affascinanti perchè tentavamo di gestirci, senza interferenze esterne e senza misurarci con l'altre: ognuna nella maniera più opportuna per le singole necessità.
Perciò sognavo di diventare una puttana, con innocenza. Come chi sogna di diventare artista o missionaria. Ed ero certa di realizzarmi perché è giusto che uno diventi ciò che sogna di diventare.

Ho detto che Marlene Dietrich era il mio modello. 
E l’indole mi era propizia…
Gli ultimi mesi di guerra, quando lo sboccio stagnava su uno sfondo in bianco e nero, chi se la può dimenticare la fanciullina con l’abito color cerise, appoggiata a una colonna del portico?
Ore e ore a guardare i militari tedeschi, giovani, biondi, e disperati, con i loro carrarmati trainati dalle italiche mucche. Formalmente era un’ ubbidienza alla mamma. Che, dalla soprastante finestra del Municipio, controllava che non fossi dove Rolando avrebbe potuto mandarmi. Ma nel mio intimo era un'attesa.
Mi mettevo di vedetta sulla Statale per andare incontro a quell'attesa.
Gli uomini mi piacevano, come alle coetanee i cuccioli e i neonati.
Non s’immagina quanto mi attraesse, già da allora, l’idea di rifugiarmi tra le loro braccia forti, e godere l'emozione d'essere racchiusa entro i loro toraci capienti. Era tutta fiction, ovviamente. L'aspetto erotico-meccanico della questione non era in bilancio: non lo avevo sperimentato ed anche teoricamente lo ignoravo alla radice. Ma qualsiasi esso fosse, gli uomini me l'avrebbero ripagato con dell'affetto, del danaro. Della libertà. 
A specchio della sterilizzazione mentale circostante, circa ogni episodio boccaccesco verificatosi in paese, mi sentivo inoltre all'avanguardia nella scalata alla emancipazione dei costumi. Beh! superare gli scogli epocali lo ritengo tutt'ora un’affermazione se stante.
Nei momenti in cui l’instabile autostima cadeva, non rinunciavo al progetto. Cogitavo sul come aggirare gli ostacoli, senza rinnegare la meta.
Dice: allora perchè non aderisti al chiesaiuolo che era venuto a presentare le sue offerte?
 Per colpa della mamma! Ovvio!
 meglio se si fosse messa a inveire contro quel coso, sarei andata via con lui e, ci scommetto, entro sei mesi sarei diventata l'amante del vescovo di Bologna!
Ma lei faceva la canapina... Per ottenere il rispetto che entrambe esigevamo avremmo dovuto metterci un uomo in casa. E non mi si dica: i tempi sono cambiati!



Se avessi filiato invece di un bel maschio una bella femmina, si sarebbe ripetuto il disagio delle donne sole. Indubbiamente molto più soft del vissuto trent’anni prima, ma non perché la mentalità della gente oggi sia radicalmente cambiata.  Nel frattempo si sono diversificati la mia condizione sociale, il contesto medio alto che frequento: la buona educazione che lo distingue. Ma il piccolo borghese continua ad essere goloso di peccato ed è per questo che RaiUno e RaiDue lo "sfrugugliano" ogni pomeriggio. 
I più evoluti, intanto che commentano l'involuzione pilotata della plebe, beh pure quelli alla loro maniera sono portatori del medesimo virus... 
"Pensar male non si sbaglia mai".
 Quando mio figlio era piccolo, ed io ero una ragazza-madre, non si creda che non avvertissi il goloso "sospetto" dei Signor Dott. Ing. Prof. e la diffidenza delle loro Signore. Sottili, beninteso. Ma ben captabili da chi ne aveva sopportati di grossolani.
Solo dacchè il bambino è diventato un uomo mi sento una "rispettabile". Grazie alla sua forte personalità e al successo che riscuote: fin troppo rispettabile sono diventata!
Mi sembra d’essere la mamma di un boss! E allora ...
Per chiudere il cerchio attorno alla mia riflessione, ecco  una inquietante domanda conclusiva: siamo certi che ad avere bisogno di un protettore sia colei che chiamarono puttana, vale a dire l'unica femmina in grado di cavarsela da sola ? 

 

Oddio! perfezionando la mia tesi, secondo cui dobbiamo l'emancipazione alle Segnorine (che servirono tedeschi e angloamericani) prima ancora che alle Femministe in corteo, a proposito di onore sarei propensa a concordare con le seconde.




"Io sono mia" non stabilisce infatti che La si debba dar via così, slegata dalle esigenze dell'onore. Nella fattispecie inteso il contenitore delle voglie, dei sentimenti e pure del tornaconto. Alla fin fine l'odierna libertà scopereccia, che se non la eserciti ti senti handicappata, mi sembra l'ultimo, in ordine di tempo, dei tranelli a danno della femmina, e a comodo del maschio. La nostra ennesima abdicazione al Potere.
Prima eravamo succubi di una mentalità indotta dalla Chiesa, oggi siamo ... Siete (io son fuori targhet!) plagiate dalle profetesse del malinteso progressismo in carta patinata.
Sempre riferendomi alla pura sessualità (chè sui sentimenti non discerno perchè mi sembrano indotti da cultura drammaticamente radicata) noi, femmine, avremmo lo scettro del comando. Se lo sapessimo impugnare!
I maschi non hanno il mestruo: l'indigenza fisiologica è la loro. E, nonostante, riescono a farci impugnare ben altro scettro che quello di regine!.
Dopo vent'anni trascorsi a battere i viali di Cinecittà, e altri trenta trascorsi a battere articoli nella redazione di TETTECULO, sono pronta a garantire che l'anticonformismo delle divette in pagina, è pilotato.

Comunque la si pensi oggigiorno, ciò che anticamente insegnava la mamma era il verbo. Per la maggioranza delle ragazzine mie contemporanee, temo. Tranne poche, più intelligenti della media, o istruite da genitori spregiudicati. Gli altolocati, che non fossero dei baciapile, lasciavano andare le figlie in vacanza coi morosi, e la gente del popolo non lo commentava. Ma la medesima gente del popolo se sorprendeva una figlia dei loro schiacciata tra un tronco d’albero e un cazzo, ehmbè: quella era una troia !
Da un eccesso all'altro, sempre lasciando indenni i privilegi e castigando l'ignoranza. In ogni caso condizionamenti mentali, utili soprattutto a chi li impartisce. Alla fin dei conti sollevano dalle responsabilità: "Io glielo avevo detto. Non è certo colpa mia se ha "voluto" fare scelte diverse".
Noi, piccini, che non siamo figli di puttane d’ambo i sessi, non siamo capaci di sottilizzare sulla differenza tra "Voluto" e "Dovuto" circa i risultati finali.
Ubbidiamo agli insegnamenti finché non ci troveremo al bivio tra ciò che vogliamo fare e ciò che ci tocca fare.
Il percorso che conduce a ciò che desideriamo fare dovrebbero prepararcelo gli adulti, altrimenti rischiamo di prendere la strada che conduce al Bosco dei Conflitti. Un percorso che sarà pure formativo. Perfino esaltante intraprenderlo da soli. Però a seconda delle risorse della mente, a volte ci impegna una vita intera. Quando ne usciamo è già l’ora di morire.





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